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Francesca Coppola: “In me stanze inquiete, donatori senza organi da salvare”

L’International Web Post è lieto di riservare questo nuovo spazio ad una delle forme più nobili della creatività dell’animo umano: la poesia.

Riceviamo e ben volentieri pubblichiamo la poesia della poetessa,Francesca COPPOLA, che arricchisce questa nostra rubrica “Sulle note dell’Anima””, di cui ciascun lettore potrà farsi protagonista inviandocene la propria.

Il nostro commento

Nell’acuta sintesi del titolo, poche parole ma ricche di contenuto: è una preghiera alla parte più nobile di noi stessi che non deve essere ostaggio dell’altrui vitalità ma capace di autorigenerarsi.

L’autrice si dichiara disponibile ad aprirsi ai sentimenti, all’amore ed alla potenza delle emozioni accettandone i rischi.“

“e per una volta…non bastarsi”…

Queste parole esprimono in modo sublime l’intensità del desiderio di vivere le passioni senza però mai perdere l’approdo sicuro.

Il quotidiano può a volte non far espandere i sogni contenibili nel palmo della mano ma sempre rimane nel cuore la percezione di un altrove in attesa, felice e muto.

Francesca ci accompagna con tratto lieve e sapienza del cuore nel labirinto della vita con la dolente percezione che non sempre “vivendo si impara” ma “sbagliando si sbaglia”.

Nella difficile realizzazione della propria vera identità dove i vuoti sono orfani della anelata pienezza, il respiro rallenta per offrire una possibile pausa al cuore ferito e per dare al nostro diaframma esistenziale lo spazio necessario ad ospitare una speranza che renda tollerabile il nostro vissuto.

Info:“Sulle note dell’anima” -International Web Post – Redazione di Nettuno – Via Santa Marinella 157 – 00048 Nettuno (RM)

Autore:

Data:

25 Gennaio 2020