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Francesco Greco è il nuovo Procuratore capo

È fatta. La Procura della Repubblica di Milano ha finalmente una guida. È Francesco Greco, 64enne originario di Napoli, in magistratura dal 1977, pubblico ministero nel capoluogo lombardo dal 1979 e procuratore aggiunto alla guida del pool per i reati contro l’economia da otto anni, ad essere stato eletto ieri nel tardo pomeriggio Procuratore Capo. Il Consiglio superiore della magistratura l’ha preferito ad Alberto Nobili per 4 voti, vedendo prevalere la linea centrista di Area, Unicost, dei laici di centrosinistra e di Forza Italia, rispetto a quella di Magistratura Indipendente e Autonomia e Indipendenza che hanno votato per Nobili.Si sono invece astenuti i vertici della Cassazione e il laico di Ncd Antonio Leone.

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Francesco Greco lo si ricorda per Mani Pulite.

Era il ’94. Durante quell’indimenticabile estate i magistrati che seguivano le inchieste sulla corruzione legata al finanziamento ai partiti, rimisero le deleghe in segno di protesta contro il decreto “salva ladri” (così fu ribattezzato), varato dal governo Berlusconi.

“Non consente più di affrontare efficacemente i delitti su cui abbiamo finora investigato” tuonavano Antonio Di Pietro, Gherardo Colombo, Piercamillo Davigo e il giovane neo-procuratore.

E di fatto così era, escludendo il provvedimento, poi ritirato, la carcerazione preventiva degli indagati.

Da allora non ha mai smesso di occuparsi di reati finanziari. Montedison, Enimont, Parmalat, San Raffaele, Ilva, Monti dei Paschi di Siena sono solo alcune delle indagini che lo hanno reso famoso.

cms_4021/foto_3.jpgÈ anche per questo che “è il candidato migliore per la guida della procura di Milano – sottolinea la relatrice Paola Balducci che ne ha proposto la nomina – il suo bagaglio di conoscenze, specie nel diritto penale dell’economia e dei settori del diritto civile e fallimentare ad esso connessi, è davvero ineguagliabile”. I reati contro l’economia rappresentano una branca importante dell’attività giudiziaria. Le vicende alla ribalta delle cronache fanno emergere quadri complessi e risvolti penali che traggono origine da una sempre più stretta correlazione con l’attività pubblica amministrativa, accendendo i riflettori su contesti associativi che sovente s’innestano nella criminalità organizzata.

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Un’immagine forte quella del procuratore Greco in una Nazione che di competenza e di sviluppo sano ha un gran bisogno, insediato in una città che da sempre è stata un incubatore di competitività e sviluppo.

È anche l’imprenditorialità disonesta a frenare la crescita economica.E c’è un’Italia perbene che vuole tornare ad essere un modello virtuoso di competitività e sviluppo, ricusando il malaffare.

A lui i nostri migliori auguri da cittadini prima che da donne e uomini dell’informazione.

Data:

31 Maggio 2016