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FRATELLANZA OSSIGENO PER LA PACE

cms_28223/0.jpg“In Bahrein ho avvertito questa esigenza e ho auspicato che, in tutto il mondo, i responsabili religiosi e civili sappiano guardare al di fuori dei propri confini, delle proprie comunità, per prendersi cura dell’insieme. Solo così si possono affrontare certi temi universali, per esempio la dimenticanza di Dio, la tragedia della fame, la custodia del creato, la pace. Insieme si pensa a questo. In questo senso il Forum di dialogo, dal titolo ‘Est e Ovest per la coesistenza umana’, ha esortato a scegliere la via dell’incontro e a rifiutare quella dello scontro”.

A molti è sembrata insolita la visita di Bergoglio in Bahrein, paese in cui la maggioranza dei cittadini è di fede islamica. La sfida della Chiesa moderna è tutta racchiusa nel dialogo, nello sviluppo di un nuovo umanesimo. Parlare di pace in questi tempi complessi risulta utopico e privo di fondamento, ma la sfida sta proprio nel riattualizzarla. Nelle sue udienze, il Santo Padre non è mai banale e continua in maniera incessante ad delineare la via maestra: “Pensiamo a guerre che durano da anni, e pensiamo alla Siria – più di 10 anni! – pensiamo ai bambini dello Yemen, pensiamo al Myanmar: dappertutto! Adesso, più vicina è l’Ucraina, e cosa fanno le guerre? Distruggono, distruggono l’umanità, distruggono tutto. I conflitti non vanno risolti attraverso la guerra”.

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Le sue parole sono dirette e senza convenevoli, perché nonostante le forti polemiche l’unica strada da percorrere è quella del dialogo. Per realizzare questo sogno occorre favorire l’accoglienza reciproca, e questo Bergoglio lo sa bene: “Senza accoglienza, il dialogo resta vuoto, apparente, rimane questione di idee e non di realtà. Tra i tanti incontri, ripenso a quello con il caro Fratello, il Grande Imam di Al-Azhar e a quello con i giovani della Scuola del Sacro Cuore, studenti che ci hanno dato un grande insegnamento: studiano insieme, cristiani e musulmani. Da giovani, da ragazzi, da bambini occorre conoscersi, così che l’incontro fraterno prevenga le divisioni ideologiche”.

In chiusura, le parole del Pontefice convergono nuovamente sulla spinosa tematica della guerra in Ucraina: “Chiediamo al Signore la pace per questa gente così tribolata e che soffre tanta crudeltà, tanta crudeltà, da parte dei mercenari che fanno la guerra”.

Data:

9 Novembre 2022