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“FRODENO” E “DI MARTINO”: UNA GARA PER LA VITA

Mentre il calcio continua a discutere e a fare polemiche sul “se”, “quando” e “come” riprendere gli allenamenti, nonché sull’opportunità di terminare o meno i campionati, in altri sport c’è chi, invece, ha già ripreso ad allenarsi duramente in casa. Ma fin qui nulla di strano se non che, unitamente alla questione più squisitamente atletica, alcuni sportivi hanno deciso di promuovere contemporaneamente alcune iniziative a scopo di beneficenza. È il caso, per esempio, del ciclista tedesco, Jan Frodeno e della runner italiana, Ivana Di Martino.

Jan Frodeno è un triatleta tedesco che vanta, nella sua lunga carriera, un oro olimpico nel triathlon (Pechino 2008), 3 ori mondiali nella distanza “Super Lungo” o Ironman (Hawaii, nel 2015, 2016 e 2019) e, infine, 2 ori nel “Mezzo Ironman” o 70.3 vinti in Austria e nel Sudafrica, rispettivamente nel 2015 e 2018.

Ma Frodeno non vuole vincere solo in gara. Così decide di lanciare una raccolta fondi per beneficenza in diretta social facendo l’Ironman in casa, percorrendo, cioè, le stesse distanze che copre abitualmente in una gara tradizionale di triathlon Super Lungo: 3,86 km di nuoto, 180,260 km di bicicletta e 42,195 km di corsa. Nasce così il “Tri@home”. Una gara domestica in cui lui si allena, ma allo stesso tempo, raccoglie fondi per la beneficenza. Un sistema che ha fruttato già oltre 200.000 euro da devolvere completamente a favore di chi, in questo momento, sta lottando duramente per fronteggiare il COVID19.

“È stato divertente e strano allo stesso tempo – ha dichiarato Jan Frodeno alla Gazzetta dello Sport – ma sono molto contento per aver realizzato questo progetto. L’obiettivo era quello di attrarre le persone per la raccolta fondi. Tuttavia, quando vedo ciò che fanno in ospedale capisco che il mio, al confronto, è solo un piccolo sacrificio”.

Altra lodevole iniziativa è quella di Ivana Di Martino, una runner che ha la corsa nel sangue. L’atleta milanese, nonché coach professionista, ha sempre corso sin da quando era piccola sostenendo sempre cause nobili, tra cui ricordiamo “21 volte donna” (2013), dove la Di Martino ha partecipato a 21 mezze maratone in giro per l’Italia contro la violenza sulle donne, poi, “Running for Kids” (2014), dove ha percorso 42 km in 21 giorni passando per i diversi centri di accoglienza di Lampedusa e, “Run4kids” (2016), dove l’atleta milanese, partendo da Milano, ha corso per 909 km – in 12 giorni – per portare un messaggio speciale in Commissione Europea per Banco Alimentare (Bruxelles).

Ma ricordiamo anche la sua ultima iniziativa a favore della lotta contro il coronavirus: #50Challenge. Si tratta di una corsa di 50 km effettuata nel vialetto del box condominiale che misura 173 metri e, dunque, percorsa ben 290 volte. “Bello il coinvolgimento di tanti amici – si legge sulla Gazzetta dello Sport. Alcuni hanno portato 50 biscotti al cioccolato, altri, invece, hanno partecipato attraverso la lettura di 50 poesie. L’obiettivo era quello di effettuare una raccolta fondi a favore del Policlinico di Milano. Correre dopo il coronavirus – ha aggiunto la Di Martino – sarà diverso. Immagino che per evitare assembramenti dovranno dare delle indicazioni orarie così come, se sarà necessario, dovremo usare anche la mascherina”.

(foto da bikefortrade.sport-press.it, ivanadimartino.com e Olimpopress.it – si ringrazia)

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Data:

19 Aprile 2020