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G7: accordo a 6 sul clima. Trump prende tempo

cms_6363/trump_leader_afp.jpg“Ribadiamo il nostro impegno a tenere i mercati aperti e a lottare contro il protezionismo, mentre restiamo fermi contro tutte le pratiche commerciali sleali”. E’ quanto si legge nel comunicato finale del G7 di Taormina, un comunicato di appena sei pagine e 39 paragrafi, molto più breve rispetto ai vertici precedenti.I leader del G7 “riconoscono che commercio ed investimenti liberi, equi e mutualmente vantaggiosi, mentre creano vantaggi reciproci, sono i motori fondamentali per la crescita e la creazione di posti di lavoro”. Affermata la necessità di tenere i mercati aperti e di combattere il protezionismo, i capi di Stato e di governo riuniti a Taormina allo stesso tempo “riconoscono che il commercio non sempre ha funzionato a beneficio di tutti: per questa ragione, ci impegniamo ad adottare le politiche appropriate in modo che tutte le aziende e tutti i cittadini possano ottenere il massimo dalle opportunità offerte dall’economia globale”.I leader “spingono poi per la rimozione di tutte le pratiche commerciali distorsive (dumping, barriere non tariffarie discriminatorie, trasferimenti di tecnologia forzati, sussidi e altri sostegni dai governi e dalle istituzioni) in modo da incoraggiare reali condizioni uguali per tutti”.

LE DICHIARAZIONI DEI LEADER

CLIMA – Accordo a sei sul clima. “Gli Stati Uniti sono nella fase di revisione delle loro politiche sui cambiamenti climatici e sull’accordo di Parigi e dunque non sono nella posizione di dare il loro consenso su questi temi”, si legge nel comunicato finale del vertice. Per questo, “i capi di Stato e di governo di Canada, Francia, Germania, Italia, Regno Unito e Giappone e i presidenti della Commissione e del Consiglio europei riaffermano il loro forte impegno ad attuare rapidamente l’accordo di Parigi, come già deciso al vertice di Ise-Shima” dello scorso anno.

“Prenderò la decisione finale sull’accordo di Parigi la prossima settimana” ha scritto su Twitter il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump.

MIGRAZIONE – Nel comunicato finale del vertice si legge poi che i leader del G7 “riaffermano il diritto sovrano degli Stati, individualmente e collettivamente, a controllare i loro confini e a stabilire politiche nel loro interesse nazionale e per la sicurezza nazionale”.

Nel paragrafo sulle migrazioni, intitolato ’Human mobility’, è scritto che “il movimento in corso su larga scala di migranti e rifugiati è una tendenza globale che, date le sue implicazioni per la sicurezza e i diritti umani, richiede sforzi coordinati a livello nazionale e internazionale. Riconosciamo che la gestione e il controllo di flussi di migranti, mentre si tiene conto della distinzione tra rifugiati e migranti, richiede un approccio di emergenza e allo stesso tempo di lungo periodo”.

I leader del G7 riuniti a Taormina “riconoscono anche la necessità di sostenere i rifugiati il più possibile vicini ai loro Paesi di origine e di metterli in grado di tornare in sicurezza e di aiutarli a ricostruire le loro comunità in patria”.

LIBIA – Quanto alla Libia, nel Paese “è urgente avanzare sul percorso di un dialogo politico inclusivo e di riconciliazione nazionale”. Nel comunicato finale si ribadisce “il pieno sostegno” al governo di accordo nazionale e si “dà il benvenuto ai recenti incontri tra fondamentali attori libici”.

IS – “Abbiamo fatto progressi significativi per ridurre la presenza dell’Is in Siria e in Iraq e per ridurre la sua capacità di attrazione. Ci impegniamo a continuare gli sforzi per completare la liberazione dei territori tenuti dall’Is, in particolare a Mosul e Raqqa, per perseguire la sua distruzione finale, la fine della violenza collegata, le diffuse violazioni dei diritti umani e le violazioni del diritto internazionale umanitario” si legge nel comunicato del G7.

RUSSIA – Le sanzioni per la questione ucraina possono essere sollevate se la Russia rispetterà i suoi obblighi, ma “siamo anche pronti ad adottare altre misure restrittive” nei confronti di Mosca “se le sue azioni lo richiederanno”, si legge nel comunicato, che ribadisce “la condanna dell’annessione illegale della penisola della Crimea” e il “pieno sostegno dell’indipendenza, l’integrità territoriale e la sovranità dell’Ucraina”.

Il documento afferma che una “situazione sostenibile” della crisi ucraina sarà possibile solo con la piena realizzazione degli accordi di Minsk. E sottolinea “la responsabilità” della Russia nel conflitto. “La durata delle sanzioni – si legge – è chiaramente legata alla completa realizzazione da parte russa degli impegni degli accordi di Minsk e dal rispetto per la sovranità dell’Ucraina. Le sanzioni verranno sollevate quando la Russia rispetterà i suoi impegni. Tuttavia, siamo pronti a prendere ulteriori misure restrittive perché aumentino i costi per la Russia se le sue azioni lo richiederanno”.

NORDCOREA – Poi Pyongyang. I Paesi del G7 sono “pronti a rafforzare le misure” necessarie per costringere la Corea del Nord a rinunciare al programma nucleare e a quello di sviluppo dei missili balistici e “ribadiscono l’impegno” per la non proliferazione e il disarmo. Il regime di Pyongyang, afferma il documento, è una delle “principali priorità nell’agenda internazionale e rappresenta crescenti nuovi livelli di minaccia alla pace e alla stabilità internazionali e al regime di non proliferazione, attraverso le ripetute e continue violazioni delle leggi internazionali”.

La Corea del Nord, prosegue il documento, “deve ottemperare immediatamente e pienamente a tutte le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza Onu e abbandonare tutti i programmi nucleari e dei missili balistici in modo completo, verificabile e irreversibile”.

FAME NEL MONDO – I leader del G7 riuniti a Taormina “riaffermano l’obiettivo collettivo di tirare fuori dalla fame e dalla malnutrizione 500 milioni di persone nei Paesi in via di sviluppo entro il 2030, nell’ambito di un più ampio sforzo che coinvolga i nostri partner e gli attori internazionali”.

Genova, il Papa fra gli operai dell’Ilva: “Lavoro priorità umana”

cms_6363/papa_ilva_afp.jpgIl mondo del lavoro è una “priorità umana e pertanto è una priorità cristiana. E’ anche una priorità del Papa”. Papa Francesco a Genova dialoga con il mondo del lavoro allo stabilimento del’Ilva. ’Francesco, Francesco, Francesco’, il coro degli operai. Bergoglio tiene un discorso fortissimo: “Il vero imprenditore conosce i suoi lavoratori perché lavora accanto a loro, con loro: non dimentichiamo che l’imprenditore deve essere prima di tutto un lavoratore. Se non ha questa esperienza della dignità del lavoro non sarà un buon imprenditore”.

Guai dice il Papa agli imprenditori-speculatori: “Nessun buon imprenditore ama licenziare la sua gente. Chi pensa di risolvere il problema della sua impresa licenziando gente, non è un buon imprenditore, è un commerciante. Oggi vende la sua gente, domani vende la dignità propria. Si soffre sempre e a volte da questa sofferenza nascono nuove idee per evitare il licenziamento: questo è il buon imprenditore”.

Francesco denuncia: “Una malattia dell’economia è la progressiva trasformazione degli imprenditori in speculatori: l’imprenditore non va assolutamente confuso con lo speculatore, sono due tipi diversi. Lo speculatore è una figura simile a quella che Gesù chiama nel Vangelo mercenario, non ama azienda e lavoratori ma li vede solo come mezzi per fare profitto”.

Papa Francesco cita l’articolo 1 della Costituzione italiana: ’L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro’”. “Possiamo dire – scandisce il Papa – che togliere il lavoro alla gente o sfruttare la gente con il lavoro indegno o malpagato è anticostituzionale. Se non fosse fondata sul lavoro, l’Italia non sarebbe una democrazia”. Da qui il monito: “Guardare con responsabilità alle trasformazioni tecnologiche e non rassegnarsi alle ideologie. Deve essere chiaro che senza lavoro per tutti non ci sarà dignità per tutti”.

Lavoro è dignità, senza lavoro non c’è dignità, ricorda il Papa: “Voi sapete la percentuale di giovani dai 25 anni in giù che ci sono in Italia? Non lo dirò, cercate le statistiche. Questi giovani crescono senza dignità perché non sono unti dal lavoro che è quello che dà la dignità. La domanda è questa: un assegno statale, mensile che ti faccia portare avanti una famiglia non risolve il problema. Il problema va risolto con il lavoro per tutti”.

Il Papa esorta a “cambiare visione se vogliamo il bene dell’impresa, dei lavoratori e dell’economia: altro valore che è disvalore è la tanto osannata meritocrazia, ma viene strumentalizzata e snaturata. La meritocrazia sta diventando una legittimazione etica della diseguaglianza”. Ovazione dai lavoratori.

La visita di papa Francesco a Genova, dopo il dialogo con il mondo del lavoro, continua con l’incontro con i Vescovi della Liguria, il clero, i seminaristi e i religiosi della Liguria, insieme ai rappresentanti di altre confessioni nella Cattedrale di San Lorenzo, dove dedica una preghiera ai copti uccisi ieri in Egitto.

Poi Papa Francesco incontra i giovani della missione diocesana presso il Santuario della Madonna della Guardia. Qui lancia un nuovo forte appello per il dramma dei migranti e sprona i giovani: “E’ normale che il Mediterraneo sia diventato un cimitero? E’ normale che tanti Paesi, e non lo dico dell’Italia perché è tanto generosa, chiudano le porte a tanta gente piagata che fugge da fame e guerra e viene a cercare sicurezza? Se non è normale, devo coinvolgermi perché questo non succeda. Ci vuole coraggio per questo”.

Al santuario il Pontefice ricorre poi a uno dei suoi neologismi, incoraggiando i giovani ad aprire occhi e cuore alla vita, con sguardo critico: “Lasciare la strada da turista” per andare a “missionare”.

Papa Francesco, nel corso del viaggio a Genova, va in visita anche all’ospedale pediatrico ’Gaslini’. “Nella mia visita a Genova non poteva mancare una tappa in questo ospedale dove si curano i bambini. Perché – osserva Bergoglio – la sofferenza dei bambini è certamente la più dura da accettare; e allora il Signore mi chiama a stare, anche se brevemente, vicino a questi bambini e ragazzi e ai loro familiari”.

Sul libro d’onore dell’ospedale pediatrico lascia una dedica: “A tutti coloro che lavorano in questo ospedale dove il dolore trova tenerezza, amore e guarigione. Ringrazio di cuore il loro lavoro, la loro umanità, le loro carezze a tanti bambini che da piccoli portano la croce”. “Con ammirazione e gratitudine – continua il messaggio – e per favore non dimenticate di pregare per me. Francesco 27/5/2017”.

Nel pomeriggio quasi centomila persone in piazzale Kennedy a salutare l’arrivo di Bergoglio per la messa.

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28 Maggio 2017