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G7, IRA CINA – “In dichiarazione finale arroganza, pregiudizi e bugie”

Dura replica del ministero degli Esteri: “Ancora una volta manipolate le questioni legate alla Cina, calunniando e attaccando”. 28 citazioni per Pechino nella dichiarazione: è “attore maligno”

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La dichiarazione finale del G7 che si è svolto a Borgo Egnazia in Puglia è ”piena di arroganza, pregiudizi e bugie”. Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri cinesi Lin Jian in una conferenza stampa.

“La dichiarazione del vertice del G7 ha ancora una volta manipolato le questioni legate alla Cina, calunniando e attaccando la Cina, riproposto cliché che non hanno base fattuale, né base giuridica, né giustificazione morale, e sono pieni di arroganza, pregiudizio e bugie”, ha affermato il diplomatico.

Cina, 28 citazioni nella dichiarazione finale del G7 (sempre in negativo)

Non più partner, secondo la definizione che ancora fino a qualche tempo fa l’Occidente usava per la Cina, ma ‘attore maligno’. Nel comunicato finale del G7 di Borgo Egnazia, Pechino viene citata 28 volte e sempre in negativo: per via del suo sostegno alla “macchina bellica russa” delle “minacce che sta intensificando” nel mar della Cina meridionale, per il ruolo di “attore economico ribelle” e molto altro, scriveva il New York Times in un articolo nel quale sottolineava “il contrasto” con il ritratto che l’Occidente faceva di Pechino negli anni scorsi, considerata un partner nella lotta ai cambiamenti climatici, al terrorismo ed alla proliferazione nucleare.

Nelle discussioni di questi giorni al G7, la Cina è stata di fatto equiparata alla Russia, l’esito forse naturale del rafforzamento della loro alleanza, della “partnership senza limiti” celebrata da Vladimir Putin e Xi Jinping. Secondo fonti dell’amministrazione americana, è proprio il sostegno di Pechino a Mosca l’elemento nuovo emerso con forza al vertice di Borgo Egnazia e quello che ha fatto cambiare l’atteggiamento anche dell’Europa.

Ricorda il quotidiano che, se negli ultimi due summit si è parlato della Cina e di Xi, lo si è fatto per sottolineare il ruolo di ‘forza di moderazione’ su Putin, in particolare davanti alle minacce di uso di armi nucleari. Non è più così, come dimostrano i toni della dichiarazione finale. Secondo Alexander Gabuev, direttore del Carnegie Russia Eurasia Center di Berlino, la Cina si sta opponendo a qualsiasi sforzo di pace in cui non possa essere l’attore centrale.

“Xi, a quanto pare, non abbandonerà il suo scomodo partner russo e non si impegnerà nemmeno a parole per aiutare Kiev – ha scritto su Foreign Affairs, dando eco a quanti hanno accusato Pechino di aver usato la sua influenza per scoraggiare alcuni Paesi a partecipare alla conferenza di pace in corso in Svizzera – Invece, la Cina ha scelto un approccio più ambizioso, ma anche più rischioso. Continuerà ad aiutare Mosca e a sabotare le proposte di pace guidate dall’Occidente. Sperando poi di intervenire e di usare la sua influenza sulla Russia per portare entrambe le parti al tavolo nel tentativo di mediare un accordo duraturo”.

Il “messaggio chiaro” di Meloni

“Abbiamo mantenuto alte le priorità dei temi legati all’Indo-Pacifico e alla sicurezza economica, con l’obiettivo di dare un messaggio chiaro, particolarmente alla Cina. Noi siamo aperti al dialogo, ovviamente, però le nostre imprese devono poter competere ad armi pari, perché il mercato può essere libero solamente se è anche equo, quindi libero mercato ma in un quadro di concorrenza leale”, ha affermato il presidente del Consiglio Giorgia Meloni nel corso della conferenza stampa al termine del G7.

Data:

17 Giugno 2024
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