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G7, patto su migranti ma su clima non c’e intesa

cms_6349/g7_leaders_afp.jpgSul tema dei flussi migratori nelle discussioni in corso al G7 “si è raggiunto un buon compromesso” (vai allo Speciale). E’ quanto dicono fonti diplomatiche italiane, sottolineando come nel testo “si riconosca l’approccio globale al problema, anche nel lungo periodo con il coinvolgimento dei paesi di origine e la responsabilità condivisa”. Le fonti ricordano tuttavia che la discussione vera e propria al summit sul tema “ci sarà domani”, mentre “si continua a lavorare sui due paragrafi” ad hoc del testo finale, ma “non ci sono problemi” con gli americani, che hanno chiesto maggiore attenzione alla sicurezza.

BOZZA – I governi hanno il diritto “sovrano” di chiudere le loro frontiere e di fissare delle soglie per i migranti. E’ quanto si legge in una bozza di conclusioni che circola al G7 di Taormina. “Nel rispetto dei diritti umani e di tutti i migranti e rifugiati -si legge nel documento citato dall’agenzia tedesca Dpa- riaffermiamo i diritti sovrani degli Stati a controllare i propri confini e a fissare i limiti chiari sui livelli di migrazione come elemento chiave della sicurezza nazionale e del benessere economico”.

Nella bozza si ribadisce poi “la necessità di sostenere i rifugiati il più vicino possibile ai loro paesi di origine, in modo che siano in grado di tornare” e “di creare partnership per aiutare i paesi a creare le condizioni all’interno dei loro stessi confini per risolvere le cause delle migrazioni”.

I paesi devono assicurare inoltre “una migrazione sicura, legale e organizzata” e “proteggere i migranti e rifugiati più vulnerabili come le donne, gli adolescenti, i bambini e i minori non accompagnati”. Inoltre nel documento si mette l’accento sul rafforzamento del controllo ai confini.

Tutti questi, si sottolinea, “sono gli strumenti essenziali per ridurre la migrazione irregolare, combattere il contrabbando, il lavoro forzato, la schiavitù moderna e il traffico degli esseri umani e affrontare le questioni legate alla criminalità organizzata transnazionale, all’estremismo violento, al terrorismo e al commercio illecito”. In questo modo, si legge ancora nella bozza del documento, “saremo in grado di salvaguardare gli aspetti positivi della migrazione riconoscendo il diritto intrinseco dei paesi ospitanti a stabilire politiche nel loro interesse nazionale”.

Rai, Campo Dall’Orto rimette mandato: Padoan prende atto. Parte toto-dg

cms_6349/rai_mazzini_ftg.jpgCome da previsioni della vigilia il dg Rai Antonio Campo Dall’Orto ha rimesso il suo mandato nelle mani del ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, al termine di un incontro a via XX settembre durato oltre un’ora.

“In un incontro molto cordiale, il Ministro Padoan ha preso atto della decisione di Antonio Campo Dall’Orto di rimettere il suo mandato di Direttore generale Rai” si legge in una nota ufficiale della Rai, diffusa in seguito all’incontro.

Con l’incontro di oggi si è aperta ufficialmente la liturgia che porterà alle dimissioni ufficiali di Campo Dall’Orto e alla nomina di un nuovo dg.

Nel corso dell’incontro con il ministro, il dg uscente avrebbe rappresentato tutta la sua soddisfazione per i risultati raggiunti: dal 40% di share delle reti Rai in prime time negli ultimi due mesi alla raccolta pubblicitaria che colloca la Rai al primo posto, dagli apprezzamenti della critica televisiva a Rai Play, per citare alcuni capitoli. E nel rimettere il mandato, avrebbe poi illustrato a Padoan i quattro punti caldi sul tavolo del vertice di Viale Mazzini: dall’autoregolamentazione sulle remunerazioni per superare il problema dei ’tetti’ ai compensi degli artisti ai palinsesti della prossima stagione, dal contratto di servizio al piano informazione. Tutte pratiche di cui si occuperà a questo punto il nuovo direttore generale. La più urgente, anche perché in qualche modo propedeutica all’approvazione dei palinsesti, è proprio l’autoregolamentazione sui ’tetti’ ai compensi su cui però il dg uscente ha già consegnato ai consiglieri di amministrazione una ’bozza’, che potrà dunque essere emendata e varata anche con un nuovo dg.

Insomma l’uscita di Campo Dall’Orto non andrà per le lunghe e alla presentazione dei palinsesti agli inserzionisti pubblicitari, il 28 giugno a Milano, lui non ci sarà. Quanto alla possibilità di assumere, dopo le dimissioni, un nuovo incarico apicale in una delle consociate Rai (che gli sarebbe stata prospettata nei giorni scorsi, con particolare riferimento a Rai Cinema o Rai Pubblicità), Campo Dall’Orto – a quanto apprende l’AdnKronos in ambienti politici – avrebbe fatto già presente la sua assoluta indisponibilità.

Dunque si apre la ’corsa’ alla nomina del nuovo direttore generale di Viale Mazzini. A questo punto è difficile immaginare che se ne occuperà Campo Dall’Orto, dal quale, dopo la presa d’atto di Padoan, ci si attende in linea di massima la comunicazione delle dimissioni alla presidente Monica Maggioni e al Cda. Puntuali, infatti, si inseguono nei palazzi della politica e nei corridoi di Viale Mazzini le indiscrezioni sul successore. I nomi che circolano con maggiore insistenza per un mandato non facile e della durata limitata (poco più di un anno), con una infuocata campagna elettorale in mezzo, sono ancora più di uno: l’ex dg e attuale segretario generale del Copeam, Claudio Cappon; l’attuale ad di Rai Cinema, Paolo Del Brocco; l’ex direttore di Rai2 e di Rai3, Giovanni Minoli, attualmente in forza a La7 e Radio 24; l’attuale direttore generale di Rai Pubblicità, Luciano Flussi, già alla direzione Risorse umane di Viale Mazzini.

Quando ci sarà l’accordo sul nome, non passerà molto tempo perché un nuovo inquilino si insedi al settimo piano di Viale Mazzini. La procedura di designazione, se c’è la volontà, è infatti molto rapida: la nomina e il successivo passaggio nel Consiglio d’amministrazione, che potrebbe essere convocato nel giro di poche ore.

Pensione, arriva la 14esima

cms_6349/inps_mano_FTG_3-2-2811152667-37369_3-2-3310565679.jpgA ribadirlo, qualche giorno fa, è stata la sottosegretaria Maria Elena Boschi, in un messaggio pubblicato su Facebook. Per i pensionati, ha scritto l’ex ministra, “a luglio arriverà la quattordicesima assicurata dall’ultima legge di bilancio”. Tra poco più di un mese agli aventi diritto verrà accreditata nel rateo di luglio 2017 la quattordicesima mensilità. Chi ha compiuto 64 anni e ha redditi compresi tra 1,5 e 2 volte il trattamento minimo, specifica l’Inps nella circolare n. 1366/2017, potrà godere della somma aggiuntiva, pari fino a 655 euro.

Chi può beneficiare della quattordicesima? Tra le principali novità introdotte dall’ultima legge di bilancio (legge n. 232/2016) c’è l’ampliamento della platea dei soggetti interessati dalla quattordicesima. La prestazione previdenziale riguarderà non solo i soggetti che hanno un reddito individuale non superiore a 1,5 volte il trattamento minimo, ma anche gli ultra sessantaquattrenni in possesso di un reddito tra 1,5 e 2 volte il trattamento minimo, ossia fino a 13.049,14 euro.

Quanto percepiranno i pensionati? Per il 2017 sono previste diverse fasce. I pensionati che presentano redditi fino a 1,5 volte il trattamento minimo, pari a 9.786,86 euro annui e che usufruivano già della quattordicesima, hanno diritto a 437 euro (fino a 15 anni di contributi per i lavoratori dipendenti), a 546 euro (tra i 15 e i 25 anni di contributi) e a 655 euro (oltre 25 anni di contributi per il lavoro dipendente e 28 per quello autonomo).

Anche ai pensionati che sono in possesso di redditi da 1,5 a 2 volte il minimo, verrà corrisposta una somma variabile, in rapporto ai contributi versati. 336 euro fino a 15 anni di contributi, 420 euro tra 15 e 25 anni di contributi, 504 euro con contributi oltre 25 anni. Queste cifre valgono per i pensionati da lavoro dipendente, mentre per i lavoratori autonomi vanno aggiunti tre anni in più di contributi.

Quando scatteranno i pagamenti? “Il pagamento – si legge nella circolare dell’Inps – verrà effettuato d’ufficio per i pensionati di tutte le gestioni unitamente al rateo di pensione di luglio 2017 ovvero di dicembre 2017 per coloro che perfezionano il requisito anagrafico nel secondo semestre dell’anno 2017”.

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27 Maggio 2017