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GAETANINA CALVI

Fino all’unità d’Italia a Milano non c’erano università. Le prime strutture formative che aprirono la strada al Politecnico furono un Istituto Tecnico Superiore e una Scuola di Applicazione per ingegneri civili.

Il Politecnico fu inaugurato nel 1863 nel Collegio elvetico e fu il secondo in Italia, dopo quello di Torino. Inizialmente si insegnava solo ingegneria meccanica. Nel 1865 venne introdotta anche Architettura e successivamente il pezzo forte su Elettrotecnica che rappresentò un’eccellenza in grado di attirare studenti da tutto il mondo.

Per arrivare alla prima laureata donna si dovette attendere mezzo secolo con Gaetanina Calvi e ben 160 anni, cioè sino al 2023, per vedere eletta la prima rettrice, la professoressa Donatella Sciuto.

Prima sede del Politecnico di Milano in piazza Cavour

Ancora oggi  le cosiddette discipline STEM (acronimo inglese che sta per “Science, Technology, Engeneering and Mathematics”– scienze, tecnologia, ingegneria e matematica – e indica tutte le discipline di studio che possiamo categorizzare come scientifiche e tecniche) registrano un divario di genere mostruoso visibile a tutti i livelli, dall’istruzione primaria e secondaria fino all’accesso all’occupazione e alle posizioni di leadership  che schianta le ragazze contro i molti stereotipi culturali che le scoraggiano dal perseguire carriere scientifiche. Nel panorama di diffusa discriminazione la posizione occupata dall’Italia è pessima. Secondo uno studio condotto da ricercatrici dell’Università Cattolica di Milano e pubblicato sulla rivista The Lancet Regional Health Europe, l’Italia è fra i paesi europei al terzultimo posto tra più arretrati riguardo alla parità di genere nel mondo della ricerca. Eppure la Storia ci racconta che da sempre le donne che, con determinazione, sfidano le barriere della barbarie sottoculturale, riescono a raggiungere traguardi di eccellenza.

Ne è un esempio la storia di  Gaetanina Calvi, la prima ingegnera del Politecnico di Milano.

Nata nel 1887 a Milano da una famiglia originaria della Val Brembana, Gaetanina era figlia e nipote di ingegneri.

Conseguito a pieni voti il diploma di maturità classica presso il Liceo Parini nell’anno accademico 1908-1909 s’iscrisse come prima e unica ragazza al corso d’Ingegneria Civile del Politecnico milanese.

Diploma di licenza liceale rilasciato dal Liceo Parini di Milano in data 01/10/1908 intestato a Gaetana Calvi con la dicitura “menzione onorevole”

Apostrofata come eccentrica  da  compagni di classe e professori riuscì a laurearsi con la votazione di 85/100 nel 1913, diventando ì la prima laureata in Ingegneria Civile del Politecnico ambrosiano, la seconda in Italia dopo Emma Strada, laureata a Torino cinque anni prima.

Gaetanina trovò impiego presso lo Studio “Gardella e Martini”, allora molto noto  per i progetti ispirati al razionalismo architettonico.

Immagine di Gaetanina Calvi creata dall’intelligenza artificiale

Non si sposò ma si dedicò allo studio e alla filantropia con anima e corpo investendo  tempo  e risorse economiche per aiutare le persone diversamente abili e in particolare i ciechi per i quali, a Milano, progettò un’ala dell’Istituto presso cui avrebbe insegnato gratuitamente matematica e scienze.

A seguito della morte della madre, nel 1933, fece un generoso lascito a favore dell’associazione “Casa Famiglia”.  Allo scoppio della II guerra mondiale  lasciò l’insegnamento milanese e si trasferì, anche per evitare i temuti bombardamenti cittadini,  definitivamente nella casa avita di Costa Lambro, dove, Gaetanina, da tutti conosciuta come contessa Calvi, dava lezioni private, sovente gratuitamente, ai ragazzi di Carate e dei paesi limitrofi. Insegnava non solo materie scientifiche ma anche latino e italiano.

 Alla sua morte avvenuta nell’anno 1964, tutta la proprietà è stata per sua volontà donata alla chiesa di Costa che attualmente la utilizza come oratorio e campo da calcio per i giovani. Nel 2014 ha ricevuto dal comune di Milano l’Ambrogino d’oro e recentemente, il 2 novembre del 2023, è stata iscritta, con altre 14 persone che hanno dato lustro alla città, all’interno del Famedio di Milano, sito dove riposano, o sono ricordati, i più importanti milanesi della storia. 

In occasione della Giornata Internazionale della Donna, l’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Milano ha reso omaggio a  Gaetanina Calvi, pioniera dell’ingegneria civile e prima donna laureata presso il Politecnico di Milano nel 1913 con queste parole: Superando le barriere di genere in un’epoca in cui l’accesso all’educazione superiore nelle discipline scientifiche era ancora fortemente limitato per le donne, la sua figura rappresenta un esempio di grande determinazione. Gaetanina Calvi non solo ha infranto i pregiudizi, ma ha anche aperto la strada alle future generazioni di donne ingegnere, dimostrando l’importanza della perseveranza nell’ottenimento dei propri traguardi professionali. Il suo contributo rimane fonte d’ispirazione per studenti e professionisti, ricordandoci il valore dell’inclusione nelle discipline STEM.

Non ci sono molte notizie su Gaetanina Calvi perché, come tutti i grandi studiosi e operatori per il bene comune, non amava l’ostentazione e l’oracolarità.

Riporto un bellissimo  ricordo personale di Gaetanina Calvi (https://giovannitrovatotro.wixsite.com/monumentalediffuso/un-ricordo-persnale-di-elli

  Ricordo bene la “contessa Calvi” perché, per desiderio dei miei genitori e per alcuni anni, sono stato a ripetizione da Lei, in particolare quando frequentavo la seconda e terza media a Carate e poi la prima classe dell’ Istituto Tecnico Hensemberger di Monza (1952…54, circa). Raggiungevo Costa Lambro in bicicletta, e non era un percorso facile, in quanto dovevo percorrere la ripida discesa verso la valle del Lambro e la successiva altrettanto faticosa salita a Costa… e il rientro a casa era altrettanto duro.

   Raggiunta Costa, si entrava in casa Calvi da un grande portone in legno massiccio che immetteva in un cortile; da qui, passando da una piccola porta a vetri, si accedeva ad un corridoio e infine alla grande sala dove la “contessa” riceveva gli studenti. Lei era sempre seduta dietro un massiccio tavolo in legno e ci accoglieva con un sorriso amichevole. Non aveva nulla delle severe professoresse che allora, specie le insegnanti di matematica, imperversavano nelle scuole. La ricordo piuttosto piccola, minuta, vestita prevalentemente con abiti sobri e scuri. Sovente, accanto a Lei c’era un grosso gatto raggomitolato sul tavolo e desideroso di carezze. Di tanto in tanto compariva nella sala una signora anziana, la sua governante, per portarle un caffè; questa signora abitava a Robbiano e ogni giorno anche Lei faceva il faticoso tragitto in bicicletta. Non avendo il riscaldamento centrale, d’inverno c’era sempre il camino acceso e lei teneva anche uno scaldino (con brace accesa) sul tavolo o, meno sovente, ai piedi.

   La “contessa Calvi” aiutava soprattutto in matematica, ma sapeva perfettamente tradurre da e in latino, e su richiesta non disdegnava affatto di aiutare anche nella preparazione di tavole di disegno geometrico e artistico. (…) Sono certo che non facesse pagare nulla ai suoi studenti più poveri. Per quanto riguarda le mie lezioni, non so’ proprio che cosa pagassero i miei genitori. (Enrico Elli)

Vi racconterò la storia di Gaetanina Calvi nel mio programma radiofonico settimanale.

La puntata andrà in onda martedì 21 maggio alle 12.15 e, in replica, giovedì 23 maggio alle ore 17.30 al link: https://www.radio-italiane.it/regional-radio

La puntata sarà anche al link:https://www.spreaker.com/show/storia-storie-di-antonella-giordano

Data:

19 Maggio 2024

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