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GEN.Z, L’USO PASSIVO DEI SOCIAL UN PERICOLO PER LA SALUTE MENTALE

cms_30464/001.jpgL’uso passivo dei social media, ovvero lo scorrere ininterrotto e infinito su TikTok o Instagram, sarebbe la causa del danneggiamento della salute mentale dei più giovani. È uno studio ad affermarlo, una ricerca dai numeri importanti e dunque di alto livello che punta il dito sui social media, causa del danneggiamento della salute mentale in particolare della Generazione Z, rispetto alle altre generazioni: i membri della Gen Z sono coloro che infatti trascorrono più tempo a consumare passivamente i social media.

Lo studio è stato condotto dal McKinsey Health Institute e afferma che la generazione Z, in media, è più portata, rispetto alle altre generazioni, ad avere sentimenti negativi sui social media. La ricerca ha rilevato in particolare che un membro su quattro della Gen Z, ovvero i nati tra la fine degli anni ’90 e l’inizio degli anni 2000, si connette e trascorre molto tempo su queste piattaforme portandoli ad avere problemi con la propria salute mentale. Per comprendere come tale studio sia da prendere con molta serietà, basta pensare che sono stati circa 42.000 gli intervistati in ben 26 paesi di tutti i continenti. Le domande rivolte loro hanno riguardato quattro parametri della salute: mentale, fisica, sociale e spirituale e la Gen Z si è classificata come la peggiore in tutte le categorie.

cms_30464/002.jpgI millennial (detti anche Gen Y, ovvero i nati tra il 1980 e il 1996), classificatisi penultimi, seguiti dalla generazione X e dai baby boomer, sebbene abbiano confessato di essere molto attivi sui social media, sono superati dagli appartenenti alla Gen Z la quale trascorre la maggior parte del tempo sulle app, ma in modo passivo: il 35% degli intervistati della Gen Z trascorre più di due ore al giorno sui social media rispetto al 24% dei millennial e al 14% dei boomer. L’uso passivo dei social media come scorrere (scrollare) lo schermo stando collegati a qualche piattaforma social, è con molta probabilità collegato agli algoritmi, in grado di condizionare le ricerche oltre che i contenuti da mostrare agli utenti per (intrat)tenerli il più possibile all’interno delle varie piattaforme. Tornando allo studio, è stato dimostrato che proprio l’uso passivo è collegato a un calo del benessere psichico, ovvero, in poche parole,ci si sente peggio. L’impatto negativo sulla salute mentale tende ad aumentare per i giovanissimi e in particolare sono le donne della Gen Z ad avere quasi il doppio delle probabilità di riscontrare problemi di salute mentale rispetto ai loro colleghi maschi, come impatti negativi e problemi sull’immagine corporea considerata scarsa o distorta e la mancanza di fiducia in se stesse. Si parla sempre più spesso di “malattie del benessere”, ovvero di patologie che non esistevano nelle società cosiddette precivilizzate ma che oggi esprimono tutto il loro pericolo attraverso cause e conseguenze ancora poco note.

cms_30464/003.jpgPer comprenderle bisogna farsi aiutare dalla psicologia e in particolar modo dal sistema di ricompensa e da ciò che lo psicologo ungherese Mihaly Csikszentmihalyi ha definito il “flow”. Il primo è ciò che dà significato alle nostre esperienze dando loro una valutazione, un significato grazie al quale è estrapolato dal flusso esperienziale e dunque salvato nella memoria. Da ciò deriva la salienza e la conseguente nascita del ricordo. Un singolo evento infatti può essere messo in risalto solo quando assume i connotati dipendenti dal processo di significazione cerebrale, e il sistema di ricompensa rientra appunto in ciò che dà significato, aiuta cioè a salvare determinate informazioni in memoria. Alimentazione e sesso rientrano tra gli esempi “naturali” di stimolo del sistema di ricompensa, a cui oggi si possono collegare e aggiungere la ludopatia, le droghe e buon ultimi i videogame e l’uso passivo degli smartphone. Si arriva infine, e di conseguenza, al concetto di “flow”, cioè al provare una sensazione di piacere nel momento in cui ci si immerge completamente in una data attività, portando alcune aree del cervello collegate all’autoreferenzialità e riflessione ad essere disattivate, lasciando agire solo quelle deputate alla percezione sensoriale e all’azione: un lavoro facile e persino divertente. Come scrollare lo smartphone…

Data:

12 Maggio 2023