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Ghizzoni: “Boschi mi chiese se fosse possibile acquisto Etruria”

Ghizzoni: “Boschi mi chiese se fosse possibile acquisto Etruria”

cms_7994/boschi_ghizzoni4_fg.jpgMancava l’ultimo tassello chiave. La controprova rispetto alle parole, 66 in tutto, scritte dall’ex direttore del Corriere della Sera Ferruccio de Bortoli che hanno di fatto aperto il caso Boschi-Banca Etruria. E’ arrivata con l’audizione dell’ex Ad di Unicredit Federico Ghizzoni, che ha sostanzialmente confermato i fatti, l’incontro in cui Maria Elena Boschi gli chiede delle valutazioni in corso da parte di Unicredit rispetto all’ipotesi di una acquisizione di Bpvi, pur evidenziando di non aver subito pressioni. A sorpresa, però, c’è spazio per un nuovo colpo di scena. Il banchiere ha riferito di una mail ricevuta da Marco Carrai, imprenditore considerato vicino a Renzi, in cui si sollecita una risposta sullo stesso dossier.

La ricostruzione parte dai rapporti con la Boschi. Dopo alcuni incontri occasionali nei mesi precedenti, Ghizzoni ebbe il 12 dicembre un incontro “da solo” a Palazzo Chigi con l’allora ministro nel quale “mi chiese se era pensabile per Unicredit valutare un’acquisizione o un intervento su Etruria: risposi che non ero in grado di dare nessuna risposta”. Il ministro, prosegue nel racconto Ghizzoni, “convenne, ci lasciammo con l’accordo che l’ultima parola spettava a Unicredit che avrebbe deciso solo nel suo interesse. Fu un colloquio cordiale, e non avvertii pressioni”, sottolinea. “La considerai una richiesta abbastanza normale: un ceo di una banca come Unicredit deve essere in grado di mettere in chiaro che è la banca che decide, messaggio che fu assolutamente condiviso” osserva l’ex ad.

Poi, Ghizzoni aggiunge un particolare che ha rilevanza. “Mi è stato chiesto di valutare un possibile intervento, nella nostra indipendenza”. Nelle settimane successive, dopo la risposta negativa della banca, “non ci furono mai richieste di nessun genere da alcun ministro, e onestamente – riconosce Ghizzoni – se ci sono stati cambiamenti politici o nell’atteggiamento nei confronti di Unicredit non ce ne siamo accorti”. Una versione che riconoscono sia Boschi sia de Bortoli. “Confermo la relazione iniziale di Ghizzoni. Non ho fatto alcuna pressione. Io ho solo chiesto info. Adesso la parola al Tribunale”, dice l’ex ministro. “Ringrazio Federico Ghizzoni per aver confermato la richiesta dell’allora ministra Maria Elena Boschi di valutare una possibile acquisizione di Banca Etruria”, ribatte il giornalista, “aspettando che sia il Tribunale a dire l’ultima parola credo che la penultima l’abbia già detta Ghizzoni”.

Ma non finisce tutto il 12 dicembre 2014. Il 13 gennaio 2015, ricostruisce ancora Ghizzoni, “mi arrivò una mail molto sintetica da Marco Carrai in cui si diceva: su Etruria mi è stato chiesto nel rispetto dei ruoli di sollecitarti se possibile”. Il banchiere, quindi, aggiunge: “Mi chiesi chi poteva aver sollecitato Carrai, ma decisi volutamente di non chiedere nessun chiarimento per non aprire nessun canale di comunicazione: risposi a Carrai ’ok ti confermo che stiamo lavorando, alla fine contatteremo i vertici di Etruria’”. Dopo di che, “non l’ho più sentito su quello argomento”. Rispondendo alle domande dei parlamentari, il banchiere fa riferimento al ruolo di Carrai. “Non l’ho mai considerato un interlocutore politico”, dice, e, facendo riferimento ancora alla mail, aggiunge: “L’ho considerato una persona che parla per conto di altri, un privato che chiede una cosa non di sua competenza”.

E questa è anche la tesi dello stesso Carrai. “Si trattava di questione tecnica, niente di più. Ero interessato, ’nel rispetto dei ruoli’ come ho scritto non a caso nell’email, a capire gli intendimenti di Unicredit riguardo Banca Etruria perché un mio cliente stava verificando il dossier di Banca Federico Del Vecchio, storico istituto fiorentino di proprietà di Etruria”, dice. Secondo l’imprenditore, quindi, “tutto assolutamente trasparente, tutto assolutamente legittimo. Semplicemente una email come decine di altre che ho con Ghizzoni su altri argomenti”.

Carrai conclude con un avvertimento. “Da cittadino sono sorpreso che l’attenzione della Commissione di Inchiesta si concentri su vicende normali e del tutto corrette. Da imprenditore rispetto la polemica politica, ma diffido dall’utilizzare il mio nome e quello delle aziende con cui collaboro che da anni lavorano con innegabile professionalità e a tutela delle quali sono pronto ad agire in ogni sede”.

Berlusconi: “Ecco il mio programma rock”

cms_7994/Berlusconi_Silvio_sorridente_fg.jpgDalla flat tax, alla sicurezza, all’Europa. Il leader di Fi, Silvio Berlusconi, ai microfoni di Radio 105, torna a illustrare il suo programma elettorale. “Credo sia sufficientemente rock” dice il Cavaliere.

GOVERNO – Per quanto riguarda la composizione di un eventuale governo di centrodestra, “pensiamo a una maggioranza nel Consiglio dei ministri non di politici di professione ma di protagonisti dell’impresa, delle professioni, dell’istruzione, degli alti gradi e del volontariato. Persone che non hanno mai fatto politica, che vengono dal campo del lavoro e hanno dimostrato di saper raggiungere dei risultati concreti. Un governo di Cavalieri del lavoro”. “Non dico nomi perché tutte le frecce andrebbero a colpire il personaggio che sta sotto il nome”, aggiunge il leader di Forza Italia.

FLAT TAX – Poi le tasse. La flat tax “consentirà a tutti di pagare molto meno”, rendendo “molto più difficile l’evasione e l’elusione” rimarca Berlusconi. “Con quello che gli italiani pagano di tasse avrebbero il diritto di avere una macchina pubblica in perfetta efficienza, ma questo non accade. Neanche una macchina pubblica efficiente giustificherebbe la tassazione che gli italiani subiscono”, sottolinea l’ex presidente del Consiglio.

SICUREZZA– Berlusconi parla anche di sicurezza. “In Italia avviene 1 furto ogni 24 secondi; questa situazione non è più accettabile – scandisce – Dobbiamo tornare all’istituzione del poliziotto di quartiere e riportare l’esercito nelle strade per scoraggiare i malintenzionati”.

EUROPA – Quanto all’Europa, per il Cavaliere “va profondamente cambiata”. “No ad un’Europa dei burocrati – dice – Sì ad un’Europa dei Popoli con un’unica politica estera”.

Pil pro capite: al Sud è la metà

cms_7994/Saldi_consigli_acquisti.jpgSi conferma – anzi si amplia leggermente – la distanza fra il Pil pro capite del Mezzogiorno e quello del Centro-Nord: i dati 2016 appena diffusi dall’Istat mostrano un livello del Pil pro capite che al Sud e Isole è di 18,2mila euro, inferiore del 44,2% rispetto a quello del Centro-Nord (era del 44,1% nel 2015). In termini di reddito disponibile per abitante il divario scende al 34,5%. Nel 2016 il Pil in volume, a fronte di una crescita a livello nazionale dello 0,9% rispetto all’anno precedente, ha registrato un incremento dell’1,3% nel Nord-est, dello 0,9% nel Nord-ovest e dello 0,8% sia al Centro che nel Mezzogiorno.

Tra il 2011 e il 2016 le aree che hanno registrato i più marcati cali del Pil sono il Centro (-0,8%) e il Mezzogiorno (-0,6%). La flessione è stata più contenuta nel Nord-ovest (-0,5%) mentre per il Nord-est si registra una sostanziale stabilità (-0,1%).

Ma le distanze fra le diverse aree del nostro paese sono molto elevate in tutti i campi esaminati. Ad esempio la spesa pro capite per consumi finali delle famiglie a prezzi correnti nel 2016 è di 19,9mila euro nel Nord-ovest, 19,6mila euro nel Nord-est, 17,8mila euro al Centro e 12,9mila euro nel Mezzogiorno. Il divario negativo tra Mezzogiorno e Centro-nord è del 32,6%.

Bonus, canone e pensioni: le novità del 2018

cms_7994/cartella_agenzia_entrate.jpgVia libera al ddl bilancio, dopo una no-stop notturna della commissione Bilancio di Montecitorio. Il provvedimento sarà esaminato dall’Aula a partire dalle 9 di giovedì mattina, con le votazioni che tuttavia non cominceranno prima delle 13. E’ quanto annunciato dalla presidente di turno, Marina Sereni. Differito anche il termine per la presentazione degli emendamenti, che scadrà allo stesso orario.

Molte le novità, qualche conferma ed esclusioni eccellenti nel disegno di legge collegato alla manovra.

L’ultima novità, in ordine di tempo, è l’approvazione dell’emendamento proposto dal Pd che mantiene la validità delle concessioni del commercio ambulante, facendo così slittare la piena adozione nel nostro Paese della direttiva Bolkestein.

Vediamo quali sono gli altri provvedimenti che hanno avuto il via libera dalla commissione e che si preparano per la votazione alla Camera.

PENSIONE – Approvato l’emendamento alla manovra sul giorno di pagamento delle pensioni, fissato il primo del mese. “Seguiremo l’iter della legge di bilancio e verificheremo che questa norma venga approvata definitivamente” fanno sapere i sindacati.

CANONE RAI – Uno degli emendamenti presentati in commissione riguardava poi la proposta che conferma la tariffa del canone Rai a 90 euro per il 2018.

BONUS BEBE’ – Assegno di 80 euro al mese, per un anno, ai nati nel 2018. La misura non sarà più strutturale, come invece previsto nella prima versione uscita dal Senato. Via il tetto massimo di 480 euro all’anno ma resta il budget totale stanziato (185 milioni): l’assegno per i bambini nati nel 2018 raddoppia, rispetto alla quota fissata dal Senato, e sale a 960 euro.

FIGLI A CARICO – Sale poi la soglia di reddito annuo, che consente ai figli di restare a carico dei genitori: passa da 2.840 euro a 4.000 euro.

APE SOCIAL – L’ape sociale apre alle 4 nuove categorie di lavoratori gravosi (braccianti, marittimi, pesatori e siderurgici). E nasce il fondo ad hoc, per rendere strutturale la misura.

INDENNITA’ – Le indennità di accompagnamento erogate agli invalidi civili e le rendite vitalizie dell’Inail saranno pagate il primo giorno di ciascun mese (o il giorno successivo se festivo o non bancabile).

CALENDARIO FISCALE – I contribuenti, dal prossimo anno, dovranno segnare nell’agenda fiscale le seguenti date: la dichiarazione precompilata dovrà essere inviata entro il 23 luglio; la nuova scadenza del 770 è fissata al 31 ottobre; il modello Unico e le dichiarazioni Irap dovranno pervenire al fisco entro il 31 ottobre; i dati necessari per lo spesometro dovranno essere inviati entro il 30 settembre.

FONDO BANCHE – Raddoppia il fondo per le vittime dei reati finanziari. Le risorse stanziate al Senato, pari a 50 milioni di euro, arrivano a 100 milioni.

COTTON FIOC – Viene promossa la produzione e vendita dei cotton fioc biodegradabili e dei prodotti cosmetici da risciacquo ad azione esfoliante o detergente che non contengono microplastiche.

GIORNALISTI – In un nuovo pacchetto di emendamenti, presentato dal relatore Francesco Boccia, viene inclusa anche l’immissione in organico nella Rai di “figure al livello retributivo più basso, attingendo in primis al personale idoneo inserito nella graduatoria 2015 di giornalisti professionisti riconosciuti idonei’’.

PROCESSO PENALE – Inoltre, per imprimere ’’maggiore speditezza’’ al procedimento penale e al giudizio civile vengono inserite nuove norme”.

IMPRESE AGRICOLE – Per rimborsare le Regioni che hanno anticipato i rimborsi alle imprese agricole, colpite da eventi calamitosi, vengono stanziati 60 milioni di euro.

FARMACI – Viene inoltre anticipata l’entrata in vigore delle nuove regole Ue sulla tracciabilità dei farmaci.

FOSFORO – Nasce poi il fondo, destinato alla realizzazione della piattaforma italiana del fosforo, con una dotazione di 100.000 euro per l’anno 2018.

CREDITO IMPOSTA – Il credito d’imposta per la riqualificazione delle strutture alberghiere viene esteso anche alle strutture che prestano cure termali, per la realizzazione di piscine termali e per l’acquisizione di attrezzature e apparecchiature necessarie per svolgere le attività.

BAIL IN – Le casse previdenziali vengono esclude dal meccanismo del bail in nelle Casse professionali privatizzate; mentre per i dipendenti del Mef che svolgono funzioni di supporto all’attività parlamentare e governativa è previsto un bonus.

STRADE PROVINCIALI – Per sistemare le strade provinciali saranno stanziati più di 1,6 miliardi di euro nei prossimi 6 anni (120 milioni nel 2018 e 300 milioni all’anno nel 2019-2023). Le risorse saranno prelevate dal fondo del Mef per le infrastrutture.

WEB TAX – La web tax darà un gettito di 190 milioni di euro, a partire nel 2019. L’aliquota sarà al 3%, non si applicherà sull’e-commerce e non sarà possibile recuperare il credito d’imposta per le imprese che rischiano di subire una doppia imposizione.

TAXI – Slitta di un anno la legge per contrastare le pratiche di esercizio abusivo del servizio di taxi e del servizio di noleggio con conducente. Viene spostata dal 31 dicembre 2017 al 31 dicembre 2018 la scadenza entro cui li ministero delle Infrastrutture dovrà emanare il decreto ad hoc.

POSTE – La commissione ha approvato anche l’emendamento che obbliga Poste a garantire il servizio universale per i pacchi fino a 5 chili (il tetto attuale è di 2 chili).

ENTI – Vengono stanziati 300 milioni per la rimodulazione delle debito delle Regioni. Alle province, che possono ripartire con le assunzioni, andranno 1,6 miliardi di euro in sei anni per la manutenzione delle strade.

SIGARETTE ELETTRONICHE – Previste nuove norme sulla circolazione e vendita di sigarette elettroniche, per includere tra i prodotti che i rivenditori autorizzati possono commerciare anche gli strumenti di inalazione non contenenti nicotina ed escludere i dispositivi meccanici ed elettronici, comprese le parti di ricambio. Il reato di contrabbando di tabacchi, inoltre, viene esteso anche alle sigarette elettroniche.

FONDO INNOVAZIONE – Arriva il Fondo per l’innovazione sociale, con una dotazione di 5 milioni di euro nel 2018 e di 10 milioni l’anno nel 2019-2020 per effettuare studi di fattibilità e sviluppo di capacità delle pubbliche amministrazioni, sulla base dei risultati conseguibili, e con lo scopo di favorire e potenziare l’innovazione sociale secondo gli standard europei.

ASSISTENTI SOCIALI – Approvato l’emendamento nel quale viene previsto che i Comuni, anche in deroga al Patto di stabilità, possano assumere assistenti sociali a tempo determinato attingendo ad un terzo di quel 15% del totale delle risorse destinate dalla normativa su Rei, il reddito di inclusione, alla gestione dei progetti personalizzati che accompagnano i sussidi economici.

STUDI SETTORE – Slitta di un anno l’abolizione degli studi di settore. Viene rinviata al 2019 la sostituzione con gli indici di affidabilità economica.

COSA SALTA – Le misure sul lavoro non entrano invece nel ddl bilancio. L’emendamento che prevedeva la riduzione della durata massima dei contratti a termine, dagli attuali 36 mesi a 24 mesi, è stato ritirato prima di essere votato dalla commissione Bilancio della Camera.

Mentre l’altra proposta di modifica presentata dalla commissione Lavoro, che prevedeva l’incremento delle indennità per i licenziamenti senza giusta causa dagli attuali 4 mesi a 8 mesi, è stata ritirata ma i grillini l’hanno sottoscritta e quindi è stata votata e bocciata.

CGIL – Di decisione “grave” che “conferma l’incapacità dell’esecutivo a mantenere gli impegni’’ parla la segretaria confederale della Cgil, Tania Scacchetti, commentando il ritiro degli emendamenti che, “seppur di valenza limitata, provavano a mettere in discussione l’impianto complessivo del Jobs Act, le cui conseguenze disastrose sono state confermate quest’oggi dalla nota congiunta diffusa da Istat, Inail, Inps, ministero del Lavoro e Anpal’’.

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21 Dicembre 2017