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In Norvegia è in arrivo il più grande ristorante subacqueo al mondo

Sappiamo poco del menù che verrà servito, sappiamo ancor meno della sua qualità o del fatto che, più in generale, il ristorante possa essere adatto a soddisfare le esigenze dei clienti o meno. Eppure, a poco più di una settimana dalla sua apertura, Under, il nuovo ristorante dei fratelli Ubostad, è già uno dei più discussi al mondo. Si dice che sia impossibile trovarvi un posto libero se non prenotando con almeno sei mesi d’anticipo e si dice, soprattutto, che i più illustri buongustai di tutta Europa sembrano essere intenzionati a organizzare al più presto un viaggio a Baly, un paesino fino a poco tempo fa pressoché sconosciuto, solamente per poter avere la fortuna di trascorrere una serata nell’inedito luogo. Il motivo? Under sarà il più grande ristorante subacqueo non solo della Norvegia, ma del mondo intero.

La complessa realizzazione è stata affidata allo Shoetta, uno studia di architettura che già in passato si era occupato della realizzazione del museo dedicato alle vittime del World Trade Center e della costruzione della nuova Biblioteca Alessandrina.

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Il costo totale dell’operazione è stato pari a sette milioni di euro. Fin dall’inizio, l’intenzione è stata quella di realizzare un ristorante che potesse unirsi e forse perfino lasciarsi assorbire dal paesaggio locale al punto da diventarne parte integrante. Per riuscirci, lo studio norvegese ha deciso di costruire una piccola passerella con all’interno delle scalinate in quercia attraverso le quali i clienti potranno raggiungere il ristorante, situato a oltre quindici metri dalla terraferma e grande circa 495 metri quadrati integrati da una larga vetrata panoramica.

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I fortunati clienti (non più di quaranta a serata) durante la propria permanenza avranno dunque l’opportunità di osservare da vicino le diverse specie d’animali che popolano il mare del Nord, appositamente attirate attraverso un complesso gioco di suoni da un visionario biologo marino, Trond Rafoss. Stiamo parlando di aragoste neonate, di merluzzi neri e gialli ma anche di alcune sottospecie rarissime di meduse o di labri, un tipico pesce norvegese caratterizzato dalla colorazione sgargiante. Per assicurarsi che tale visuale rimanga incontaminata due volte a settimana i vetri esterni verranno puliti dalle alghe e dalle patelle, una tipologia di mollusco munito di una conchiglia e della sgradevole tendenza a soffermarsi sulle superfici solide.

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Proprio questi ultimi animali sembrano, tra le altre cose, aver dato spunto per la creazione di una delle portate principali del ristorante: se infatti è vero che il menù ufficiale non verrà presentato che fra pochi giorni, è altresì vero che numerose sono state le informazioni captate dalla cucina e le indiscrezioni circolate nelle ultime settimane. Sembrerebbe quindi che il primo piatto avrà proprio la forma di una patella, solo che al posto della conchiglia vi sarà uno strato di patate e all’interno una mousse di carne condita col prezzemolo. Sembra inoltre che nel menù non comparirà il famoso granchio norvegese, ma una variante del granchio ben più piccola e al tempo stesso dal sapore più dolce; per quanto riguarda invece i condimenti, verrà particolarmente utilizzata la Vertebrata Ianosa, un’alga rossa dal gusto molto simile a quello del tartufo nero.

cms_12220/5v.jpgAd occuparsi di ciascuna di queste pietanze sarà Nicolai Ellitsgaard, un giovane chef danese poco conosciuto a livello europeo ma sul quale la proprietà sembra aver voluto investire grazie al suo talento e alla sua innata voglia d’imparare. Subito dopo aver appreso di essere stato assunto, Ellitsgaard avrebbe infatti iniziato un viaggio di oltre due anni nel sud della Norvegia per conoscere le sfumature e le peculiarità della cucina locale.

Il suo menù si articolerà in diciotto portate il cui costo totale (al netto del vino) sarà di 240 euro a cliente. Eppure, i soldi sembrano non essere l’unico motivo che ha spinto i proprietari, lo chef e tutte le altre persone che hanno preso parte a questo progetto ad avventurarsi in tale iniziativa.

L’obiettivo di portare in auge le bellezze naturali del territorio scandinavo, al pari dell’esigenza di proteggerle, è forse infatti il vero scopo di questa mastodontica iniziativa. Ed in fin dei conti, forse, la soddisfazione di star facendo qualcosa di utile per i propri mari non è meno lusinghiera di quanto non lo siano i vantaggi tratti dal semplice business.

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Data:

23 Marzo 2019