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Giorgio de Chirico. Major Works from the Collection of Francesco Federico Cerruti

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Giorgio de Chirico was born in Volos, Greece, in 1888, to Italian parents – his father was a civil engineer building the new railway lines in Greece. He lived in Athens, Munich, Milan, Florence, Paris, Ferrara, New York, and Rome, where he died in 1978. De Chirico is among the most important artists of the twentieth century. After studying at the Athens Polytechnic and at the Academy of Fine Arts in Munich, where he was influenced by the symbolist painting of Arnold Böcklin and the philosophical thought of Arthur Schopenhauer and Friedrich Nietzsche, de Chirico arrived in Italy in 1909.

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In 1911, he spent a few days in Turin where the long shadows of the afternoon and the grid of streets, squares and arcaded galleries gave him the impression, as he wrote, that “the city was built for philosophical dissertations.”

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The pioneer of an art in which the intellect dominates emotion and, with visionary originality, connects the philosophy of mythological Greece to the icy classicism of Nordic thought, de Chirico is the originator of metaphysical painting, whose enigmatic images, through a style characterized by sharp shadows and flat colors, refer to the suspension of time, immobility, the fragility of the consciousness, the inexpressible and the loss that are the grammar of dreams. This original style is the complex result of the profound philosophical, literary and figurative culture of the artist.

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In Paris, de Chirico’s metaphysical canvases proved popular with the Surrealists, but when in the 1920s he focused his interests on painting technique and the Old Masters in Rome, in particular mythological subjects and landscapes, he was rejected by the avant-garde art world. Disregarding the criticism of his former admirers, the artist developed a growing interest in the theme of metamorphosis in the ancient world, for those enigmatic refractions of meaning that, before dissolving into nothing, suggest aspects of existence.

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The exhibition Giorgio de Chirico. Major Works from the Collection of Francesco Federico Cerruti, features for the first time at the Castello di Rivoli, a group of important early works by Giorgio de Chirico from the collection of Francesco Federico Cerruti, offering public works which until now have remained hidden away in the private collection of Villa Cerruti in Rivoli. This residence was built by Cerruti, a Turin entrepreneur and industrialist, in the 1960s to house his private collection. According to de Chirico himself, Turin, the place where Nietzsche’s madness exploded, is among the Italian cities that inspired the first metaphysical paintings and their melancholic atmospheres. Featuring works ranging from 1916 to 1927, the exhibition at Castello di Rivoli presents eight important paintings by the pioneer of metaphysical art. Offering a glimpse of the metamorphic capacity of de Chirico’s genius, this exhibition investigates his intellectual heritage by showing his paintings in connection with some of the major contemporary artworks of Castello di Rivoli’s permanent collection, such as installations by Giulio Paolini, Michelangelo Pistoletto and Maurizio Cattelan.

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An artist whose personal memories intertwined with classical myths and philosophy, de Chirico in his continuous research – which included the freedom to quote himself and not to stop at a single style, as well as poetry and novel writing – embraced many artistic metamorphoses to respond to the claims of modern progress, resisting its rationality and fascination for technology.

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In keeping with the spirit that characterizes the Cerruti collection and its eclectic vision, which ranges from medieval paintings with gold leaf backgrounds to contemporary art, Giorgio de Chirico. Major Works from the Collection of Francesco Federico Cerruti proposes a brand-new journey through time, establishing a link between the works of de Chirico and some of the key pieces of contemporary art in the museum’s permanent collection. Set within the baroque castle, where the past continuously renews its encounter with the present, the exhibition comprises a series of dialogues between paintings by de Chirico and the works of contemporary artists.

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Carolyn Christov-Bakargiev states: “In de Chirico, the rediscovery of classical mythology does not unfold as it did in the Renaissance in order to reconstruct a story of the past, but instead to escape history, the same history that has led us from the Renaissance to that dangerous and uncontrollable modern acceleration that has continued right up to the present day. De Chirico is Nietzschean, anti-modern and against historicism. By renewing the concept of circular time, the artist looks back to mythology and the pervasiveness of the concept of metamorphosis that characterizes it.”

cms_9693/italfahne.jpgGiorgio De Chirico. Capolavori dalla Collezione di Francesco Federico Cerruti

La mostra dell’artista presso il Castello di Rivoli – Museo d’Arte Contemporanea

Nato a Volos, in Grecia nel 1888, e vissuto ad Atene, Monaco di Baviera, Milano, Firenze, Parigi, Ferrara, New York, Roma, dove morirà nel 1978, Giorgio de Chirico è tra i più importanti artisti del XX secolo. Dopo gli studi al Politecnico di Atene e all’Accademia di Belle Arti di Monaco, dove approfondisce la pittura simbolista di Arnold Böcklin e si avvicina al pensiero filosofico di Arthur Schopenhauer e di Friedrich Nietzsche, de Chirico arriva in Italia nel 1909. Nel 1911 è per un breve periodo a Torino, dove i pomeriggi dalle lunghe ombre e la griglia ordinata di strade, piazze e portici con i loro archi gli danno l’impressione, come scrisse, che “la città sia stata costruita per le dissertazioni filosofiche”.

Autore di un’arte nella quale l’intelletto domina sull’emozione e unisce con visionaria originalità la filosofia della Grecia mitologica con l’algida classicità del pensiero nordico, de Chirico è l’iniziatore della pittura metafisica, le cui immagini enigmatiche, attraverso una pittura caratterizzata da ombre nette e colori piatti, rimandano alla sospensione del tempo, all’immobilità, alla fragilità della coscienza, all’inesprimibile e allo smarrimento che sono grammatica dei sogni, cifra stilistica originale che è esito della profonda cultura filosofica, letteraria e figurativa dell’artista. Precursore del Surrealismo, a partire dagli anni Venti si impegna nel superamento degli stili. Emerge un interesse crescente del Pictor optimus per il tema della metamorfosi nel mondo antico, per quelle rifrazioni enigmatiche di senso che prima di sciogliersi nel nulla suggeriscono figure dell’esistere.

La mostra Giorgio de Chirico. Capolavori dalla Collezione di Francesco Federico Cerruti a cura di Carolyn Christov-Bakargiev e Marcella Beccaria presenta per la prima volta al Castello di Rivoli un selezionato nucleo di capolavori di Giorgio de Chirico provenienti dalla collezione di Francesco Federico Cerruti, offrendo così alla fruizione pubblica opere sino a ora celate nella Villa Cerruti di Rivoli, dimora voluta dall’imprenditore torinese negli anni sessanta ad uso esclusivo della propria collezione privata. Per ammissione dello stesso de Chirico, Torino, luogo che vide l’esplosione della pazzia di Nietzsche, è tra le città italiane che ispirarono i primi quadri metafisici con le loro atmosfere malinconiche. Includendo opere che spaziano dal 1916 al 1927, la mostra al Castello di Rivoli presenta otto importanti dipinti del maestro della Metafisica. Offrendo uno spaccato sull’inesauribile capacità metamorfica del genio di de Chirico, la mostra ne indaga la ricca eredità intellettuale presentando i suoi quadri in relazione con alcune tra le maggiori opere di arte contemporanea della collezione permanente del Museo, tra cui installazioni di Giulio Paolini, Michelangelo Pistoletto e Maurizio Cattelan.

Originale inventore di un pensiero nel quale le memorie personali hanno intrecciato un fecondo dialogo con i miti classici e la filosofia, nella sua continua ricerca, che incluse la libertà di citare se stesso e non fermarsi ad un unico stile, de Chirico abbracciò più metamorfosi artistiche per rispondere alle pretese di progresso della modernità, resistendone la razionalità e la fascinazione per la tecnologia.

In linea con lo spirito che caratterizza la Collezione Cerruti e la sua eclettica visionarietà, che dai fondi oro medievali spazia all’arte contemporanea, Giorgio de Chirico. Capolavori dalla Collezione di Francesco Federico Cerruti propone un inedito viaggio nel tempo che mette in relazione le opere di de Chirico con alcune tra le maggiori opere di arte contemporanea della collezione permanente del Museo. Nella cornice del Castello – a sua volta luogo nel quale il passato rinnova continuamente il suo incontro con il presente – la mostra si articola attraverso una serie di dialoghi tra i quadri di de Chirico e opere di artisti contemporanei. Afferma Carolyn Christov-Bakargiev: “In de Chirico la riscoperta della mitologia classica non avviene come nel Rinascimento per ricostruire una storia del passato, ma per uscire dalla Storia, quella stessa che proprio dal Rinascimento ci ha portato a quell’accelerazione mortifera e ingestibile che arriva alla nostra contemporaneità. De Chirico è nietzschiano, antimoderno e contro lo storicismo. Rinnovando il concetto di un tempo circolare, l’artista si rifà alla mitologia e alla pervasività del concetto di metamorfosi che la caratterizza”.

Data:

13 Luglio 2018