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GIORGIO E’ DIVENTATO GIORGIA, FINALMENTE E’ FELICE.

Giorgia si tira giù dal letto ancora assonnata. Apre la finestra della sua camera e sorride al sole che impavido la guarda negli occhi. Nel cielo le nuvole sembrano giocare con il vento. Scende in cucina a fare colazione. Adora i muffin. Ne mangia uno lasciandosi trasportare dal gusto delle pepite di cioccolato che si sciolgono lentamente in bocca.

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Poi risale in camera sua e sceglie con attenzione i vestiti da indossare. Ama essere sempre curata. E’ felice, finalmente. Talvolta ricorda quel giorno in cui si è svegliata e, guardandosi titubante allo specchio, non si è più riconosciuta. E’ successo tanto tempo fa. Lei sentiva che qualcosa batteva forte per uscire, ma non gli aveva dato peso. Reprimeva. Lasciava a metà tra la gola e lo stomaco quello che sentiva: semplicemente se stessa. Lo specchio rifletteva quello che lei non voleva. Non si vedeva proprio in quel corpo. Lei non ci poteva fare niente. Non puoi cambiare la tua essenza. E perché dovresti farlo? Per ottenere l’accettazione di qualcuno? Chi sono queste persone che pretendono di conoscerti senza aver mai fatto un passo dentro di te?

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Nessuno si è avventurato nelle profondità del tuo respiro, addentrandosi nel labirinto del tuo “sentire”. Sono rimasti sulla soglia a giudicare. Lo fanno coloro che credono soltanto nelle loro verità assolute. Quando la natura ti ha donato un’anima, che sia maschile o femminile, poco importa. Il tuo cuore batte insieme al tuo spirito. E lei era consapevole di ciò. Quella mattina aveva il sangue che ribolliva nelle vene ed era stanca di stringere i denti. Voleva urlare contro il mondo che non è onesto impedire alle persone di essere. Il problema è che qui non si tratta di una scelta o di un capriccio. Giorgio si sentiva Giorgia. E basta.

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La decisione di cambiare l’involucro materiale in cui viveva proveniva dalla parte migliore di lei: il cuore. Il suo è un percorso travagliato al pari di ogni persona che è nata in un corpo che non sente suo. Merita rispetto e sostegno. Partendo dal presupposto che, la nostra mente è intrisa di limiti culturali e sociali, è quindi possibile parlare di giusto o sbagliato per qualcuno dal momento in cui non provoca male ad altri? Possiamo permetterci di oscurare la felicità di una persona perché noi riteniamo che per lei sia meglio altro? Ci vuole apertura mentale per comprendere che la vita è diversa per ciascuno.

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In diversi ambiti hanno tentato di costruire delle scale morali da adeguare ad ogni realtà. I conflitti nascono dalla mancanza di accettazione di quello che non capiamo a causa della incapacità di utilizzare l’empatia. Quel magnifico sentimento che consente di mettersi nei panni altrui. E, comunque, Giorgia sta bene adesso. Ha trovato il suo happy end in un luogo chiamato amore. L’amore per quello che è davvero.

Data:

31 Ottobre 2015