Traduci

GIORNATA MONDIALE DELLA SALUTE MENTALE

Il “male oscuro” affligge 450 milioni di persone al mondo e troppo spesso si tinge di rosa. Fondamentali la prevenzione e i diversi approcci terapeutici che garantiscono la guarigione

cms_4678/foto_2.jpg

Ieri, 10 ottobre, si è celebrata la Giornata Mondiale della Salute Mentale, promossa dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) e dalla Federazione Mondiale della Salute Mentale. L’evento, che festeggia la sua ventitreesima edizione, quest’anno ha puntato l’attenzione sul benessere mentale della donna: secondo i dati dell’OMS, gli affetti da depressione nel nostro Paese sarebbero 4 milioni, con un rapporto di 2:1 per le donne. “Un dato assolutamente importante è che la depressione, come gli stati d’ansia, si caratterizza per il genere. Per diverse motivazioni, che possono essere di carattere biologico – sensibilità ormonale – ma anche perla maggiore esposizione a ritmi lavorativi, a traumi e violenza le donne risultano molto esposte rispetto agli uomini. Questa caratteristica trova due momenti particolarmente significativi nella vita della donna: nel periodo perinatale, quindi gravidanza e post partum, e nel periodo periclimaterio, cioè gli anni che precedono la menopausa e l’anno successivo”, ha commentato Claudio Mencacci, presidente della Società Italiana di Psichiatria.

cms_4678/foto_3.jpg

L’esperto spiega che la depressione non va classificata solo come patologia psicologica, ma come una malattia “organica” e “sistemica”, capace di aggravare lo stato di salute generale intaccando le difese immunitarie, il ritmo cardiaco, l’aggregazione piastrinica, l’azione degli ormoni tiroidei e surrenalici. Insomma, stando alle parole dello psichiatra, i depressi sarebbero anche individui meno sani, in cui il rischio di morte precoce salirebbe del 40-60% rispetto al resto della popolazione. Un motivo in più per chiedere aiuto fin dai primi segnali di disagio: ben 2 malati su 3, pur consapevoli della propria patologia, scelgono di non affidarsi a cure adeguate, che riscuotono invece ottimi risultati su buona parte dei pazienti. La terapia si differenzia molto a seconda dello stato di avanzamento della depressione: in genere si procede unendo trattamenti farmacologici e psicoterapici a un corretto stile di vita, basato su sport e sana alimentazione. Nei casi più gravi, che non traggono giovamento da tale approccio, si può ricorrere a trattamenti somatici, come laterapia magnetica transcranica, la shock terapia o la deep brain simulation. Mencacci entra nei dettagli in merito a queste cure innovative: “Nella terapia magnetica transcranica il paziente indossa una sorta di casco leggero che dà una sollecitazione elettromagnetica a differenti regioni del cervello. La shock terapia è la rivisitazione della terapiadel famigerato elettroshock che oggi vienecondotta in maniera estremamente mirata solo nei casi molto gravi. Prevede l’applicazione per pochi secondi di una breve scossa cerebrale in anestesia totale. Le applicazioni sono tra le sei e le otto, tutte in centri iper specializzati. La deep brain stimulation è l’inserimento in alcune aree cerebrali di una sorta di pacemaker che invia stimoli per secernere serotonina e a mantenere la persona in una buona condizione di qualità di vita”.

cms_4678/foto_4.jpg

Ma, come si suol dire, prevenire è meglio che curare. A tal proposito, lo psichiatra raccomanda di rispettare i ritmi sonno-veglia, praticare attività fisica ogni giorno (anche solo passeggiando, il corpo rilascia endorfine, neurotrasmettitori responsabili del buonumore), curare l’alimentazione scegliendo cibi ricchi di omega 3 insieme a tanta frutta e verdura, condurre vita sociale ed esporsi quanto più possibile alla luce.

cms_4678/foto_5.jpg

In occasione di questa giornata, l’ONDA (Osservatorio Nazionale sulla salute della donna) ha promosso servizi gratuiti di natura diagnostica, clinica e informativa rivolti alla popolazione femminile, tra cui visite psichiatriche, info point, test di valutazione del rischio di depressione e counseling psicologico. Le iniziative avranno luogo fino al prossimo 16 ottobre in diverse strutture del nostro territorio; sul sito bollinirosa.it è possibile trovare il centro convenzionato più vicino.

cms_4678/foto_6.jpg

Quest’anno, alla Giornata Mondiale della Salute Mentale è stata affiancata la prima Giornata Nazionale della Psicologia, nata per dare il giusto risalto all’importante figura dello psicologo. Particolarmente utile negli ultimi tempi si è rivelata la cosiddetta “psicologia d’emergenza”, che garantisce interventi tempestivi in tutte quelle situazioni in grado di provocare disturbi psicologici: dalle emergenze umanitarie, quali guerre, migrazioni, terremoti e altre catastrofi naturali, ad aggressioni e incidenti di carattere individuale. Negli anni ’80, analizzando le psicopatologie dei reduci della guerra in Vietnam, si è compresa la ricaduta degli eventi traumatici sulla struttura e sulle funzioni del cervello. Le “ferite psichiche”, se non immediatamente sanate, possono sviluppare in seguito (anche a distanza di anni) disturbi psicologici post-traumatici in casi di predisposizione genetica e ambientale. Una tesi corroborata dalle allarmanti dichiarazioni di Gastein Francois Fille, che al Forum Europeo ha riportato la sua esperienza al centro di accoglienza di Lesbo: ”Noi medici in prima linea ci troviamo ad ascoltare le vicende traumatiche di violenza, aggressioni e abusi, avvenute anche sul nostro suolo europeo. Cerchiamo di fare leva sulla loro resilienza”. Per far fronte a questa specifica problematica è stato dato avvio agli MHPSS (“mental health and psychosocial support”, programmi di salute mentale e psicosociali) rivolti agli immigrati.

Data:

11 Ottobre 2016