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Giovani e informazione: la notizia corre in Rete

I nuovi media e la tecnologia del web 2.0 hanno cambiato radicalmente non solo le nostre abitudini ma anche le nostre modalità informative. Questa specie di rivoluzione copernicana ha interessato soprattutto i giovani, una fascia della popolazione come ben si sa molto sensibile all’approccio con i nuovi device della comunicazione globale. Dall’interessante ricerca condotta da Gfk Eurisko intitolata “Giovani e informazione” nell’ambito dell’iniziativa “Il Quotidiano in classe”, emerge che per i giovani l’informazione significa musica, cronaca locale, novità tecnologiche e cinema. Sono questi gli argomenti di cui i giovani vanno più alla ricerca nella loro cosiddetta dieta informativa.

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Sempre secondo la ricerca cresce, rispetto a un anno fa, l’uso complessivo della Rete con l’88% dei giovani che ne fanno ricorso. I siti internet vengono utilizzati dal 94% dei ragazzi con finalità informativa, soprattutto gli studenti in età scolare sfruttano le potenzialità della Rete non solo per ricerche, ma anche per ricevere informazioni sul mondo che li circonda. E la televisione? La grande sorella con i suoi telegiornali è ancora molto presente, ma con un seguito nei giovani in calo rispetto a qualche anno fa, forse a causa non solo della onnivora presenza del web nella vita quotidiana di molti ragazzi, ma anche a causa di un processo informativo che fa ancora i conti con scelte redazionali legate troppo alle segreterie dei partiti e alle scelte incomprensibili di quest’ultimi.

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Nell’ambito dei cosiddetti old media, si registra ancora un calo di quotidiani, mensili e settimanali, sempre più lontani dalla sfera di interesse da parte dei giovani verso la carta stampata: del resto risulta impari la battaglia verso fonti informative più rapide e alla portata di un certo tipo di pubblico, come per esempio i social network. Sono proprio quest’ultimi i grandi protagonisti della dieta mediatica dei ragazzi di ogni fascia di età, i quali consultano le piattaforme di condivisione non solo per intrattenere delle relazioni, ma anche per cercare informazioni. Parliamo in quest’ultimo caso di percentuali bulgare rispetto all’uso di altri media, un dato con il quale il mondo dell’informazione e dell’editoria deve fare i conti. I new media hanno innovato il nostro modo di comunicare rendendolo libero da limiti spazio-temporali.

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Oggi l’informazione ci arriva a pioggia e tutti noi siamo in grado di convogliarla dove più preferiamo a seconda delle nostre differenti modalità di lettura. I social network hanno ottenuto e continuano a ottenere il successo di cui si parla, per la loro capacità non solo comunicativa e di scambio di idee, ma anche per l’arricchimento e la condivisione delle informazioni. Gli stessi old media si sono accorti della grande importanza assunta dalle piattaforme social arricchendo con spazi e riferimenti continui a ciò che accade nel mondo del web la loro programmazione: dai post dei vip e dei politici su Twitter e Facebook, ai video in anteprima di piattaforme di condivisione come youreporter e youtube, sino allea condivisione di foto grazie a Instagram. Ignorare questa presenza come fonte rilevante di notizie significa non tener conto di un cambiamento epocale e irreversibile che sta attraversando il mondo del giornalismo. Un mondo ben noto ormai ai tantissimi giovani che usano la Rete come fonte di informazione.

Data:

25 Luglio 2015