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GIOVANI IPERCONNESSI – Fino a tre ore al giorno

cms_33566/1.jpgTra social, streaming, shopping online e molto altro, i giovani italiani trascorrono fino a tre ore al giorno incollati ai loro device. Lo dice uno studio del Ministero delle Imprese e del Made in Italy con la collaborazione dell’Università Cattolica. L’indagine denominata “Alfabetizzazione mediatica e digitale a tutela dei minori: comportamenti, opportunità e paure dei navigatori under 16” ha campionato oltre 1.600 ragazzi tra gli 8 i 16 anni e dall’indagine è emerso che il 94% del campione utilizza ogni giorno uno smartphone e mentre lo utilizza, uno su cinque non riesce a farne a meno. Lo smartphone è l’oggetto dei desideri dei ragazzi, tanto è vero che l’indagine fa emergere come tra gli intervistati il 68% ne possiede uno, il 28% l’ha ricevuto prima dei 10 anni e il 25% dopo gli 11. Se la maggioranza dei ragazzi interpellati dalla ricerca ammette che rimane online da una a tre ore al giorno, uno su cinque lo fa oltre le quattro ore utilizzando tutti i diversi strumenti offerti dal digitale, come social network, messaggistica e piattaforme streaming.

cms_33566/2_1708249634.jpgIl dato però che risulta maggiormente interessante dalla ricerca è il diverso tipo di approccio al web dei ragazzi italiani, venendo a delineare aspetti curiosi legati all’emotività. Il 31% del campione, per esempio, è identificato dai ricercatori come “irrequieto”, ovvero sono giovani che presentano una certa tristezza e malinconia e online cercano dunque stimoli forti e coinvolgenti. Vi è poi il 25% del campione rappresentato invece dai cosiddetti “esploratori”; sono i più giovani che navigano in rete spinti dalla voglia di divertirsi e di conoscere. Infine, dai dati della ricerca, emergono gli ultimi due profili dei giovani navigatori: i “performativi” (24%), ragazzi ben istruiti che fanno un uso consapevole della rete, e i cosiddetti “ripiegati”, adolescenti insoddisfatti di sé e che quando sono online hanno un ruolo passivo. Gli adolescenti sanno perfettamente bene che usano troppo il loro smartphone, ma sanno altrettanto bene che non è facile staccarsi dalle tentazioni dei social media e delle diverse piattaforme streaming.

cms_33566/3.jpgOgni piattaforma ha poi un uso specifico a seconda delle finalità che ogni giovane vuole raggiungere: Instagram, per esempio, è usato per curiosare e interagire; Tik Tok per abbandonarsi al flusso continuo e senza interruzioni dei suoi brevi video; Facebook per leggere i commenti di amici e conoscenti.

Tra tirannie dell’algoritmo e identità perdute, GenZ e Gen Alpha sono le generazioni che maggiormente e più di altre si trovano a dover affrontare un mondo in cui acquisire le giuste competenze d’uso degli strumenti tecnologici e digitali è diventata una sfida da affrontare in solitudine. Il trascorrere sempre più tempo a contatto con uno schermo pone il singolo in una monade che se da una parte sollecita curiosità e condivisione, dall’altra espone a pericoli e rischi di cui l’utente, nella sua solitudine, deve affrontarne le conseguenze sia dal lato emotivo sia per lo sviluppo della propria personalità. Gli adolescenti rimangono gli attori e spesso le vittime, di un vortice digitale ormai senza sosta, irrinunciabile, imprescindibile per le nostre esistenze. Accompagnarli nel loro cammino di scoperta e sperimentazione è un dovere e una responsabilità delle vecchie generazioni, di quella Gen Z entrata a forza in un mondo ben noto ai nativi digitali.

Data:

18 Febbraio 2024