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Giovani italiani meno succubi della Rete rispetto ai coetanei europei

Una buona notizia sul fronte del difficile rapporto tra media e giovani c’è: i nostri giovani utilizzano la Rete meno rispetto ai loro coetanei del resto d’Europa. Lo ha evidenziato una ricerca, Internet@Italia 2013, realizzata insieme dall’Istat e dalla Fondazione Ugo Bordoni. Questo dato non vuol però dire che i nostri adolescenti siano insensibili al fascino e al consumo delle tecnologie, dato che pc, smartphone e tablet sono sempre in funzione e sempre pronti all’uso. La percentuale dei navigatori tra i 16 e i 24 anni è comunque alta, l’83 per cento, ma certamente bassa rispetto al 94 per cento del Regno Unito e al 97 dei Paesi Bassi. Se poi si va a guardare alle fasce alte della popolazione, la media europea di chi usa regolarmente Internet è del 72 per cento. La nostra nazione si ferma a un dato più basso, 56%.

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Su una popolazione di 60 milioni di abitanti, oltre 23milioni di italiani non utilizzano la Rete, un insieme di persone dove certamente il fattore età gioca un ruolo decisivo all’accesso alle nuove tecnologie. Sono invece 19 milioni i cosiddetti utenti forti, ovvero coloro i quali utilizzano internet tutti i giorni.

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Di questa grande famiglia fanno parte i nativi digitali, appartenenti alla fascia di età tra i 14 e i 34 anni che impiegano gli strumenti online non solo per motivi di studio e di lavoro, ma anche per condividere e socializzare. Non dimentichiamoci poi dei “digitali esperti”, tra i 35 e i 54 anni, la fascia forte degli utilizzatori della Rete che si distingue per l’elevato titolo di studio e una posizione professionale di successo. Come si vede dunque il nostro Paese contiene al suo interno spaccature anche a livello di utilizzazioni e consumo di Internet, diversificato a seconda della fascia d’età, del reddito e della posizione sociale.

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A differenza del resto del panorama dei media, la Rete si dimostra strumento adatto e flessibile alle diverse esigenze del suo vastissimo pubblico. Ognuno sceglie i modi e i tempi di utilizzo, strettamente necessari a un certo tipo di ricerca, confidenza, condivisione o altro. Siamo liberi di navigare quanto vogliamo, chattare con chi desideriamo, pubblicare il meglio e il peggio di noi stessi su social a cui tutti hanno accesso. Se volevamo la libertà di espressione e di linguaggio, non è tardata ad arrivare. Del resto non è questo il migliore dei mondi possibili?

Data:

24 Dicembre 2014