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GIOVANNI DI PAOLO DI GRAZIA – II^ Parte

La vita di corte nel Medioevo inizialmente non era caratterizzata da lusso esagerato, questo iniziò tra il Trecento e il Quattrocento.

Nel periodo in cui visse Giovanni di Paolo, le corti diventano più complesse e dispendiose, principesche e poi rinascimentali, dove vengono accolti artisti e letterati, si seguono le regole di un comportamento corretto e aggraziato in una corsa nell’apparire il più raffinati e unici possibile per differenziarsi dai popolani.

Tutti guardano alla corte: i nobili perché desiderosi di farne parte, il popolo per partecipare seppur da molto lontano a queste principesche abitudini. Viene in mente la favoletta di Fedro, quella delle rane che vogliono un re, Giove invia un pezzo di legno, quando le rane si accorgono che possono saltarci sopra senza che il ‘re’ faccia qualcosa, strepitano arrabbiate che il loro ‘re’ non vale niente. Giove invia un nuovo ‘re’, stavolta è un drago che divora le ranocchie, quest’ultime sono disperate ma se lo devono tenere… così la popolazione con le corti, più la corte era sontuosa più stavano ammirati.

Tra le corti europee ebbe un ruolo preminente quella papale, in particolare quella avignonese. Sicuramente Avignone sul finire del secolo XIV alla corte papale soggiornavano artisti da tutta Europa e poi ambasciatori, mercanti, banchieri, pellegrini ecc.

Tuttavia grazie a Santa Caterina, nel 1377, dopo circa settant’anni la sede papale lasciò Avignone e tornò a Roma.

Santa Caterina non andò a scuola, imparò da sola a leggere e scrivere, i suoi genitori la volevano dare in sposa già a 12 anni ma lei disse di no. Diventò una mistica, consigliera spirituale per i potenti e gli alti dignitari. Santa patrona d’Italia e compatrona d’Europa.

Nel 1970 è stata proclamata dottore della Chiesa da Paolo VI, pensate un po’ dall’antiquata e conservatrice Chiesa, viene conferito il titolo di dottore a una donna e autodidatta per giunta.

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Giovanni di Paolo-Santa Caterina da Siena implora papa Gregorio XI -Museo Thyssen-Bornemisza- Madrid

Il dipinto di Santa Caterina di Giovanni di Paolo è datato attorno al 1460-64, un tempo si trovava nello Spedale di Santa Maria della Scala a Siena. Notate la sontuosità della corte avignonese che l’artista rende soprattutto nella ricchezza dei particolari delle vesti del Papa, nel manto che ricopre il seggio, nella tenda dorata e arabescata sullo sfondo e il prezioso tappeto, nell’assai particolarità dei colori usati. L’artista si esprime nella bidimensionalità del gotico internazionale, tuttavia tenta anche la prospettiva nel soffitto a cassettoni, riuscendo a dare una certa spazialità. Notate l’aspetto fermo ed eloquente della Santa, per nulla intimorita né suggestionata.

La Madonna Branchini è un’opera datata e firmata da Giovanni di Paolo, una tempera e foglia d’oro che si trova alla Fondazione Norton Simon in California.

L’artista incise sul fondo della cornice in latino “Giovanni da Siena figlio di Paolo dipinse 1427”, vi inserisce altre scritte sempre in latino che testimoniano la sua sincera religiosità e il suo delicato misticismo: all’interno dell’aureola di Maria vi è inciso … Ho dipinto questo per la Vergine, proteggi quest’uomo… e vi è anche l’inizio della preghiera dell’Ave Maria.

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Giovanni di Paolo-Madonna Branchini-Fondazione Norton Simon- California

La Madonna Branchini è seduta terra, su un prato di fiori, ha in grembo Gesù, di cui tiene delicatamente un piedino nella sua mano, mentre il Bimbo gioiosamente e affettuosamente accarezza la Madre, sembra consolarla per ciò che avverrà. Un tripudio di ali angeliche circonda le due figure, mentre dall’alto Dio Padre sembra dare la sua benedizione e la colomba dello Spirito Santo irradia luce divina. Il fondo dorato è tipicamente medievale e bizantino, l’oro è simbolo di eterno che è base del messaggio cristiano.

(Continua)

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La prima parte al link:

https://www.internationalwebpost.org/contents/GIOVANNI_DI_PAOLO_DI_GRAZIA__-__1%5E_Parte_31347.html

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Paola Tassinari

Data:

7 Agosto 2023