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GLI “ALTERED STATES” DI WAYNE MCGREGOR ALLA BIENNALE DI VENEZIA

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70 novità, tra prime assolute, europee, italiane; 41 produzioni e coproduzioni, di cui molte commissionate; 48 giorni di programmazione per i Festival di Teatro (15 giugno > 1 luglio), Danza (13 > 29 luglio), Musica (16 > 29 ottobre), che si estendono fino a 3 mesi di attività con le residenze dei giovani artisti di Biennale College. Si tratta di un intenso intervento della Biennale di Venezia nella produzione, la promozione e la documentazione della nuova creatività delle arti dal vivo, che vede quest’anno le nuove opere prodotte per e con la Biennale raggiungere la metà dell’intero programma.

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La chimica della danza. Altered States, titolo del 17. Festival Internazionale di Danza Contemporanea (13 > 29 luglio), è il terzo capitolo con cui il direttore Wayne McGregor continua a sondare questa disciplina mobile, in dialogo con le tecno-culture e il pensiero scientifico più avanzato, ma anche in relazione percettiva con lo spettatore.

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“Gli artisti e i lavori selezionati per la Biennale Danza 2023 – spiega il coreografo britannico – sono alchimisti del movimento. Il loro lavoro è guidato da un’insaziabile curiosità di esplorare e sperimentare sia nel processo creativo che nella performance; attraverso l’improvvisazione, l’installazione soma-sensoriale, il minimalismo radicale o con sorprendenti allontanamenti da forme e contesti consueti. Fondamentalmente, sfidano le ortodossie tradizionali della danza e, così facendo, ci portano a fare l’esperienza del nostro corpo rinnovato, connettendo i nostri modelli esterni del mondo con le meno conosciute mappe interne – alterando i nostri stati di conoscenza ed esperienza”.

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Artista capofila della complessità del pensiero artistico e performativo è Simone Forti, Leone d’oro alla carriera del Festival, “un’artista – nelle parole di McGregor – che ha continuamente riformulato il dialogo tra le arti visive e la danza contemporanea”. All’artista del movimento italo-americana sarà dedicata la mostra retrospettiva che a partire dagli anni ‘60 abbraccia tutta la sua arte – disegni, ologrammi, video, fotografie, quaderni, poesie, performance. Appena conclusa il 2 aprile al Museum of Contemporary Arts di Los Angeles, la mostra verrà allestita in collaborazione con lo stesso MOCA a Venezia per la Biennale Danza.

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Il 17. Festival Internazionale di Danza Contemporanea prosegue il programma pluriennale di commissioni di nuova danza destinate a giovani artisti e compagnie italiane e straniere, di mentoring e formazione, ospitalità, produzioni e coproduzioni internazionali, componendo un panorama di tutte novità che contribuiscono alla crescita di un pensiero della danza.

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Così l’inaugurazione del Festival è affidata a due giovani artiste: Oona Doherty, solo due anni fa Leone d’argento e oggi al centro dell’interesse di tanti festival, teatri e istituzioni d’Europa coproduttori con la Biennale di Navy Blue; e Andrea Peña, colombiana di stanza a Montréal, vincitrice del bando internazionale per una nuova coreografia, Bogota, insieme alla compagnia multidisciplinare Andrea Peña & Artists. A fianco a loro, Luna Cenere, classe 1987, che ha sviluppato un’idea del corpo come paesaggio, elemento di complesse composizioni architettoniche nello spazio, vincitrice del secondo bando per una nuova coreografia destinata ad artisti italiani con il progetto Vanishing Place.

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I 16 giovani danzatori e i 2 coreografi di Biennale College Danza 2023 saranno in residenza a Venezia per tre mesi intensivi di studio ed esperienza sul campo che si concluderanno sul palcoscenico del Festival con un programma articolato fra repertorio e nuove creazioni. Da una parte l’importanza della trasmissione tra maestro e allievo e dall’altra la sollecitazione del talento inventivo contemporaneo, fornendo non solo il supporto produttivo, ma anche strumenti, modi e tempi per la realizzazione.

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Duo di William Forsythe, lavoro del 1997 che seziona e riscrive i principi del pas de deux, un must del repertorio contemporaneo, sarà riallestito da Riley Watts e Brigel Gjoka, ex danzatori forsythiani che ne avevano già fatto una versione nel 2015, ed esteso a tutta la compagine dei danzatori di Biennale College. Dance Constructions, la storica serie di performance di Simone Forti, sintesi perfetta di quella ricerca sul movimento che fin dagli esordi caratterizza la pratica dell’artista italo-americana, verrà ricostruita per e con i danzatori di Biennale College sotto la guida di Sarah Vox Swenson. Le performance, replicate più volte al giorno, saranno parte integrante della mostra retrospettiva intitolata a Simone Forti. A Xie Xin,considerata figura chiave della coreografia contemporanea, espressione di una danza fluida e impalpabile, sarà affidato un nuovo lavoro con i partecipanti al College. Infine, i danzatori condivideranno e realizzeranno le due nuove creazioni originali ideate dai coreografi selezionati del College.

A Pontus Lidberg, coreografo, filmmaker, danzatore radicato nel vocabolario classico che ha saputo rimettere in circolo proiettandolo verso il futuro, già luminoso interprete di lavori di tanti grandi – da Jiří Kylián a Ohad Naharine – poi coreografo per le maggiori compagnie di qua e di là dell’oceano – dal New York City Ballet all’Opéra di Parigi – è commissionata la prima assoluta di On the nature of Rabbits.

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Il Festival presenta, inoltre, tanti volti della coreografia mondiale, alcuni notissimi, altri in esclusiva per la Biennale, altri ancora da scoprire sulle scene europee. E’ per la prima volta in Italia la compagnia cubana del super divo del balletto internazionale Carlos Acosta, l’omonima Acosta Danza, che sotto il titolo Ajiaco, impagina coreografie di Sidi-Larbi Cherkaoui, Javier De Frutos, Michaela Taylor, Alexis Fernandez. Prima volta in Italia anche per Botis Seva e la sua giovanissima compagnia Far from the Norm, campione di una danza che affonda le radici nella cultura hip hop, pulsante e carica di contenuti potenti. Altra novità per l’Italia, la coreografa australiana Lucy Guerin, che dalla formazione post modern a New York sviluppa un proprio approccio concettuale alla coreografia. Saranno inoltre a Venezia, il coreografo franco-algerino Rachid Ouramdane, figura prominente della danza francese, oggi alla testa di uno dei più importanti teatri, il Théâtre de Chaillot di Parigi. E Michael Keegan-Dolan, pluripremiato regista e coreografo irlandese, autore di lavori eccentrici che mettono in cortocircuito danza, musica e teatro. Infine, la compagnia di Pechino destinataria del Leone d’argento, Tao Dance Theater di Tao Ye e Duan Ni, che “hanno creato un genere di danza unica e in evoluzione che cattura con la sua forza ipnotica e minimalista” (McGregor).

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A Day of Films featuring our Artists è una giornata di proiezioni video-cinematografiche non stop che continua sullo schermo il racconto degli artisti invitati al Festival, ma include anche lavori sperimentali, anteprime e prime europee. Incontri e laboratori con gli artisti presenti al Festivalcompletano il programma.

Data:

7 Luglio 2023