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GLI ANIMALI DI POTERE

Gli “animali di potere” – o “animali totem” -, sono esseri spirituali che accompagnano lo sciamano o il praticante di sciamanesimo nel percorso di elevazione spirituale. Sono aiutanti invisibili che camminano al fianco delle persone durante tutta la loro esistenza, alternandosi agli antenati, ai Maestri ascesi e agli spiriti elementali.

Alcune tribù native americane pensano che ogni persona ne abbia più di uno – nove per la precisione – e che la loro funzione sia quella di guidarci attraverso i meandri della vita.

L’animale di potere viene spesso rappresentato, per l’appunto, come un Totem, ovvero come un simbolo dei poteri che rappresenta, ai quali l’uomo fa riferimento e si affida.

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Non siamo noi a scegliere il nostro animale di potere ma è lui a scegliere noi. Anzi, possiamo dire che si tratta di un “riconoscimento” reciproco, avallato da numerosi sincronismi.

L’animale totem nasce con noi e per noi, essendo il primo alleato nei nostri viaggi sciamanici.

Quindi non tutti gli animali con cui veniamo in contatto o che ci risuonano a livello di affinità sono animali di potere. Lo sono soltanto quelli che ci scelgono come compagni di viaggio.

Come capire, dunque, qual è il nostro animale di potere?

La ricerca avvenire essenzialmente in un luogo le cui energie siano incontaminate, come ad esempio boschi, grotte, foreste. Lì, gli spiriti elementali entrano in contatto con lo Sciamano (o con il praticante), manifestandosi sotto forma animale o di simbolo. Ciò avviene a più riprese, come per toglierci ogni dubbio sulla veridicità dell’esperienza.

Da quel momento in poi, si crea tra la persona e l’animale una sorta di legame simbiotico che permette all’individuo di entrare in contatto con il suo Totem ogni volta che ne sente la necessità.

Va premesso che se ciò accade nei mondi sottili, accade anche in questo piano di realtà. Tante, infatti, sono le testimonianze a questo proposito. Una fra tante la troviamo nel libro veterotestamentario di Tobia, dove si parla della presenza costante di un cane, venuto da chissà dove.

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Quando l’uomo riconosce il suo animale di potere, nasce tra i due un legame talmente profondo che niente e nessuno può spezzare. Tale connessione permette addirittura all’uomo di incorporare l’animale nella propria coscienza, attingendo alle sue risorse e ai suoi poteri. Ciò al fine di compiere in sicurezza i cosiddetti “viaggi sciamanici” e di operare in maniera efficace durante le pratiche di guarigione, sia per sé che per gli altri. Una vera e propria metamorfosi che, in letteratura, prende il nome di shapeshifting.

Va da sé che l’animale di potere è parte di noi. Anzi, è il nostro alter ego.

Questo è il motivo per il quale è bene non rivelare ad altri qual è il nostro Totem, perché così facendo racconteremmo molto di noi stessi, esponendoci agli attacchi gratuiti dei malintenzionati. Lo stesso discorso vale in senso inverso: nessuno dovrebbe chiedere ad altri di identificare il proprio animale di potere, perché gli si offrirebbe su un piatto d’argento il codice d’accesso del proprio mondo interiore.

Riconoscere l’animale totem spetta a noi, e solo a noi: è una ricerca intima, segreta, una discesa nelle profondità della nostra coscienza. Non abbiate timore, lui saprà come manifestarsi!

Ma attenzione. È fondamentale saper accogliere qualsiasi animale ci si presenti e non soltanto a quelli che ci piacciono o per i quali proviamo una certa affinità. Non è detto, infatti, che il nostro “animale preferito” sia il nostro animale di potere. Il mondo degli spiriti ci dà quello che ci serve, non quello che ci piace. L’animale totem è la trascrizione di ciò che siamo.

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Ciò detto, va anche specificato che se il nostro – o i nostri – animale di potere ha una parte così importante nella nostra vita e nel nostro percorso, non è detto che sia lo stesso per tutta la vita.

Il lupo, ad esempio, funge spesso da accompagnatore dei “novizi”, ovvero di coloro che si sono appena incamminati sul percorso spirituale. È un insegnante, un maestro pronto a lasciare il posto all’animale di potere a noi assegnato quando saremo pronti a riconoscerlo e a lavorare con lui. Lo stesso discorso vale per i Maestri ascesi: non sono sempre gli stessi, ma cambiano a seconda di ciò che stiamo vivendo e del livello spirituale che dobbiamo raggiungere.

Non va taciuto, poi, che se non alimentiamo in noi la presenza dell’animale totem, potremmo perderlo. Esattamente nel modo in cui perderemmo un amico con il quale non intratteniamo più alcuna relazione.

Il rispetto, la gratitudine, il ricordo costante, la frequentazione spirituale sono tutte cose che mantengono viva la nostra relazione con l’animale di potere.

Gli animali totem sono tantissimi e ognuno ha un significato preciso. Lo Sciamanesimo permette di identificarli e di decodificarne i simboli. In che modo? Attraverso lo studio della natura e dei suoi mutamenti. Gaia, la Madre Terra, parla attraverso tutte le sue creature e suoi comportamenti.

Vediamone qualcuno a titolo di esempio.

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Cervo: amicizia.

Leone: coraggio.

Orso: forza primordiale e calma interiore.

Civetta: saggezza.

Come tutto ciò che viene dallo Spirito, anche la pratica sciamanica è molto personale e soggettiva e non può essere imbrigliata. Quindi, per quanto si possa studiare, leggere e informarsi – tutte cose utilissime – solo l’esperienza ci dà l’unica vera realtà.
Sperimentare è la sola via che ci conduce ad una reale esperienza spirituale e ad un’autentica connessione con il nostro animale di potere.

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Data:

18 Febbraio 2023