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GLI ITALIANI RISCHIANO L’ESTINZIONE – Allarme della Sia

Gli italiani rischiano l’estinzione. Con un tasso di natalità pari a 1,2 figli per donna nel 2022, infatti, l’Italia è il Paese europeo che fa meno bambini. E se consideriamo che il tasso di natalità che consente a una popolazione di rimanere stabile (cosiddetto tasso di sostituzione), è di 2,1 figli per donna, diventa evidente l’ampiezza del problema. L’allarme viene lanciato dalla Società italiana di andrologia (Sia) attraverso le parole del suo presidente Alessandro Palmieri.

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I numeri danno ragione a Palmieri: l’Istat certifica che l’Italia è passata dai 530mila bambini che nascevano nel 2008 ai 393mila circa nel 2022, una tendenza proseguita anche nel 2023. LINK
L’anno che ci siamo appena lasciati alle spalle ha registrato infatti un ulteriore record negativo in termini di natalità: meno 1,7% rispetto al 2022, ovvero circa 3.500 nascite in meno già solo nei primi sei mesi dell’anno.

Cosa si può fare secondo la Sia

cms_33072/SIA.jpgOccorre partire da due aspetti, sottolinea Palmieri: il primo è evitare che la coppia si rivolga ai medici “intorno ai 40-50 anni di età, quando ormai è difficile poter fare qualcosa”. La seconda è la prevenzione. Rimanendo nell’ambito maschile, andrebbe intercettato “il giovane diciottenne”, rimarca l’andrologo, che spiega: “A tale proposito abbiamo fatto delle campagne informative sul territorio nazionale. Nella regione Friuli-Venezia Giulia, ad esempio, qualche anno fa è stata lanciata una campagna in cui a tutti i 18enni era stata regalata una visita dall’andrologo, un consulto per intercettare le malattie tempestivamente”.

Un problema significativo, quello dell’informazione e della prevenzione, specialmente da quando è stata soppressa la visita di leva, che veniva effettuata verso il 17-18° anno di età e che rappresentava, anche per i ceti sociali più svantaggiati, l’occasione – spesso l’unica o comunque la prima – per fare un check up, anche per l’apparato riproduttivo.

Inoltre va considerato che negli ultimi 40 anni la qualità del liquido seminale è diminuita in modo allarmante: l’Istituto superiore di Sanità sottolinea come attualmente il 7% della popolazione maschile a livello globale sperimenti una riduzione della propria fertilità e come nel 50% dei casi l’infertilità di coppia sia attribuibile al partner maschile.

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L’esperto non a caso sottolinea: “E’ fondamentale far passare il messaggio di mettere da parte uno sperma in una apposita banca. Un concetto che è superiore alla prevenzione perché questo significa che dopo qualsiasi trauma o incidente possa accadere nella vita di un giovane, lo stesso può ricorrere al seme che ha messo da parte per poter poi avere figli”. Quindi “ci sono tantissime cose che una società come la Sia può fare nel campo della denatalità e dare una mano anche alle istituzioni” conclude.

Data:

9 Gennaio 2024