Traduci

Governo, rimpasto più vicino?

Governo, rimpasto più vicino?

cms_10535/giovanni_tria_ftg.jpg

l fronte di governo scricchiola sul nodo Alitalia. A quanto apprende l’Adnkronos i tempi della tabella di marcia saranno serratissimi anche se da Via XX Settembre sono evidenti le resistenze del ministro dell’Economia Giovanni Tria. Ormai la diffidenza verso il responsabile del Tesoro è palpabile, la tensione altissima tanto che c’è chi, nelle file dei 5 Stelle, crede che ormai la via del rimpasto sia tracciata. Lo stesso Di Maio, viene riferito all’Adnkronos, non avrebbe nascosto lo stupore per la posizione del ministro dell’Economia: “Questa volta Tria di chi sta facendo gli interessi? Perché vuole fare uno spezzatino di Alitalia?”, si sarebbe sfogato il vicepremier coi suoi.

Già questa settimana è in programma una riunione a Palazzo Chigi tra il premier Giuseppe Conte, i due vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini e il ministro Tria per mettere a punto i dettagli del piano di governo sulla compagnia di bandiera, un piano che prevede il ritorno dell’azionista pubblico con una newco partecipata anche da Ferrovie. Il leader della Lega e ministro dell’interno invita il responsabile del Tesoro a rispettare il contratto di governo, mentre dall’entourage di Di Maio assicurano che il vicepremier e leader dei 5 stelle è deciso a non arretrare di un passo. Sulla strategia per rimettere le ali ad Alitalia, prevedendo anche l’intervento di partner privati, Di Maio, Salvini e Conte sarebbero compattissimi.”Come eravamo compatti sul 2,4% e lo abbiamo ottenuto -il ragionamento che Di Maio avrebbe condiviso con alcuni dei suoi uomini più fidati – adesso otterremo anche questo”.

Reddito di cittadinanza alla tedesca

cms_10535/Conte_ItalgasMilano_Adn.jpg

L’ispirazione per il reddito di cittadinanza è al modello tedesco. “Stiamo pensando a come modulare le offerte di lavoro sulla base della distribuzione geografica” ha detto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte a margine dell’inaugurazione della quarta edizione della scuola di formazione politica della Lega, in corso a Milano, riferendosi al reddito di cittadinanza. “Lo abbiamo studiato”, precisa Conte. Tanto che “al primo mio incontro con la Merkel chiesi subito di approfondire il suo sistema per quanto riguarda i diritti di recupero al lavoro e all’occupazione. Faremo tesoro anche di qualche inefficienza che si è realizzata in Germania”, assicura il premier concludendo: “Sono tutti dettagli che serviranno a rendere più o meno efficace la riforma”.

Per quanto riguarda il reddito di cittadinanza su base geografica, di cui ha parlato oggi il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, fonti di Palazzo Chigi fanno presente che si stanno definendo i dettagli di questa proposta con criteri che tengano conto della distribuzione geografica delle offerte di lavoro. Per cui si farà in modo, ad esempio, di non penalizzare chi rifiuterà come prima offerta di lavoro una occupazione al di fuori della propria città o regione.

MANOVRA – Intanto è partito il conto alla rovescia per la riforma fiscale. Anche se, ha detto il premier Giuseppe Conte,”la riforma fiscale non si può realizzare tutta d’un tratto. Noi interveniamo già con questa manovra in misura significativa, ma è chiaro che occorre lavorare ancora perché il livello di pressione non è ancora soddisfacente per consentire al Paese di decollare“.”La crescita nel linguaggio comune significa ulteriori investimenti; ma non è così, non arriva solo dai miliardi che investiamo. Nel nostro sistema, che è un sistema incrostato, non sempre tutto ciò si tramuta in crescita economica. Ecco perché occorrono le riforme“.

In questo senso, spiega Conte, “la riforma fiscale è necessaria per creare un ambiente favorevole tra contribuente e amministrazione finanziaria, perché si possano azzerare tutte le pendenze dei cittadini e ripartire con un regime semplificato”.

LA PASSIONE PER LA POLITICA – Dal palco Conte sostiene che “fare politica non e più una cosa appetibile” perché “si è creata una frattura tra élite politiche e società civile”. “C’è stato un percorso di progressiva erosione nei confronti della politica e oggi ne paghiamo le conseguenze. Cresce l’astensionismo e la voglia di cambiare e le nuove forze politiche sono espressione di questo andamento”. Quindi ha aggiunto: “Una delle ragioni del nostro successo è proprio quella di prospettare un nuovo modo di fare politica, stando vicino ai bisogni della gente; abbiamo dato segnale molto importante sin da subito”. “Io sono populista”, ha affermato Conte raccogliendo gli applausi degli studenti in sala. Citando il filosofo tedesco Max Weber, ha quindi spiegato il suo concetto di ’fare politica’: “Deve esserci passione, senso di responsabilità e lungimiranza“. Rivelando poi: “Vi posso assicurare che da quando sono diventato premier mi sono già trovato ad assumere decisioni che potrebbero apparire scomode, ma il senso di responsabilità significa anche fare sintesi e non fermarsi”. Del resto “il politico deve essere uno stratega; dobbiamo occuparci anche di quello che succederà domani altrimenti non si danno prospettive future, per i nostri figli”.

IL CONTRATTO DI GOVERNO – Quello che è scritto nel contratto di governo “non sono chiacchiere”, rileva Conte, “passaggi e clausole serviti ad avviare un’esperienza di governo e ad andare in posti di governo”. Per scrivere quel contratto c’è stata una lunga gestazione e questo che ci fa capire che la redazione di quel documento ha comportato delle fasi di compromesso e di discussione tra le varie forze politiche”.”Quel contratto -spiega Conte- è per noi fondamentale perché perdere di vista quello che c’è scritto significa indebolire questa esperienza di governo”. Da questo punto di vista “c’è una compattezza incredibile”. In sede di elaborazione della manovra, assicura, noi “facciamo costantemente riferimento a quel contratto perché ci dà una prospettiva di lungimiranza e un gran senso di responsabilità”. In questa prospettiva, ribadisce, “abbiamo subito afferrato la necessità di operare delle riforme”. “Dobbiamo approfittare di questo grande consenso politico – conclude -, che non è così facile da conseguire, per operare le riforme di cui il Paese ha bisogno e che i cittadini ci hanno chiesto in campagna elettorale. Oggi è il momento di realizzarle”.

Di Maio: “Taglio di un miliardo a pensioni d’oro”

cms_10535/dimaio_sorridente_fg.jpg

Il taglio delle pensioni d’oro sarà inserito nel decreto legge fiscale lunedì all’esame del consiglio dei ministri. E’ quanto ha detto il vicepremier e ministro del Lavoro Luigi Di Maio a Domenica live su Canale 5. “Tagliamo un miliardo dalle pensioni d’oro . Il taglio -ha spiegato- sarà fatto ai pensionati che godono di assegni elevati per cui non hanno versato i contributi”. La manovra del governo gialloverde “è la prima che non darà soldi ai soliti personaggi”, ma ha i soldi “per ripagare il popolo che ha dovuto pagare per i vitalizi, le pensioni d’oro, i voli di Stato e le auto blu”.

REDDITO CITTADINANZA – E’ “una bufala” che il reddito di cittadinanza aiuti solo il Sud. “Il 47% delle famiglie destinatarie sono al centronord”, ha puntualizzato l’esponente del M5s, secondo cui grazie a questa misura saranno aiutati “un milione di bambini”.

EUROPA ED EURO -“Non c’è nessuna intenzione di uscire da euro e Unione” ha ribadito il vicepremier. “Gli italiani -ha detto- non ci hanno chiesto questo. Ci hanno chiesto di abbassare le tasse”. Per Di Maio sull’Europa “è in atto una campagna per spaventare gli italiani, nessuno -ha rimarcato- deve temere l’uscita dall’Unione anche perché l’Italia ha investito molto nell’Unione in questi anni”.

MENSA DI LODI – “I bambini non si toccano! Se alcuni genitori non si comportano bene si multino loro, non i loro figli: questo Stato sarà sempre dalla parte dei bambini. Sono contento perché gli italiani hanno risposto dando prova della loro grande solidarietà e del loro grande cuore, alla faccia di chi si diverte a dipingerli in altra maniera – ha scritto su Instagram il vicepremier Di Maio -. Parlerò con il ministro Bussetti che ha già detto che si troverà una soluzione. E vi assicuro che sarà così”.

IL CANDIDATO IDEALE DEL PD – “Per carità, sempre di Pd si tratta, è molto complicato trovare un preferito” ha detto Di Maio, rispondendo a chi gli chiedeva cosa pensasse della candidatura di Nicola Zingaretti alla guida del Partito democratico e se avesse un candidato preferito. “Secondo me sono cose loro – ha comunque premesso – sono questioni interne al Pd”.

Autore:

Data:

15 Ottobre 2018