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Governo, via al rimpasto

Roma – Il Cdm di oggi ha avviato il rimpasto nominando i nuovi sottosegretari, come si apprende da fonti di governo. Enrico Costa si avvia a diventare ministro degli Affari regionali stando all’indicazione emersa nel corso del Consiglio dei ministri. Costa, però, dovrà giurare al Quirinale essendo del capo dello Stato la prerogativa di nominare i ministri.

Enrico Zanetti ha invece avuto l’’upgrade’ a vice ministro dell’Economia. Per l’ex sottosegretario, però, non ci sarà l’attesa delega al fisco e le sue competenze verranno definite più in avanti. Mario Giro passa da sottosegretario a vice ministro agli Esteri e Teresa Bellanova da sottosegretario al Lavoro diventa vice ministro allo Sviluppo economico.

Sempre a quanto si apprende da fonti di governo, Tommaso Nannicini è stato nominato sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Dorina Bianchi e Antimo Cesaro sottosegretari alla Cultura mentre Antonio Gentile torna al governo come sottosegretario allo Sviluppo. Per il senatore di Ap si prospetta però la promozione a vice ministro una volta che l’uscente Carlo Calenda, neo rappresentante del governo presso l’Ue, traslocherà ufficialmente a Bruxelles.

Enzo Amendola è stato nominato sottosegretario agli Esteri, Federica Chiavaroli e Gennaro Migliore sottosegretari alla Giustizia, mentre Simona Vicari passa dallo Sviluppo ai Trasporti come sottosegretario.

Il giuramento dei nuovi sottosegretari nominati dal Cdm di oggi è previsto per le 21 di domani.

Al termine del Cdm, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Claudio De Vincenti ha annunciato il via libera a tre disegni di legge delega al governo: su contrasto povertà, riordino delle prestazioni e interventi dei servizi sociali con le risorse della Legge di Stabilità; misure per la tutela del lavoro autonomo che estendono “le tutele del jobs act al lavoro autonomo” e sul cinema.

LAVORO AUTONOMO – Le nuove norme del Ddl delega su lavoro autonomo e smartworking rappresentano “un primo significativo sforzo di collegare al jobs act il lavoro autonomo e il lavoro agile” ha detto il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, al termine del Cdm. “Cerchiamo di fare in modo che i soggetti non vengano colpiti da contratti capestro” ha spiegato, sottolineando che le nuove norme contrastano “le clausole e le condotte abusive”. Le principali misure riguardano la previsione di agevolazioni fiscali e più tutele in maternità e malattia.

CONTRASTO ALLA POVERTA’ – “Ragioniamo sulle risorse disponibili nella Legge di stabilità: 280mila famiglie, 550mila bambini, in tutto quasi 1 milione 150mila persone”. Queste, ha illustrato il ministro Poletti, la platea e le risorse del piano povertà. Il provvedimento che “conferma l’attenzione del Governo a realizzare misure di contrasto alla povertà ed interventi di inclusione attiva”, si legge nel testo, introduce una misura nazionale di contrasto alla povertà, individuata come livello essenziale delle prestazioni da garantire su tutto il territorio nazionale, basata sul principio dell’inclusione attiva, che prevede la predisposizione per i beneficiari di un progetto personalizzato di inclusione sociale e lavorativa sostenuto dalla offerta di servizi alla persona”.

CINEMA – Il disegno di legge delega sul cinema approvato dal Consiglio dei ministri “interviene in modo organico sul settore” ha evidenziato il ministro dei Beni culturali e del Turismo, Dario Franceschini. Un ddl che, come ha sottolineato il ministro, introduce un nuovo meccanismo di attribuzione degli incentivi e crea un fondo unico che viene alimentato da una percentuale del 12% delle entrate del gettito Ires e Iva di società televisive, produttori cinematografici e provider telefonici. “Non è un prelievo di scopo o una tassa aggiuntiva – ha rimarcato Franceschini – e consente di uscire dalla discrezionalità dei governi che stabilivano le risorse anno dopo anno, rendendo difficile la programmazione per gli operatori”. “Il fondo – ha assicurato – non potrà comunque scendere sotto i 400 milioni all’anno”.

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29 Gennaio 2016