Traduci

Governo,”Conte non cerca nuove maggioranze” (Altre News)

Governo,”Conte non cerca nuove maggioranze”

La presidenza del Consiglio smentisce tutte le ricostruzioni, apparse questa mattina sui giornali, relative alle presunte intenzioni del premier Giuseppe Conte. “Si chiarisce che il presidente non è alla ricerca di altre maggioranze diverse da quella che attualmente sostengono il governo”.

“Conte è impegnato con i tavoli di lavoro per l’agenda di governo 2023, tavoli a cui partecipano tutte le forze di maggioranza, IV inclusa. L’unico pensiero del presidente è rilanciare l’azione di governo per far partire le tante riforme che il Paese aspetta”, precisa Palazzo Chigi.

“In particolare alcuni virgoletti, affermazioni e frasi che ieri sarebbero state scambiate, al Quirinale, nel corso del colloquio avvenuto tra il Presidente della Repubblica Mattarella e il presidente del Consiglio Conte sono esercizio di fantasia e le connesse ricostruzioni risultano arbitrarie”, aggiunge Palazzo Chigi.

Questa la tabella di marcia, che vede in agenda ben tre tavoli tematic, del premieri: ore 8.30 tavolo su Scuola, Università, Ricerca e Innovazione digitale; ore 11.30 Salute; ore 16.30 a lavoro su Sicurezza e immigrazione.

Anche il Quirinale con una nota parla di ’’stupore’’ per le ricostruzioni apparse in qualche quotidiano, in cui, anche con virgolettati, si attribuiscono abusivamente intenzioni al Capo dello Stato riguardo alla situazione politica, con riferimento a uno degli incontri che avvengono frequentemente tra Mattarella e Conte.

Da parte del Pd, chi pensa a una sostituzione di Italia Viva è Goffredo Bettini, della direzione nazionale, che in una lunga riflessione su Facebook si rammarica “che Italia Viva, potenzialmente utilissima per allargare il centrosinistra, sta diventando uno strumento della destra per picconarlo e screditarlo. Eppure tale rammarico non deve trasformarsi in una eccessiva preoccupazione. Renzi è una tigre di carta”. “Quanta pazienza si può avere ancora con il fiorentino? Difficile dirlo. I margini, comunque, sono molto risicati. Ecco perché consiglio, in attesa di scelte più sagge di Italia Viva, di preparare al più presto scenari alternativi. Dopo Conte non c’è per il Pd un altro governo. Se Renzi vuole farlo, lo deve fare con Salvini e la Meloni. C’è invece la possibilità, certamente allo stato attuale tutta da costruire, di sostituire Italia Viva con parlamentari democratici (in quanto non sovranisti, illiberali e autoritari) pronti a collaborare con Conte fino alla fine della legislatura”, è la proposta di Bettini.

’’Quello che ha detto Bettini resterà alla storia come l’autogol storico del Pd” twitta il presidente dei senatori di Italia Viva, Davide Faraone. “Vogliono far fuori Renzi per sostituirlo con tanti Razzi e Scilipoti. A questo punto non resta che sperare per il PD che l’operazione funzioni’’.

“Io stimo molto Bettini ma prima di cercare nuove maggioranze bisogna cercare chiarezza in questa maggioranza”. A dirlo è Giuseppe Provenzano, il ministro per il Sud e la Coesione territoriale, a ’In Mezz’ora in più” su Rai Tre, commentando un post di Goffredo Bettini in cui il l’esponente dem suggerisce di allargare la maggioranza e sostituire Italia Viva con parlamentari democratici. “Io penso che la verifica Italia Viva deve farla con se stessa, capire se ci crede o no in questo governo, se ci vuole stare fino in fondo. Alimentare costantemente polemiche, un rumore di fondo che distoglie non solo l’attenzione ma anche energie dalla priorità vera che ha questo paese oggi, che è il rilancio di questioni economiche e sociali, del lavoro penso sia la cosa più grave che sta succedendo adesso”. “

Adesso c’è un rilancio dell’azione di governo con l’Agenda con alcuni atti concreti come il piano per il Sud, – aggiunge- se ci sono parlamentari che condividono queste scelte io sarei felice che le appoggiassero. Detto questo, penso ci sia una questione politica di fondo. Noi abbiamo una destra molto forte nel paese, nonostante la sconfitta in Emilia Romagna, – ha osservato – e noi abbiamo bisogno di un campo largo progressista che si muova in direzione molto chiara, e il consenso sociale che ancora non ha se lo costruisca con gli atti che deve compiere. Io non amo il trasformismo, penso che ci sia la destra e la sinistra”. “C’è un programma di governo che deve rispondere all’esigenza di ridurre le disuguaglianze per rilanciare uno sviluppo più robusto e più durevole: chi vuole partecipare a questo è benvenuto – ha chiarito Provenzano – ma nella chiarezza delle posizioni e senza continuare ad alimentare quel rumore di fondo che rende veramente difficile l’azione di governo”. “Io sto a quello che ha detto il presidente Conte che non sta lavorando a questo oggi”, ha risposto a Lucia Annunziata che insisteva sulla richiesta che arriva da Bettini di allargare la maggioranza.

Salvini su aborto: “Scelta che spetta a donna, ma no abusi”

L’aborto “è una scelta che spetta solo alla donna, alla coscienza, alla libertà di scelta della donna, semplicemente ritengo che arrivare alla quinta, sesta, settima interruzione di gravidanza, come molti medici mi hanno segnalato, non faccia bene alla salute e meriti una riflessione”. In una diretta su Facebook il leader della Lega ribadisce la sua posizione e quella del suo partito dopo le polemiche sollevate dalle dichiarazioni rilasciate all’evento ’Roma torna Capitale’ all’Eur, invitando tra l’altro i giornalisti a “riportare correttamente le mie parole”. “Io non sono nessuno per dare lezioni di morale – sostiene – mi sono permesso di dire che evidentemente c’è un tema culturale da affrontare se qualcuno abusa di un’operazione che fa male alla salute. Figurati se Salvini si mette contro l’aborto o il divorzio, sono l’ultimo che può dare lezioni, ma raccolgo il grido d’allarme che arriva da tanti pronto soccorso, ospedali, consultori, che chiedono di fare il possibile per tutelare la vita”.

La precisazione arriva dopo le dichiarazioni dal palco della manifestazione dell’Eur a Roma, dove aveva parlato di donne che sono andate “sei volte al pronto soccorso per l’aborto”, puntando il dito contro l’affollamento dei pronto soccorso anche da parte di chi chiede l’interruzione di gravidanza. “Non mi spetta giudicare, è giusto che sia la donna a scegliere, ma non puoi arrivare a prendere il pronto soccorso come la soluzione a uno stile di vita incivile per il 2020”.

Il palazzo dei Congressi, a Roma, contiene 3mila persone, sedute nelle poltrone, in piedi nei corridoi e in fondo alla sala. Tante ce ne sono, perché quella di domenica sera, dal titolo ’Roma torna capitale’, è la prova generale in cui Salvini sente il battito della Lega che punta al Campidoglio. Salvini non nasconde che l’obiettivo è quello: “Io qualche nome ce l’ho”, assicura. Ma non lo dice, anzi, sottolinea che “l’importante è che sia in gamba”, non serve la tessera di partito. Un leit motiv che poi utilizza in chiave nazionale, parlando di centrodestra: “Se si votasse domani mattina, il centrodestra sarebbe la prima forza, è una enorme responsabilità”, dice ancora, chiedendo di allargare il campo alla società civile, a nomi nuovi.

Poi una prima frecciata alla sindaca di Roma Virginia Raggi: “Abito dalle parti della fermata della metro Barberini, che è guasta, si fermano i cittadini, e allora mi domando, a me mi mandano a processo per sequestro dei migranti, e allora perché non la processano per sequestro di passeggeri?”. Con lui i fedelissimi della Capitale: Claudio Durigon e Francesco Zicchieri, mentre alcuni giovani militanti indossano una maglietta bianca di sostegno a Salvini: “Io sto con Salvini, processateci tutti”. “C’è un sindaco che, se non facesse danni, sarebbe anche simpatica”, dice della Raggi. E sulla burocrazia, sulle leggi che bloccano i cantieri che lui vorrebbe nella Capitale, trova modo di tornare sul tema dei rom: “Andiamo a controllare i campi rom non i bar e i ristoranti, dove ho visto i vigili col metro per misurare sedie e tavolini”. “Perché il tavolino è contro il decoro urbano? Sediamoci e beviamoci un caffè”. A Roma “c’è la monnezza che ti compare ovunque”, fa notare il leader della Lega.

Sui temi caldi del momento come il rapporto con le istituzioni europee e il fisco non arretra. Alla Ue non fa sconti: “Per me vengono prima gli italiani, non si tratta di essere euroscettici, ma si tratta di non essere dei pirla, pagare per un servizio che non c’è”, dice ancora, ribadendo che ci deve essere una convenienza a stare in Europa. Sul fisco invece chiede di non perseguitare gli italiani e “che l’unico modo per battere l’evasione è abbassare le tasse”. Poi dice: “E’ tutto fermo, vorrei che Roma si riempisse di cantieri, ma se uno fa il furbo vada in galera, ma non blocchiamo i lavori per il sospetto. La differenza tra noi e la sinistra e i cinque stelle è che loro hanno sempre il sospetto”. Tra le sue richieste anche quella di “fare la spesa in una bottega e meno in una piattaforma americana è un atto politico – dice Salvini -, la bottega paga le tasse qua, la multinazionale vai a vedere”.

Infine rimanda indietro, per l’ennesima volta, l’accusa di avere rapporti poco chiari con la Russia. “Io sto in un bilocale a Milano, dove li nascondo i rubli, il petrolio?”.

Sardine nella Capitale, “abolire i decreti sicurezza”

’’Noi siamo in piazza per parlare di diritti”. Lo ha detto Massimiliano Perna, rappresentante delle sardine siciliane, dal palco della manifestazione delle sardine a piazza Santi Apostoli. “L’abolizione dei decreti sicurezza è stato il primo punto politico uscito dall’assemblea di Roma, abbiamo chiesto e continuiamo a chiedere la loro abolizione’’. ’’I decreti sicurezza sono la legge 132 del 2018 e la legge 77 del 2019, ricordiamolo bene perché sono i numeri della vergogna, di un modo di fare politica che non ci rappresenta. E un concetto distorto di sicurezza, è una forma repressiva che diventa legge. I decreti sicurezza tolgono i diritti ai migranti ma anche a tutti noi. E quando ci dicono che servono per la lotta alla mafia, è una grandissima presa per i fondelli’’. ’’Oltre ai decreti voluto da Salvini, il memorandum Italia è una vergogna nei contenuti e nelle parole. Non vogliamo essere complici di nessuno, destra o sinistra. Ci potete anche ringraziare per quello che abbiamo fatto nelle piazza ma dovete cambiare strada tutti, noi saremo sempre in piazza a difendere i diritti degli ultimi’’.

’Sardine amplifica sardina #Roma non abbocca’. E’ lo striscione che campeggia sotto il palco a Santi Apostoli a due mesi dal successo di piazza San Giovanni. Un flash mob nel centro della Capitale, in concomitanza con la manifestazione di Matteo Salvini all’Eur per chiedere l’abolizione dei decreti sicurezza e lanciare ’’idee propositive’’ sul futuro di Roma. ’’Ciascuno fa la sua piazza – ha detto Perna – , noi facciamo la nostra con i nostri contenuti. Noi non siamo in piazza contro qualcuno ma siamo in piazza per l’umanità’’.

I numeri – Piazza non piena? ’’E’ la qualità che conta”. E’ quanto ha detto il portavoce nazionale delle sardine Lorenzo Donnoli ai cronisti che sottolineavano come piazza santi Apostoli non fosse piena di persone. “Noi stiamo in una nuova fase, stiamo facendo altro, ci sono iniziative di tutti i generi: contro la mafia, fiaccolate contro le scritte antisemite. Il mondo delle sardine è variegato, facciamo politica in tanti modi, superiamo anche questa dinamica del solo piazza’’. ’’Il numero delle piazze – ha aggiunto Massimiliano Perna delle sardine siciliane- è sicuramente minore rispetto all’inizio ma quando si parla di contenuti, di temi concreti i numeri sono sempre minori. E’ normale che ci sia meno appeal’’.

Zaky – ’’Sono molto orgoglioso di essere bolognese perché l’università di Bologna sta chiedendo più di tutti la liberazione di Patrick Zaky” ha detto Lorenzo Donnoli. “Mentre mi vergogno in questi giorni di essere italiano per il nostro ministro degli Esteri che ieri si faceva vergognosamente i selfie, mentre ogni ora che passa Patrick rimane nelle mani dei suoi torturatori. Luigi Di Maio non lo valuto come uomo ma come leader della nostra diplomazia, indecente’’. ’’Chiedo di fare un applauso ai genitori di Giulio Regeni le voci più sensate in questi giorni su Patrick’’.

Baobab – ’’Vi parlo dallo sprofondo della stazione Tiburtina dove assistiamo centinaia di persone. La guerra è tra l’umanità e la disumanità’’ ha detto Giovanna Cavallo, rappresentante legale del Baobab, Giovanna Cavallo, dal palco delle Sardine a Roma. ’’Gli effetti che vediamo dei decreti sicurezza sono quelli di spingere alla fantasmizzazione, migliaia di persone sono uscite dai sistemi di accoglienza. Il principale effetto è stato quello di insinuare la paura tra le persone’’.

Gli assenti – Sul palco di Santi Apostoli non ci sono i quattro fondatori bolognesi delle Sardine, Mattia Santori, Giulia Trappoloni, Andrea Gareffa e Roberto Morotti. ’’Hanno avuto un imprevisto- dicono gli organizzatori – Al momento sono a Bologna impegnati in una riunione con l’Università per organizzare la manifestazione di domani per Patrick Zaky, lo studente dell’università di Bologna arrestato in Egitto’’.

La colonna sonora – ’Bella Ciao’ nella versione cantata da Tosca accompagna in musica l’appuntamento. “La versione di ‘Bella Ciao’ cantata da Tosca ci è piaciuta molto – dicono gli organizzatori – Solo l’audio purtroppo perché Tosca non è riuscita a venire per precedenti impegni. L’abbiamo avvertita troppo tardi”.

Autore:

Data:

17 Febbraio 2020