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GRECIA, DOMENICA ALLE URNE PER SCEGLIERE TRA TSIPRAS E MITSOTAKIS

cms_30540/2_1684461151.jpgDomenica 21 maggio il popolo greco è chiamato alle urne per rinnovare il Parlamento ellenico. A differenza delle scorse elezioni, quella di domenica si terrà sulla base del sistema di rappresentanza proporzionale semplice. A cambiare il sistema elettivo è stato proprio il governo di Alexis Tsipras, ex premier della Grecia ricandidatosi per questa elezione, quando nel 2016 ha abolito il premio di maggioranza di 50 seggi per il primo partito per consensi. Coincidenza vuole che, il meccanismo del premio di maggioranza, ha permesso a Nuova Democrazia, il partito dell’attuale primo ministro Kyriakos Mitsotakis, di conquistare la maggioranza parlamentare nel 2019 quando l’abolizione non era ancora entrata in vigore. Alle urne saranno chiamati poco meno di 10 milioni di greci e particolare attenzione l’avranno anche i greci residenti all’estero, il cui voto peserà 3 seggi.

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Per quanto riguarda i partiti e candidati per domenica, i pronostici danno per favorito l’attuale partito di governo, appunto Nuova Democrazia (Nea Dimokratia) di ispirazione conservatrice, e l’odierno premier ellenico Mitsotakis. Staccata di circa 6-7 punti percentuali la forza politica di opposizione, la coalizione di sinistra radicale Syriza-Alleanza Progressista, guidata dall’ex premier Tsipras. La sinistra ellenica si attesta quindi a circa 29-30% delle intenzioni di voto.

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Come possibile terza forza, dunque molto importante in ottica di alleanze che andranno a crearsi dopo il voto di domenica, i sondaggi vedono il Partito Socialista (Pasok) guidato da Nikos Androulakis, con il 10% circa. Più staccati nei sondaggi, con percentuali ben più basse, vi sono il Mera 25 (Metopo Evropaikís Realistikís Anypakoís) partito di Janis Varoufakis al 3,5%, già Ministro delle finanze del primo governo di Tsipras e il Kke, e il partito comunista greco il cui leader è Dīmītrios Koutsoumpas con il 6%.

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Tornado ai primi due partiti, Nea Dimokratia e Syriza, i due rispettivi leader non si sono risparmiati in questa campagna elettorale. Tsipras crede fortemente nella possibilità di vittoria, soprattutto puntando sul voto dei giovani, ed ha attaccato duramente Mitsotakis e il suo operato: “L’attuale governo ha fatto precipitare nel pantano l’economia del Paese e la società nella disperazione. (…) Mitsotakis ha fallito nelle criticità che era chiamato ad affrontare, come la pandemia e la crisi energetica, ha ingannato la maggioranza della società, gli ospedali sono stati abbandonati, mentre la classe media, il cui reddito si esaurisce alla terza settimana del mese, ha bisogno di buoni e sussidi per sopravvivere”. Per quanto riguarda il programma di Syriza-Alleanza, Alexis Tsipras ha incentrato il tutto su 11 punti fondamentali tra cui l’aumento dei salari, la riduzione di prezzi e Iva e la regolazione del debito. Infine l’ex primo ministro ellenico ha ammesso di aver compito errori nella precedente esperienza di governo seppur ricordando che nonostante i memorandum e la troika sia riuscito a risollevare il Paese dalla bancarotta ed a governare nelle condizioni più difficili.

Toni molto accessi anche per il premier greco Kyriakos Mitsotakis che punta al secondo mandato: “A tre giorni dalle urne c’è una proposta di governo, quella di Nea Dimokratia, e dall’altra parte c’è il caos assoluto. (…) Vogliamo un governo stabile, un governo che possa prendere decisioni e che non sia in balia delle contrattazioni e dei ricatti interni ai partiti”.

La distanza del 6-7% tra Nea Dimokratia e Syriza-Alleanza è una grande incognita per le elezioni di domenica anche considerando il 10,5% che si è dichiarato indeciso su cosa voterà. Qualunque sarà il risultato, lo scenario politico greco sarà condizionato da alleanze governative precedute da intense contrattazioni e conseguente instabilità politica.

Data:

19 Maggio 2023