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Greek talks with euro creditors collapse as ’disaster’ moves closer

Greece’s crunch talks with its European creditors broke down after just four hours today, pushing the country closer towards a potential exit from the single currency. Greece refused to countenance an extension of the existing €172bn bailout programme, while the rest of the eurozone’s finance ministers said this was a non-negotiable first step to talks.

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“There is no alternative to a request to an extension of the programme” said Pierre Moscovici, the European Commission’s economics and financial affairs commissioner. That was echoed by Jeroen Dijsselbloem, the chairman of the Eurogroup. “It is up to the Greek authorities now to decide whether they would want such an extension” he said. “There was a very strong opinion across the whole Eurogroup that it has to come from the Greek authorities… They have to make up their mind whether they will ask for an extension of the current programme.”

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Mr Dijsselbloem said there could be a new Eurogroup meeting on Friday if Greece requested an extension over the next few days. However, the Greek side suggested that Mr Dijsselbloem had gone back on an earlier understanding by trying to push Greece into extending the existing agreement. A draft text leaked from the Brussels meeting of eurozone finance ministers contained the suggestion that Greece would “successfully conclude the [bailout] programme” and “request a six-month technical extension”. The Athens government has repeatedly said it will not agree to continue with the existing programme, which it blames for pushing Greece into a deep economic depression. It is instead demanding a bridge loan from creditors until the summer while an entirely new programme can be fashioned. It wants this to include a cancellation of a large tranche of the country’s debt and an easing of the requirement for Greece to run primary budget surpluses for the forseeable future.

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The Finance Minister, Yanis Varoufakis, tonight said there would be no capitulation to the pressure from the Eurogroup. “Nothing good has ever come out of ultimatums… In the next few days any notion of ultimatum is going to be withdrawn,” he said. The country’s bailout is due to lapse on 28 February. Without a new agreement in place by then, Greece could find its banking system shut off from access to the European Central Bank’s liquidity lifeline.

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Greek three-year bond yields yesterday rose above 17 per cent, while 10-year bond yields hit 9.47 per cent. The higher near-term effective borrowing costs of the country imply heightened investors default concerns. “With every day of stalemate, the Greek economy, its banking system and its tax revenues are likely to weaken further,” said Holger Schmieding of Berenberg Bank.

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There were few signs of support for Greece from other eurozone states last night. “There is no chance of a bridge loan [for Greece], so this has left us working with the extension of the programme,” said Edward Scicluna, the Maltese Finance Minister. Asked what would happen if the Greeks did not ask for a programme extension, he added: “That would be it; it would be a disaster.”

cms_1861/italfahne.jpgI colloqui greci con i creditori dell’euro collassano e si avvicina il disastro

I colloqui con i creditori europei sulla crisi greca si sono interrotti dopo appena quattro ore, spingendo la nazione verso una potenziale uscita dalla moneta unica. La Grecia ha rifiutato di approvare un’estensione dell’esistente programma di salvataggio di 172 miliardi di euro, mentre il resto dei ministri delle finanze della zona euro ha detto che questo è stato un primo passo non negoziabile per i colloqui. “Non c’è alternativa alla richiesta di una proroga del programma” ha detto Pierre Moscovici, il commissario dell’economia e degli affari finanziari della Commissione Europea. Questo è stato ripetuto da Jeroen Dijssenlbloem, il presidente dell’Eurogruppo. Il quale ha riferito: “Spetta alle autorità greche ora di decidere se vorranno tale estensione”. Ha aggiunto: “C’era un’opinione molto forte attorno a tutto l’Eurogruppo che sarebbe dovuta venire dalle autorità greche… Avrebbero dovuto ricordarsi di chiedere un’estensione dell’attuale programma”. Dijsselbloem ha detto che venerdì ci potrebbe essere una nuova riunione dell’Eurogruppo se la Grecia dovesse richiedere un’estensione nei prossimi giorni. Comunque, la parte greca suggerisce che Dijsselbloem dovrebbe ritornare su una sua precedente comprensione cercando di spingere la Grecia nell’estensione dell’accordo esistente. Un progetto di testo trapelato dalla riunione dei ministri delle finanze a Bruxelles conteneva il suggerimento in cui la Grecia vorrebbe “concludere positivamente il programma di salvataggio” e “richiede sei mesi di proroga tecnica”. Il governo ateniese ha più volte detto che non accetterà di continuare con il programma esistente, colpevole di spingere la Grecia in una profonda depressione economica. Si è fatta richiesta invece di un prestito-ponte da parte dei creditori fino all’estate, mentre un nuovo programma potrebbe essere adottato. Questo includerebbe la cancellazione di una grande quota del debito della nazione e un alleggerimento del requisito per la Grecia di eseguire le eccedenze del bilancio primario per il prossimo futuro. Il ministro delle finanze, Yanis Varoufakis, ha riferito stasera che non ci sarà nessuna capitolazione alla pressione dell’Eurogruppo. Ha aggiunto: “Niente di buono è mai uscito dagli ultimatum… Nei prossimi giorni ogni nozione di ultimatum dovrà essere allontanata”. Il salvataggio del paese scadrà il prossimo 28 febbraio. Da quel momento, senza un nuovo accordo in vigore, la Grecia potrebbe trovare il suo sistema bancario escluso dall’accesso alla liquidità della Banca Centrale Europea. I rendimenti dei titoli greci a tre anni sono saliti ieri sopra il 17 per cento, mentre i rendimenti dei titoli a dieci anni hanno raggiunto il tasso del 9.47 per cento. I maggiori oneri finanziari efficaci a breve termine del paese implicano l’accrescere delle preoccupazioni degli investitori a causa di un default. Holger Schmieding della Berenberg Bank ha detto: “Ogni giorno di stallo, l’economia greca, il suo sistema bancario e le sue entrate fiscali rischiano di indebolirsi ulteriormente”. Ci sono stati pochi segnali di sostegno alla Grecia da altri stati della zona euro la scorsa notte”. “Non c’è alcuna possibilità di un prestito-ponte per la Grecia, quindi questo ci ha lasciato lavorare continuando l’estensione del programma”, ha detto Edward Scicluna, il ministro delle finanze maltese. Alla domanda su cosa accadrebbe se i greci non dovessero richiedere il programma di estensione, ha aggiunto: “Accadrebbe questo, ci sarebbe un disastro”.

(Tradotto dall’articolo Greek talks with euro creditors collapse as ‘disaster’ moves closer scritto da Charlotte Mcdonald-Gibson, Ben Chu pubblicato sul sito www.independent.co.uk lunedì 16 febbraio 2015.)

Data:

18 Febbraio 2015