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Guerra diplomatica

Guerra diplomatica

cms_8811/putin_57_Afp.jpgWashington chiama, Mosca risponde. Alle espulsioni di 60 diplomatici russi (48 dall’ambasciata e 12 tra lo staff operante all’Onu) decise lunedì dagli Stati Uniti, che hanno decretato anche la chiusura del consolato di Seattle, la Russia risponde con provvedimenti analoghi: via 60 diplomatici a stelle e strisce e chiusura del consolato di San Pietroburgo.

E’ il ministro degli Esteri, Sergei Lavrov, a illustrare la risposta di Mosca nell’ambito del ’caso Sergei Skripal’, l’ex spia che con la figlia Yulia -le cui condizioni sono in netto miglioramento- è stato avvelenato con un agente nervino lo scorso 4 marzo a Salisbury, in Inghilterra.

Lunedì, Usa e Canada -con 14 paesi dell’Ue- avevano adottato una raffica di provvedimenti di espulsione nei confronti di diplomatici e funzionari russi. “L’ambasciatore degli Stati Uniti in Russia, Jon Huntsman, è stato convocato presso il nostro ministero, dove il mio vice illustra le misure adottate come risposta agli Stati Uniti”, ha detto Lavrov, spiegando che i provvedimenti “includono l’espulsione dello stesso numero dei nostri diplomatici e la decisione di chiudere il consolato generale a San Pietroburgo”, che dovrà cessare la propria attività entro sabato 31 marzo.

Le espulsioni, come evidenzia l’agenzia Tass, nel dettaglio riguardano 58 dipendenti dell’ambasciata a Mosca e due membri dello staff del consolato di Yekaterinburg, dichiarati ’personae non gratae’, che dovranno lasciare il paese entro il 5 aprile. La sede di Yekaterinburg, come il consolato di Vladivostok, potrà rimanere operativa. All’ambasciatore Huntsman “è stato chiesto di fornire spiegazioni per le sue dichiarazioni sul possibile congelamento di asset statali russi negli Stati Uniti. La parte americana è stata avvisata: la concretizzazione di questa minaccia porterà un ulteriore peggioramento delle nostre relazioni e porterà dure conseguenze alla stabilità globale”.

Secondo la Tass, in un secondo momento arriveranno provvedimenti nei confronti di paesi che lunedì hanno espulso funzionari russi. “Per le altre nazioni, presenteremo una risposta che riguarda il numero di persone che, tra il personale delle missioni diplomatiche, lasceranno la Russia”. In totale, nelle ultime settimane -a partire dalle 23 espulsioni decise dal Regno Unito- sono stati oltre 140 i rappresentanti russi a cui è stato mostrato il cartellino rosso in oltre 20 paesi. L’Italia, in particolare, ha deciso di espellere due diplomatici russi.

Non c’è giustificazione per la risposta russa“. Sono le parole di Heather Nauert, portavoce del Dipartimento di Stato. “Le nostre azioni sono state motivate esclusivamente dall’attacco sul suolo britannico nei confronti di un cittadino britannico e di sua figlia. Per la prima volta un agente nervino Novachok è stato usato al di fuori di un contesto bellico sul suolo di un alleato -dice Nauert-. Non abbiamo compiuto questi passi con leggerezza, li abbiamo fatti d’accordo con i nostri alleati. La Georgia si è unita oggi con un’espulsione ed è significativo perché la Georgia è ’nel giardino sul retro’ della Russia”.

Nuovi guai per Sarkozy

cms_8811/SArkozy.jpgNuovi guai giudiziari per Nicolas Sarkozy. L’ex presidente francese è stato rinviato a giudizio per “corruzione passiva e traffico d’influenze”, secondo quanto scrive Le Monde.

Secondo l’accusa, Sarkozy avrebbe cercato di ottenere informazioni da un alto magistrato in cambio di un incarico nel principato di Monaco. Anche il magistrato, Gilbert Azibert, e l’avvocato che avrebbe fatto da tramite, Thierry Herzog, sono stati rinviati a giudizio.

L’ex presidente è già stato iscritto sul registro degli indagati per la vicenda di un presunti finanziamenti libici per la sua campagna elettorale nel 2007 e rischia un altro rinvio a giudizio per finanziamenti illegali in campagna elettorale nell’ambito dello scandalo Bygmalion.

A quanto scrive Le Monde, gli avvocati di Sarkozy hanno già annunciato di voler contestare la decisione di rinvio a giudizio dell’ex presidente. La vicenda di traffico d’influenze risale al 2014. Sarkozy avrebbe cercato di ottenere da Azibert, allora alto magistrato della corte di cassazione, delle informazioni sulla restituzione di sue agende, sequestrate nell’ambito dello scandalo Bettencourt. Lo scandalo riguardava presunti finanziamenti alla campagna elettorale di Sarkozy da parte di Liliane Bettencourt, erede dell’Oreal e fra le donne più ricche di Francia.

Scoperto possibile tallone d’Achille del cancro

cms_8811/chemio_dottore_ftg.jpgScoperto il possibile ’tallone d’Achille’ del cancro. Un gruppo di ricerca guidato da Monica Bettencourt Dias, dell’Instituto Gulbenkian de Ciencia (Portogallo) ha messo in evidenza per la prima volta importanti caratteristiche delle cellule tumorali, che potrebbero aiutare molto i medici a combattere la malattia: si tratta di piccole strutture o organelli che si trovano all’interno delle cellule, chiamati centrioli, il cui numero e la cui dimensione aumenta nei sottotipi più aggressivi di cancro. Lo studio è pubblicato su ’Nature Communications’.

Il cancro è una malattia molto varia: alcune forme sono più aggressive e resistenti alla chemioterapia rispetto ad altre. I medici sono quindi alla continua ricerca di nuovi strumenti diagnostici, prognostici e terapeutici che consentano di prevedere i risultati delle terapie e di trattare i pazienti in modo più personalizzato. Il nuovo studio potrebbe contribuire a questo processo.

Circa 100 volte più piccoli della sezione trasversale di un capello, i centrioli sono stati definiti come il ​​’cervello’ delle cellule, poiché svolgono ruoli cruciali nella moltiplicazione, nel movimento e nella comunicazione cellulare. Il loro numero e la loro dimensione sono sotto stretto controllo nelle cellule normali, ma dalla loro scoperta, più di un secolo fa, è stato ipotizzato che un aumento anormale del numero di queste strutture possa indurre il cancro.

La squadra di Bettencourt-Dias ha studiato l’incidenza delle anomalie dei centrioli nelle cellule tumorali umane. I ricercatori hanno analizzato a fondo un pannello di 60 linee tumorali umane provenienti da 9 diversi tessuti. I risultati rivelano che le cellule tumorali hanno spesso centrioli ’extra’ e più lunghi, che sono assenti nelle cellule normali. Un elemento che è risultato vero soprattutto nei tumori del seno aggressivi (come il triplo negativo) o nel cancro del colon.

Inoltre, gli scienziati hanno scoperto che i centrioli più lunghi sono anche molto più attivi, il che interferisce nella divisione cellulare e potrebbe favorire la formazione del cancro.

“I nostri dati confermano che il numero e la dimensione in eccesso dei centrioli all’interno delle cellule sono associati a caratteristiche maligne. Questo si potrà sfruttare per classificare i tumori al fine di stabilire la prognosi e predire la risposta al trattamento”, dice Gaelle Marteil, un altro autore dello studio.

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30 Marzo 2018