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Guterres:”Il peggio deve ancora venire”(Altre News)

Coronavirus, Guterres: “Il peggio deve ancora venire”

“Il peggio deve ancora venire” nei Paesi dove sono in corso conflitti. È il monito del segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, che ha rilanciato l’appello a un cessate il fuoco nelle zone di guerra per favorire la lotta contro il coronavirus.

C’è un “urgente” bisogno di pace perché “la tempesta del Covid-19 sta arrivando in tutti i teatri di guerra”, ha spiegato Guterres in un discorso sui risultati ottenuti dopo il suo appello lanciato il 23 marzo. “Il virus ha dimostrato quanto velocemente può attraversare i confini, devastare i Paesi e sconvolgere le vite. E il peggio deve ancora venire”, ha aggiunto Guterres.

Secondo il capo delle Nazioni Unite, “un numero considerevole di parti in conflitto” ha espresso il proprio consenso alla cessazione delle ostilità, in particolare in “Camerun, Repubblica Centrafricana, Colombia, Libia, Birmania, Filippine, Sud Sudan, Siria, Ucraina e Yemen. Ma rimane una distanza enorme tra propositi e fatti”.

Coronavirus New York, quasi 3 mila morti e oltre 100mila casi

Nello stato di New York sono 102.863 i casi confermati di Covid19, 10.482 in più di ieri, mentre il numero dei decessi è salito a 2.935, con un incremento di 562 in 24 ore. Lo ha detto il governatore Andrew Cuomo nella sua conferenza stampa quotidiana, precisando che sono 14.810 i pazienti ricoverati.

“La curva continua a salire, abbiamo oltre 10mila nuovi casi. Abbiamo oltre 14mila persone ricoverate, circa 3700 in terapia intensiva”, ha spiegato Cuomo. “C’è un incremento a New York City e a Long Island e questo preoccupa, perché Long Island non ha strutture ospedaliere come New York”. “Per me -aggiunge- è incredibile che dobbiamo acquistare materiali dalla Cina invece di produrli qui”.

Coronavirus, Corea del Nord: “Qui nemmeno un caso”

La Corea del Nord ritiene che ’’non ci sia una sola persona’’ nel Paese ad aver contratto il coronavirus, affermando di aver messo in atto una strategia di successo, con misure di contenimento rigide e la chiusura dei propri confini. Ma il generale americano Robert Abrams, comandante delle Forze Usa in Corea del Sud, ha detto alla Cnn di ritenere che sia una ’’affermazione impossibile’’ e ’’falsa’’.

Alla Bbc, l’esperto nordcoreano Oliver Hotham, di Nk News, ha detto di ritenere che nel Paese ci siano persone contagiate, ma che i numeri non siano alti. ’’E’ veramente improbabile che non abbia casi perché confina con la Cina e con la Corea del Sud’’, ha detto Hotham, ponendo l’accento in particolare sul ’’commercio al confine e i rapporti economici’’ tra Pyongyang e Pechino. ’’Veramente non posso credere che sia possibile che abbiano evitato’’ i contagi totalmente. All stesso modo ha detto di ritenete ’’improbabile’’ un contagio su larga scala perché ’’hanno preso davvero misure precauzionali presto. Penso che sia possibile che abbiamo prevenuto un’epidemia’’.

La Corea del Nord ha effettivamente reagito molto più rapidamente di altri Paesi nella regione per contenere la diffusione del coronavirus. A fine gennaio ha chiuso i suoi confini e poi ha messo in quarantena centinaia di stranieri a Pyongyang. Durante questo periodo i casi in Cina crescevano in modo esponenziale.

Un rapporto di NK News ha stimato che diecimila persone sono state messi in quarantena in Corea del Nord e cinquecento lo sono ancora. La maggior parte dei nordcoreani ’’sa molto bene’’ quello che sta accadendo, ha detto Hotham alla Bbc, spiegando che ’’c’è una grande copertura mediatica. Praticamente ogni giorno viene dedicata un’intera pagina dedicata agli sforzi messi in atto dal Paese e alla situazione internazionale’’. Anche Fyodor Tertitskiy, ricercatore presso la Kookmin University, ha detto che il Paese sta ’’conducendo una campagna di propaganda per insegnare alla popolazione come comportarsi per prevenire la diffusione del virus”.

Coronavirus, Dombrovskis: “Mes va usato”

“Continuiamo a lavorare al sostegno” ai Paesi più colpiti dalla pandemia di Covid-19 “attraverso il Mes”. Lo dice il vicepresidente esecutivo della Commissione Europea Valdis Dombrovskis, durante una live chat con gli utenti di un social network, a Bruxelles. “Pensiamo – aggiunge – che dovrebbe essere utilizzato nelle circostanze attuali, perché ha capitale versato da parte degli Stati membri, ha capacità di erogare prestiti, quindi dovremmo usarlo per finanziare gli Stati a condizioni favorevoli. E guardiamo anche ad altre opzioni”, conclude.

In merito ai cosiddetti coronabond, Dombrovskis spiega che “esploreremo tutte le opzioni e tutte le risposte possibili. Forse i coronabond attirano molti titoli, ci sono controversie politiche, ma ci sono un certo numero di cose che possiamo fare, che stiamo facendo, che sono in pipeline”. “E sottolinerei molto – aggiunge – il prossimo Mff (il quadro finanziario pluriennale dell’Ue, ndr). Come ha detto la presidente Ursula von der Leyen, questo sarà il nostro piano Marshall per finanziare l’economia europea. Il prossimo Mff partirà l’anno venturo. Dobbiamo assicurarci di avere un bilancio forte, che abbia una forte componente di investimenti, in modo da poter finanziare la ripresa attraverso il bilancio Ue”, conclude.

DALL’EUROPA:Germania, Gran Bretagna, Portogallo, Belgio, Olanda

GERMANIA-Sono più di mille le persone che hanno perso la vita in Germania a causa del Covid-19. Lo ha reso noto il Rober-Koch-Institut, affermando che sono 1.017 le persone decedute in Germania per il coronavirus.E’ invece salito a 79.696 le persone che hanno contratto l’infezione.

GRAN BRETAGNA-Il Regno Unito supera la Cina nel bilancio ufficiale delle vittime da coronavirus. Secondo i dati diffusi dalle autorità sanitarie britanniche, nel Paese sono stati registrati 684 nuovi morti, portando il totale (alle 17 del 2 aprile) a 3.605 decessi. Le cifre ufficiali, diffuse da Pechino, riferiscono di 3.326 vittime da Covid-19 in tutta la Cina. Secondo i dati aggiornati alle 9 di stamattina, nel Regno Unito sono stati registrati 38.168 casi positivi, su un totale di 173.784 persone sottoposte a test.

PORTOGALLO-Sono quasi diecimila i casi di coronavirus in Portogallo, dove lo stato d’emergenza è stato prorogato fino al 17 aprile. Il ministero della Sanità di Lisbona ha confermato un totale di 9.886 casi, 852 in più rispetto a ieri, e il decesso di 246 persone, 37 morte nelle ultime 24 ore. Il premier Antonio Costa ha riconosciuto che il Paese attraversa “la fase più critica” e ha indicato aprile come “il mese a maggior rischio”.

BELGIO-In Belgio prosegue la diffusione del Coronavirus: 1.143 persone sono decedute nel paese a causa del Covid-19, 132 solo nelle ultime 24 ore. I pazienti ricoverati nelle ultime 24 ore sono 578, 377 sono stati dimessi. In tutto sono ricoverate 5.552 persone, 1205 in terapia intensiva. I casi accertati di contagio nelle ultime 24 ore sono saliti di 1422, per un totale di 16770.

OLANDA-Altri 148 morti sono stati registrati a causa del Covid-19 in Olanda nelle ultime 24 ore, facendo salire a 1.487 il numero totale dei decessi dall’inizio dell’emergenza. Lo riferiscono gli ultimi dati diffusi dall’Istituto di salute pubblica (Rivm) olandese, secondo il quale i contagi sono saliti a 15.723, con un ulteriore aumento di oltre mille casi. I pazienti ricoverati in ospedale, inoltre, sono 6.286, 502 in più rispetto agli ultimi dati resi noti. I media olandesi sottolineano come il ’lockdown’ imposto dalle autorità stia rallentando il ritmo dei contagi. La situazione più difficile è sempre nel Nord Brabante, l’area dove sono stati registrati i primi casi di coronavirus.

Coronavirus, c’è l’accordo Berlino-Parigi

Berlino e Parigi proporranno un pacchetto di misure fiscali a breve termine per contrastare gli effetti della pandemia di Covid-19. Lo apprende l’agenzia tedesca dpa, sottolineando che l’accordo potrebbe segnalare che in vista del vertice dei ministri delle Finanze di martedì si sta andando verso un consenso a livello Ue. L’approccio proposto da Germania e Francia si basa su tre pilastri, indicati in un documento visionato dalla dpa.

Per prima cosa, la Banca europea per gli investimenti dovrebbe istituire un fondo di garanzia per aiutare le piccole e medie imprese in cirsi di liquidità con prestiti fino a 50 miliardi di euro. Agli stati membri potrebbe essere chiesto di finanziare il fondo di garanzia per la parte eccedente il budget Ue.

Il secondo pilastro della proposta franco-tedesca riguarda il Meccanismo europeo di stabilità, che dovrebbe estendere una linea di credito per un valore fino al 2 per cento del pil degli stati che vi fanno ricorso. Infine, gli stati membri dovrebbero sottoscrivere uno strumento proposto dalla Commissione europea, del valore di 100 miliardi di euro, destinato alle aziende che devono pagare gli stipendi dei dipendenti che altrimenti verrebbero licenziati.

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Data:

4 Aprile 2020