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HAFTAR APRE AL DIALOGO IN SENO ALL’ONU

Appena cinque giorni fa il Comando generale del sedicente esercito nazionale libico (Lna), guidato dal feldmaresciallo KhalifaHaftar, aveva dichiarato “che tutte le sue forze di terra, navali e aeree stanno partecipando a un grande attacco contro le milizie nei pressi di Tripoli”.
La nuova offensiva, denominata Martire Mohsen al Kani, ha preso posto nella 74ma Assemblea generale dell’Onu a New York, incentrata sulla lotta al cambiamento climatico, accanto allo spinoso dossier iraniano.

cms_14335/1.jpgLa crisi libica è infatti al centro dei pensieri del premier italiano Giuseppe Conte. Nel discorso di mercoledì alle Nazioni Unite il presidente del Consiglio aveva manifestato tutta la sua preoccupazione per l’escalation militare che sta destabilizzando la Regione ogni giorno di più. “È arrivato il momento della pacificazione – aveva affermato il premier – e tutti dobbiamo agire a sostegno dell’azione delle Nazioni Unite. Il primo passo indietro è un cessate il fuoco credibile”. ”Tutti gli Stati membri delle Nazioni Uniti devono rispettare l’embargo delle armi, prevenendo un’escalation dei conflitti in Libia”, aveva poi aggiunto, cercando l’appoggio del presidente Usa Donald Trump per il raggiungimento dei due obiettivi.

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È deplorevole che altri Paesi continuino a interferire” in Libia, ha ribattuto ieri Serraj, tirando in ballo Emirati Arabi Uniti, Francia ed Egitto. E intanto è giunta la reazione del governo di Tobruk.

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Il generale Haftar ha aperto “al dialogo tra i libici” nella notte. Secondo la nota diffusa dall’ufficio stampa del Lna – rimbalzata poi sull’emittente televisiva Al Arabiya – il generale ha riconosciuto “in fin dei conti la necessità di un dialogo e di sedersi intorno allo stesso tavolo per avviare il processo politico”. Secondo l’uomo forte della Cirenaica, “è necessario un dialogo nazionale generale che preservi l’unità nazionale del territorio libico”. La nota afferma che l’Esercito nazionale libico ha “sempre chiesto la pace”, ricordando che negli anni scorsi ci sono effettivamente state delle “trattative per arrivare ad una soluzione condivisa” e realizzare le richieste di sviluppo del popolo libico con “un processo politico democratico, trasparente e sicuro”. Eppure, secondo le forze di Haftar, finora “il processo democratico richiesto dal popolo libico si è sempre scontrato con l’opposizione dei gruppi terroristici e delle milizie armate criminali che controllano la sicurezza e l’economia della capitale”. Per questo motivo “al momento le elezioni sono escluse”. Il Comando generale del Lna ha accolto, inoltre, con favore la notizia dell’incontro ministeriale sulla Libia a margine dell’Assemblea generale ONU su iniziativa di Italia e Francia. Il portavoce delle forze armate, Ahmed al-Mismari, auspica che l’incontro sia positivo e serva gli interessi dei libici nel conseguire sicurezza e stabilità, nonché a promuovere lo sviluppo e la costruzione dello Stato.

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Si è discusso anche dei migranti rimasti bloccati nel Paese. Il presidente della Commissione dell’Unione Africana, Moussa Faki Mahamat, il commissario per gli Affari socialidell’UA, Amira El Fadil, l’alto rappresentante dell’UE per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Federica Mogherini, con l’Alto Commissario ONU per i rifugiati Filippo Grandi e il Direttore Generale della IOM, António Vitorino, hanno discusso dei prossimi passi e delle priorità della Task Force UA-UE-ONU, il sostegno in Libia e le possibilità di ulteriori lavori congiunti. Istituita dall’Unione Africana, dall’Unione Europea e dalle Nazioni Unite a novembre 2017 (a margine del 5° vertice UA-UE ad Abidjan), la Task Force ha l’obiettivo di salvare migranti e rifugiati lungo le rotte migratorie, in particolare all’interno della Libia. Il programma di evacuazione e rimpatrio fino a oggi ha visto oltre 48.000 rimpatri volontari di migranti dalla Libia nei loro paesi di origine, facilitati da IOM e Stati membri dell’Unione africana, nonché oltre 4.000 evacuazioni di rifugiati dell’UNHCR dalla Libia. La Task Force ha accolto con favore, in particolare, l’iniziativa promossa dal Ruanda di istituire un meccanismo di transito di emergenza (ETM), consentendo l’evacuazione delle persone bisognose di protezione internazionale dalla Libia.

Data:

27 Settembre 2019