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“Ho chiesto io il rientro”, parla l’ambasciatore Gatti

“Ho chiesto io il rientro”, parla l’ambasciatore Gatti

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“Sono io ad aver richiesto il mio rientro in Italia il primo marzo per ragioni personali e famigliari. Ogni altra ricostruzione non risponde alla realtà”. E’ quanto ha detto all’Adnkronos l’ambasciatore Stefano Gatti, capo missione italiano a Canberra, a proposito della notizia dal quotidiano “The Australian”, secondo cui sarebbe stato ’richiamato’ a Roma a causa della sua condotta.


Gatti era ambasciatore a Canberra dalla fine di marzo dello scorso anno. Nato a Novara nel 1963 e laureato all’Università Sapienza di Roma in Scienze politiche nel 1988, è entrato in carriera diplomatica nel 1990, ricoprendo incarichi, tra gli altri, a Nuova Delhi, a Bruxelles, New York. Dal 2006 viene distaccato dal ministero degli Esteri presso la Società Expo 2015 dove ricopre il ruolo di General Manager Partecipanti.

E’ uno dei Direttori responsabili della realizzazione del Dossier di Registrazione di Expo Milano 2015 e a inizio 2015 viene anche nominato Direttore Generale di Padiglione Italia. Tra il 2015 e il 2017 è stato uno dei direttori generali incaricati di presiedere alla liquidazione della società pubblica Expo 2015 coordinando lo smantellamento di 65 padiglioni e il recupero di 45 milioni di crediti.

Strasburgo, profanata stele dell’antica sinagoga
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La stele commemorativa dell’antica sinagoga di Strasburgo, che fu distrutta dai nazisti nel 1941, è stata profanata la notte scorsa. Lo ha reso noto il primo vice sindaco della città francese, Alain Fontanel, parlando di “un nuovo atto antisemita in Francia nella nostra città”.

Il 19 febbraio scorso è stato profanato il cimitero ebraico di Quatzenheim, un villaggio di 800 abitanti situato a circa 20 km ad ovest di Strasburgo. “Noi faremo tutto il possibile insieme alle forze di polizia affinché i responsabili vengano arrestati“, ha aggiunto Fontanel su Facebook.

Huawei, Canada avvia iter per estradizione Meng in Usa

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Il governo canadese avvia l’iter per l’estradizione di Meng Wanzhou, chief financial office di Huawei, negli Stati Uniti. Il dipartimento della Giustizia canadese ha emesso l’autorizzazione a procedere sulla base della richiesta presentata da Washington. Meng dovrebbe comparire in tribunale, nel British Columbia, il 6 marzo.

Meng, figlia del fondatore della compagnia, è stata arrestata a Vancouver all’inizio di dicembre e negli Usa è accusata di presunte violazioni delle sanzioni all’Iran, in relazione agli affari della Skycom Tech, una compagnia di Hong Kong legata alla Huawei, di cui è stata direttore per alcuni mesi del 2008.

Quattro bimbi morti in un incendio a Norimberga

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Quattro bambini e una donna sono rimasti uccisi in un incendio a Norimberga. Lo ha reso noto la polizia della città tedesca, aggiungendo che “vi erano in tutto nove persone nell’edificio quando è scoppiato l’incendio, nelle prime ore del mattino”. “Non sappiamo ancora che cosa l’abbia provocato”, ha aggiunto una portavoce.

Tre bambini, di 4, 5 e 7 anni, sono morti nell’incendio, insieme alla donna di 34 anni. La quarta vittima è un bimbo di pochi mesi morto in ospedale. I sopravvissuti sono riusciti ad uscire da soli dall’edificio in fiamme; ora sono ricoverati in condizioni gravi ma non sarebbero in pericolo di vita, secondo quanto riferito dalla polizia.
I vigili del fuoco intervenuti sono riusciti dopo ore a spegnere l’incendio. Riguardo alle cause, la portavoce della polizia ha detto che “al momento non abbiamo indicazioni che facciano pensare ad un incendio doloso, ma stiamo indagando in tutte le direzioni”.

Russi rinunciano a cercare Nardi, arrivano i droni

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Ancora nessuna notizia di Daniele Nardi e Tom Ballard, i due alpinisti dispersi da domenica mentre affrontavano lo Sperone Mummery, sul Nanga Parbat, in Pakistan. Le operazioni di soccorso sono proseguite sul piano organizzativo nella notte in stretto contatto con l’ambasciata italiana, che con il supporto dell’Esercito pakistano sta operando per ottenere tutte le autorizzazioni per far decollare gli elicotteri.

Il piano prevede di prelevare l’alpinista basco Alex Txikon con 3 suoi collaboratori, tra cui un medico, dal campo base del K2 per trasportarli al Campo Base del Nanga e poi in una posizione più vicina alla parete Diamir in direzione del campo 1. Da lì Txikon attiverà tre droni di particolore potenza per il volo in quota e autonomia che perlustreranno tutta la zona dello Sperone Mummery, fino al plateau sovrastante e lungo tutte le ipotetiche vie percorribili dai due alpinisti che si stanno ancora ricercando.

Il team russo al K2 che si era offerto di intervenire , in accordo con l’organizzazione ha deciso di rinunciare a causa del forte rischio valanghe sul Nanga. Meglio dunque procedere alle ricerche con sofisticati sistemi elettronici di sorvolo. Il meteo, seppur peggiorato da ieri è ancora sufficientemente buono per muoversi con gli elicotteri: si stanno attendendo le autorizzazioni al volo dato che lo spazio aereo pakistano è ancora chiuso a causa delle turbolenze militari nelle relazioni tra Pakistan e India. L’Ambasciatore Pontecorvo, scrive lo staff di Daniele Nardi sulla sua pagina Facebook, è in costante contato con lo stato Maggiore dell’Aereonautica pakistana e con l’organizzazione dei soccorsi.

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3 Marzo 2019