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I FRUTTI DELL’ATTESA

Arriva presto quest’anno la Quaresima. Neanche il tempo di riprenderci dalle festività natalizie che subito siamo immersi nel colore viola di questo tempo dell’anno.

Ormai le nostre Quaresime hanno perso il sapore penitenziale di un tempo: le abbiamo annacquate, ridotte a nostra misura, modificate secondo le nostre esigenze, riassunte allo stile di vita del mondo di oggi.

Ora che ho smesso con gli impegni di lavoro, mi capita sempre più spesso di andare al mercato; vedo sui banchi della frutta e della verdura ogni tipo di ortaggio: non c’è più il tempo dei pomodori e delle verze. Si trovano le fragole accanto ai cavoli, le pesche con i broccoli; non si vive più la gioia di assaporare un frutto che dovevi attendere per un anno.

Ricordo che mia madre, al primo assaggio dell’anno di un frutto o di una verdura, mi faceva esprimere un desiderio: era un avvenimento, un momento speciale che andava celebrato. Ora questo non è più possibile. Troviamo le fragole sempre, non occorre aspettarle. Invece, nell’attesa, nella preparazione c’è un grande insegnamento di crescita: ciò che vale merita l’attesa, quindi se l’attesa è piccola cosa, forse ciò che si attende non è una grande cosa.

In questo intruglio che mescola tutto, che alligna il sacro col profano, che rende lecito tutto e tutto relativizza, si staglia la Quaresima che ogni anno ripresenta il cammino della conversione e dell’attesa.

Certo, possiamo lasciarla passare senza approfittare del tempo favorevole al ripensamento della nostra vita, della nostra identità di cristiani, oppure approfittare di questo periodo per riqualificare la nostra fede.

La Quaresima resta, ad ogni buon conto, il tempo di preparazione alla Santa Pasqua: tutto converge a quella fonte di luce che illumina poi ogni giorno dell’anno.

La penitenza richiesta in Quaresima educa all’attesa, al procrastinare una gioia per gustarla più pienamente: è sentire fame per avere fame di Dio, è rinunciare a qualcosa per condividerla con i fratelli. Non ci è chiesto di diventare fachiri, ma persone piene di amore, capaci di mettere al primo posto il bene dell’altro.

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La preghiera proposta dalla Quaresima vuole farci entrare nella relazione vera con Dio, per aprirci al significato profondo della vita.

In questo tempo di penitenza, la preghiera diventa un riflesso della nostra umiltà di fronte alla trascendenza: un mezzo attraverso il quale mettiamo da parte le distrazioni quotidiane e ci immergiamo nel silenzio interiore, ascoltando la voce della nostra coscienza, schiudendoci alla guida divina. L’ascolto, la riflessione e la ricerca interiore alimentano la comprensione più profonda della nostra umanità e della nostra relazione con il sacro.

Nel tempo di Quaresima, la preghiera assume una dimensione penitenziale. Non è solo un momento di richiesta di perdono, ma anche di impegno a cambiare, a crescere spiritualmente, a trasformarsi, un’opportunità per superare le debolezze umane e per avvicinarsi a una visione più elevata di se stessi.

Durante la Quaresima la preghiera ci aiuta a mettere in discussione la nostra vita quotidiana, a riconsiderare le nostre priorità, a concentrarci su ciò che è davvero importante. E’ un atto di consapevolezza, una pausa nella frenesia della vita moderna per riflettere sul significato più profondo della nostra esistenza, un momento di solidarietà e compassione. Ci uniamo spiritualmente agli altri, consapevoli delle sfide che ognuno affronta nel proprio cammino. L’atto di preghiera diviene un viaggio interiore, un’esperienza appassionante che ci guida attraverso la penitenza, la trasformazione e la connessione spirituale. È un invito a guardare dentro noi stessi, a riconsiderare le nostre scelte, a crescere nella consapevolezza della nostra relazione con il divino e con gli altri esseri umani.

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Possiamo mangiare sempre fragole, anche in dicembre, ma certo a maggio e giugno sono meravigliose: è il loro tempo, la loro stagione.

La Quaresima ci parla di una stagione adatta alla conversione: le celebrazioni liturgiche, le letture della Santa Messa, gli appuntamenti di preghiera, gli impegni nella penitenza (i famosi fioretti dei bambini) aiutano a riscoprire la nostra realtà di battezzati.

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Lasciamo ai banchi della frutta la confusione delle stagioni, noi sappiamo approfittare di questo tempo per risvegliarci alla fede.

Data:

15 Febbraio 2024