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I NONNI: I SUPEREROI DELLA SOCIETÀ CONTEMPORANEA

Nella società attuale i nonni e le nonne non sono più ancorati all’immagine stereotipata di anziani che, tremolanti su un bastone, vanno a comprare il giornale o sedute su vecchie sedie a dondolo lavorano all’uncinetto o che ancora trascorrono gran parte del tempo in cucine accoglienti, sfornando dolci e ciambelle per i loro piccoli. No. I nonni sono oggi un saldo punto di riferimento per i nipoti. In Italia, secondo i dati raccolti dall’Istat, sono 11 milioni e 500mila pari al 33,3% della popolazione. Le nonne sono più degli uomini cioè il 37,5%. Anche grazie all’allungamento della vita media, sono dunque molto più numerosi di quanto non fossero 30 anni fa.

Oggi i nonni indossano jeans, curano il corpo e l’abbigliamento, conducono una vita dinamica, si tingono i capelli di qualsiasi colore dell’arcobaleno e spesso continuano a lavorare o si dedicano a un hobby, quale ad esempio la pittura o la stesura di romanzi. Tutto ciò fa si che anche i rapporti con i nipoti siano improntati a minori serietà e austerità, nonché a un maggior dinamismo. Sono coloro che si occupano principalmente dei nipoti in una società in cui entrambi i genitori, spesso per esigenze lavorative, trascorrono numerose ore fuori casa.

Nel caso in cui i genitori siano separati essi garantiscono la continuità familiare e diventano dei punti di riferimento essenziali.

I nonni esistono in una grande varietà di forme, di rughe, di linguaggi, di abiti, di colore della pelle, ma dentro hanno tutti lo stesso amore.

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Talvolta più dei genitori sono aperti alle novità, flessibili consiglieri, fedeli alleati ed amici. Sono coloro ai quali i nipoti riconsegnano, con una sorta di magia, la giovinezza. In un’indagine di Federanziani è emerso che le cure dei nonni ai nipoti permettono di far risparmiare ai genitori ben 24 miliardi.

Negli ultimi tempi a seguito dell’incremento di diversi episodi di violenza e di terrorismo si sono mostrati dei veri supereroi. Come nel caso delle ultime stragi. L’8 luglio 2015 a Sidney in Australia un passeggino con un bambino di 18 mesi è finito accidentalmente sui binari. Il nonno di 65 anni, lanciandosi su di essi, poco prima dell’arrivo del convoglio, lo ha salvato.

Poi c’è nonna Donata che durante la strage ferroviaria del 12 luglio scorso in Puglia, ha dato la vita per salvare quella del piccolo Samuele, scampato alla morte perché protetto nel suo amorevole abbraccio. Quella sensazione la custodirà sempre nel cuore, scaldato dall’amore incondizionato del suo angelo che dall’alto lo guiderà.

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A seguito della terribile strage del 14 luglio 2016 sulla Promenade des Anglais a Nizza, nella stanza 5029 al primo piano dell’ospedale Pasteur, è ricoverato un signore di 71 anni dagli occhi chiari e dall’aspetto gentile di nome Gaetano Moscato, a cui è stata amputata una gamba. Egli parla dei tempi in cui lavorava ad Ivrea presso l’Olivetti. È felice di trascorrere il resto dei suoi con la gamba amputata fin sopra al ginocchio perché quella menomazione gli ricorderà sempre il salvataggio dei suoi nipoti. Racconta: “Quando ho visto arrivare quel camion sul marciapiede, ho creduto che al volante vi fosse un ubriaco. Non ho avuto il tempo di pensare, ma ho subito spinto i miei nipoti verso il lato esterno del marciapiede. Ho tentato di buttarmi dall’altra parte ed eccomi qui”. Oltre alla gamba sinistra anche la caviglia destra è stata colpita dal camion e ovviamente non è in buone condizioni. È orgoglioso di ciò che ha fatto. In quella tragica sera si erano appena conclusi i fuochi di artificio per i festeggiamenti del 14 luglio e Gaetano stava tornando verso casa, con i nipoti Filippo, Matilde e Alijah, All’improvviso quel maledetto camion è piombato su di loro, accelerando la corsa e puntandoli come fossero birilli da buttare giù.

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Tra gli unici a rimanere in piedi Filippo, 12 anni, che alla vista del nonno in quelle condizioni, col piede sinistro in mano e il resto delle gambe come un impasto di color rosso sangue, corre da lui, si toglie il giubbotto e glielo appoggia sotto la testa. Disperato si mette a urlare e corre dall’altra parte della strada per tentare di fermare un’autoambulanza. Chiede a un passante una cintura per fermare l’emorragia e la stringe intorno al moncone. In quella tragica sera dove dappertutto vi è sangue, si odono lamenti e urla di dolore, Alijah, 16 anni, va a Nizza solo per le vacanze estive. Cerca disperatamente un’ambulanza, ma l’infermiere le risponde che deve soccorrere le persone più gravi e le butta una borsa piena di farmaci e di garze. Lei si ricorda del corso di primo soccorso fatto nella sua città nel North Carolina e tirando fuori stecche e garze blocca la caviglia la fratturata di Matilde Massardi una ragazzina di 14 anni. Ora Alijah è sotto shock e ricorda soltanto il tir guidato da Mohamed Lahouaiej Bouhlel che ha travolto 286 persone, uccidendone 84. Ora Gaetano Moscato, il supereroe non si preoccupa più del suo arto amputato e a tutti i feriti trasmette una grande forza. Ciò che conta per lui è di aver salvato la vita dei suoi nipoti, le sue gemme preziose e al saperli vivi, il volto gli si illumina di un grande sorriso. Un sorriso che solo un Nonno sa regalare.

Data:

23 Luglio 2016