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I nostri animali. Vaccinarli o no?

I vaccini per gli animali, ormai prassi comune, sono un argomento controverso nel mondo scientifico.

Stimolano la produzione di anticorpi protettivi da parte dell’organismo, conferendogli una resistenza specifica nei confronti di una determinata malattia.

L’entusiasmo ci ha portato a farne un uso-abuso ricorrente, anche per quanto riguarda gli animali domestici.

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Negli ultimi anni si è cominciato a porre una maggiore attenzione a quelli che sembrano essere gli effetti collaterali di una sconsiderata somministrazione. In realtà sono ancora pochi i veterinari che fanno firmare un consenso informato, spiegando ai proprietari i rischi ai quali si va incontro dopo una vaccinazione. Vaccinare i nostri amici animali significa agire sul loro sistema immunitario e condizionarne la loro vita futura.

Il dottor Alessandro Prota, veterinario olistico, spiega nel suo sito web quanto sia importante verificare se il sistema immunitario dell’animale è pronto a ricevere o meno l’eventuale siero.

In realtà questa dovrebbe essere la prassi anche per quelli destinati all’uomo. Ma quante volte viene fatto?

Vaccinare il cucciolo in età precoce può predisporlo all’alterazione del sistema immunitario. Farlo troppo presto non ha senso: in circolo ci sono ancora gli anticorpi materni che impediscono al farmaco di fare effetto. I sistemi immunitari di cani e gatti raggiungono la piena maturità intorno ai sei mesi di età.

Un’accurata visita clinica e un emocromo possono bastare per capire se è il momento giusto per procedere, ma ci sono circostanze in cui gli animali non dovrebbero essere vaccinati, come in presenza di un’allergia, una patologia autoimmune o qualsiasi disfunzione.

Lo stesso vale per i richiami annuali, che solitamente vengono somministrati senza eseguire preventivamente un test sierologico, utile per valutare la risposta anticorpale della precedente somministrazione, che arriva ad avere una validità anche di sette anni per alcuni tipi.

La ripetizione ravvicinata oltre che inutile, potrebbe rivelarsi infatti dannosa. In caso di congiuntivite, febbre alta o irascibilità è preferibile non effettuare il richiamo. Le conseguenze di una vaccinazione possono presentarsi anche a distanza di mesi. “Ci sono prove che alcuni vaccini – si legge nella rivista ufficiale dell’AVMA del 1995 – producano immunità oltre l’anno. In effetti secondo le ricerche non esiste alcuna prova che molte delle vaccinazioni annuali siano necessarie e la protezione in molti casi potrebbe durare per tutta la vita dell’animale”.

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Chaterine O’Driscoll è la fondatrice del Canine Health Concern un’associazione che si occupa del problema dell’ipervaccinazione, promuovendo la diffusione della ricerca indipendente e dell’informazione. Nel suo libro “Shock al sistema”, propone risultati di studi scientifici sulle reazioni avverse e le patologie indotte.

Risulta interessante la citazione sul rapporto annuale del Comitato dei Medici Veterinari Americani (AVMA) dove si afferma che “la raccomandazione di rivaccinare annualmente, che si trova spesso scritta su molti foglietti illustrativi di diversi vaccini, è basata su un precedente storico e non su dati scientifici”.

Un altro passaggio del libro di C. O’Driscoll evidenzia: “le attuali conoscenze sostengono l’affermazione che nessun vaccino è sempre sicuro, nessun vaccino è sempre protettivo e nessun vaccino è sempre indicato”. Tra i rischi avversi ci sono: mancata immunizzazione, anafilassi, immunosoppressione, infezioni transitorie e /o condizioni a lungo termine di portatore infetto.

Un altro problema riguarda la composizione del siero in cui si rilevano tracce di metalli pesanti che vanno eliminate. La natura ci mette a disposizione erbe molto efficaci per la depurazione, senza causare effetti collaterali. Cosa che farebbero anche da soli in nostri amici pelosi se vivessero in natura e potessero reperire le piante necessarie alla loro salute.

La correlazione tra vaccini e cancro non è il frutto di una teoria fantasiosa, ma la risultanza di una serie di evidenze che si sono registrate nei gatti. Non sono pochi i casi di sarcomi apparsi nel sito di inoculazione.

Anche l’epilessia, quale sintomo di encefalite, può essere causata dai vaccini.
E allora?

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Valutiamo senza pregiudizi l’utilizzo per i nostri animali domestici di rimedi omeopatici molto efficaci che possono e devono affiancarsi alle cure tradizionali. Soprattutto per quanto riguarda la prevenzione. Esistono vaccini molto efficaci nell’omeopatia. Naturalmente, sempre consultando un veterinario esperto.

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Data:

16 Gennaio 2017