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I POMPIERS (IV^ PARTE)

Ernest Meissonier (1815-1891) è stato un pittore e scultore classico francese famoso per le sue raffigurazioni di Napoleone III, rappresentandone l’esercito e le battaglie.

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Ernest Meissonier -Napoleone III alla battaglia di Solferino -1863- Museo d’Orsay

Meissonier ebbe un grande successo in vita, era ammirato per la sua maestria e per la precisione nei minimi dettagli e le sue opere erano assai costose, tuttavia forse anche a causa della sua bravura, fu criticato sia da Degas, che lo definì il “gigante dei nani” e i nani ovviamente erano gli artisti dell’arte Pompier, sia da Baudelaire che consigliava ai visitatori del Salon di fornirsi di una lente di ingrandimento, pappagallando il critico d’arte Ruskin.

Meissonier fu assegnato da Napoleone III allo stato maggiore imperiale e lo accompagnò anche durante la campagna in Italia all’inizio della guerra nel 1870.

Nel dipinto l’imperatore Napoleone III a Solferino, Meissonier impiegò più di tre anni per completarlo e in questo caso fu veloce perché l’artista era talmente ossessionato dalla precisione storica e pittorica che a volte gli occorrevano più di dieci anni per terminare l’opera.

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Ernest Meissonier -1814 Campagna di Francia-1864- Museo d’Orsay

In uno dei suoi dipinti più famosi, la Campagna di Francia del 1814, questa sua tecnica eccelsa appare in tutta la sua bellezza, che non è solo fotografica, emana il sentore della disfatta, l’amaro ricordo delle tante vittorie, che non torneranno più per Napoleone, che appare infatti sconsolato mentre marcia alla testa dell’armata in rotta in un paesaggio desolato, in cui fango e nevischio si mescolano diventando poltiglia giallastra, il dipinto fu realizzato nel 1864.

Nel suo autoritratto, Meissonier appare maestoso e stanco, come un vecchio profeta, con la mano appoggiata alla tempia come gesto di malinconia, chissà se antica e pensosa come quella di Dürer o prefiguratrice di quella inquieta di Munch.

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Ernest Meissonier- Autoritratto-1889- Museo d’Orsay

Dopo aver visto, in maniera molto veloce, Meissonier, passo a scrivere qualcosa su Jean-Léon Gérôme (1824- 1904) pittore e scultore assai famoso in vita, dall’aspetto autorevole, con baffi imponenti e cipiglio severo, che si oppose al movimento impressionista, continuando anche lui col Neoclassicismo accademico.

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Jean-Léon Gérôme -Betsabea al suo bagno-1889

Si distinse alle varie Esposizioni Universali a cui partecipò e alla fine del XIX divenne professore all’École des beaux-arts e vi restò per quasi quarant’anni, tra i suoi studenti coi quali era molto severo, uscirono migliaia di artisti.

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Jean-Léon Gérôme- Combattimento fra galli- 1846- Museo d’Orsay- Parigi

È considerato uno dei più famosi artisti francesi del suo tempo, ma dopo aver goduto di notevole successo e notorietà durante la sua vita, la sua ostilità verso le avanguardie, principalmente verso gli impressionisti, lo farà cadere nell’oblio subito dopo la sua morte… come pure accadde agli altri Accademici che sto presentando in questa piccola serie di articoli sull’arte Pompier.

Gérôme fu avverso ai nuovi pittori en plein air ma non in modo malevolo, pensava solo che fosse indispensabile un grande studio: “Non è per il fatto che Manet non abbia mai studiato o insegnato in quella scuola, ma è per il fatto di avere scelto di essere l’apostolo decadente di una moda: l’arte del frammento. Da parte mia, io sono stato scelto dallo Stato per insegnare la grammatica dell’arte ai giovani studenti… di conseguenza non credo che sia giusto offrire loro un modello estremamente arbitrario e sensazionale del lavoro di un uomo, che, pur dotato di rare qualità, non è capace di farla crescere.”

E ancora: “Ah! Queste persone credono di dipingere la natura, la natura in modo ammirevole in tutte le sue manifestazioni! Che pretesa! La Natura non è per loro! Questo Monet, vi ricordate le sue cattedrali? Quell’uomo sapeva dipingere! Sì, ho visto cose buone fatte da lui, ma ora!”

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Jean-Léon Gérôme -La danza dell’almée-1863

Mostrò un gran talento fin da giovanissimo; divenne allievo del pittore Paul Delaroche, che accompagnò in Italia qualche anno dopo.

Al suo ritorno dall’Italia si fece conoscere al Salon del 1847 con il dipinto Giovani greci assistono a un combattimento di galli, tela che già illustrava la sua cura dei dettagli e il suo prezioso colorismo, per il quale ricevette la medaglia d’oro.

Gérôme fece parecchi viaggi, in Turchia, sulle rive del Danubio e in Egitto, riempiendo i suoi taccuini di numerosi disegni, che saranno la base per molti suoi lavori che colgono vari aspetti della vita orientale, sia donne all’harem, odalische, incantatori di serpenti o le preghiere dei musulmani sul tappetino volti verso la Mecca.

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Jean-Léon Gérôme – Preghiera al Cairo-1865- Hamburger Kunsthalle- Amburgo

Morì a Parigi, all’età di settantanove anni e fu sepolto nel Cimitero di Montmartre.

La sua cameriera lo trovò morto in una piccola stanza vicino al suo atelier, steso a terra con presso ai piedi un suo dipinto che raffigurava la Verità.

Negli ultimi anni della sua vita Gérôme dipinse almeno quattro dipinti della Verità nuda: buttata in un pozzo, dentro, sul fondo o mentre usciva, tema che deriva da un aforisma del filosofo greco Democrito: “In verità nulla sappiamo, giacché la verità sta in fondo al pozzo.”

Dal dipinto di Gérôme, sembra proprio che la verità quando riesca a venire fuori, sia piuttosto arrabbiata e fustigatrice.

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Jean-Léon Gérôme -La Verità che esce dal pozzo- 1896-Museo d’arte e d’archeologia Anne de Beaujeu

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Le puntate precedenti ai link:

https://www.internationalwebpost.org/contents/I_POMPIERS_(I%5E_PARTE)_28192.html#.Y3imcnbMKUk

https://www.internationalwebpost.org/contents/I_POMPIERS_(II%5E_PARTE)_28360.html#.Y4JmrnbMKUl

https://www.internationalwebpost.org/contents/I_POMPIERS_(III%5E_PARTE)_28462.html#.Y4uQknbMKUk

Data:

5 Dicembre 2022