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I RIFIUTI URBANI PRODOTTI NELLE REGIONI ITALIANE

cms_33797/istat-logo.jpgL’Istat calcola il valore dei rifiuti urbani prodotti nelle regioni italiane.

I dati sono disponibili nel periodo tra il 2010 ed il 2021 nelle regioni italiane.

Ranking delle regioni italiane per valore dei rifiuti urbani prodotti nel 2022. L’Emilia Romagna è al primo posto per valore dei rifiuti urbani prodotti nel 2021 con un valore pari a 641 unità, seguita dalla Valle d’Aosta con un ammontare di 600 unità e dalla Toscana con un ammontare di 598 unità. A metà classifica vi sono il Friuli Venezia Giulia con un valore pari a 501 unità, seguito dal Piemonte con un valore pari ai 500 unità e dal Veneto con un valore pari a 487 unità. Chiudono la classifica la Calabria con un valore di 408 unità, seguita dal Molise con un valore di 383 unità e dalla Basilicata con un valore di 356 unità. In media le regioni italiane hanno prodotto un valore di rifiuti urbani pari a 494,25 nel 2022.

Ranking delle regioni italiane per variazione del valore dei rifiuti urbani tra il 2010 ed il 2021. Il Trentino Alto Adige è al primo posto per variazione del valore dei rifiuti urbani tra il 2010 ed il 2021 con un ammontare pari a +1,81% corrispondente ad una variazione da un ammontare di 496 unità fino ad un valore di 505 unità. Segue il Friuli Venezia Giulia con una crescita dei rifiuti urbani prodotti corrispondente ad un valore dello +0,8% ovvero da un ammontare di 497 unità fino ad un valore di 501 unità. Al terzo posto la Campania con una riduzione del valore percentuale dei rifiuti urbani corrispondente ad un ammontare di -1,26% ovvero da un valore di 478 unità fino ad un valore di 472 unità. A metà classifica troviamo la Lombardia con un valore pari a i-6,07% corrispondente ad una riduzione da un ammontare di 511 unità fino ad un valore di 480 unità. Segue la Basilicata con una variazione corrispondente a -6,56% ovvero da un valore di 381 unità fino ad un valore di 356 unità. Segue l’Emilia Romagna con una riduzione corrispondente ad un valore del -6,97% corrispondente ad una variazione da 689 unità fino ad un valore di 641 unità. Chiudono la classifica, la Calabria con una riduzione pari ad un ammontare di -13,92% corrispondente ad una variazione da un ammontare di 474 unità fino ad un valore di 408 unità. Segue l’Umbria con una variazione corrispondente a -15,25% corrispondente ad una variazione da un ammontare di 610 unità fino ad un valore di 517 unità. Chiude la classifica il Lazio con una riduzione dei rifiuti prodotti corrispondente ad una riduzione di -17,92% pari ad una riduzione da un ammontare di 614 unità fino ad un valore di 504 unità. Tra il 2010 ed il 2021 il valore dei rifiuti urbani prodotti è diminuito in media di un ammontare pari al 7,6% ovvero da un ammontare di 535 fino ad un valore di 494 unità.

I rifiuti urbani prodotti nelle macro-regioni italiane tra il 2010 ed il 2021. Il valore dei rifiuti urbani prodotti è diminuito in tutte le macro-regioni italiane tra il 2010 ed il 2021. Nello specifico tale valore è diminuito nel Nord per un ammontare pari a -4,80%, nel Nord-Ovest per un ammontare di -5,93%, Nord-Est con un valore pari a -3,35%, Centro con un valore pari a -13,94%, Mezzogiorno con una variazione pari a -7,85%, Sud con -6,75%, e Isole con un valore pari a -9,57%. Pertanto nonostante le regioni del Sud hanno un livello di produzione di rifiuti urbani sicuramente inferiore rispetto al livello delle regioni del Centro e del Nord, ne deriva che il valore di tale variabile è diminuito in tutte le macro-regioni italiane.

Clusterizzazione con algoritmo k-Means ottimizzato per il coefficiente di Silhouette. Di seguito presentiamo una clusterizzazione con algoritmo k-Means ottimizzato con il coefficiente di Silhouette. Vengono individuati quattro clusters ovvero:

  • Cluster 1: Lombardia, Abruzzo, Veneto, Piemonte, Friuli Venezia Giulia, Sicilia, Puglia, Sardegna, Trentino Alto Adige, Campania;
  • Cluster 2: Emilia Romagna, Toscana, Valle d’Aosta;
  • Cluster 3: Molise, Basilicata, Calabria;
  • Cluster 4: Lazio, Umbria, Liguria, Marche.

Dal punto di vista della metrica possiamo notare la presenza del seguente sistema C2>C4>C1>C3. Dalla clusterizzazione possiamo notare che le regioni del centro tendono ad essere caratterizzate da elevati livelli di produzione di rifiuti urbani. Mentre le regioni del Nord e del Sud, con eccezione dell’Emilia Romagna e della Valle d’Aosta, tendono ad avere dei livelli di produzione di rifiuti urbani inferiori rispetto alle regioni del Centro Italia.

Conclusioni. Il valore della produzione dei rifiuti urbani è diminuito in tutte le regioni e macro-regioni italiane. Le regioni del Centro tendono ad essere caratterizzate da elevati livelli di produzione di rifiuti urbani insieme con l’Emilia Romagna e la Valle d’Aosta. Apparentemente non vi sono delle motivazioni di carattere socio-economico che potrebbero giustificare il fatto che in alcune regioni vi sia un livello molto alto di produzione di rifiuti urbani rispetto ad altre. Forse l’unica eccezione potrebbe essere fatta per il Lazio poiché ospita la città più popolosa d’Italia allora potrebbe avere una maggiore produzione di rifiuti urbani. Considerazioni simili possono essere fatte per esempio per l’Emilia Romagna che è caratterizzata da una fitta rete di città abbastanza popolate. Difficile invece individuare una motivazione per gli elevati livelli di produzione di rifiuti urbani nella Valle D’Aosta, poiché si tratta di una regione scarsamente popolata con dei centri urbani assolutamente trascurabili dal punto di vista strettamente demografico. Ne deriva che è assai probabile che la produzione di rifiuti urbani sia dovuta soprattutto a questioni di tipo comportamentale e culturale piuttosto che a motivazioni economiche-sociali. Tuttavia, è certamente un fatto positivo che il valore della produzione di rifiuti urbani sia diminuito in tutte le macro-regioni italiane tra il 2010 ed il 2021. In questo senso un ruolo positivo potrebbe essere stato giocato sia dalla raccolta differenziata sia dal cambiamento di orientamento della popolazione sempre più sensibile nei confronti delle questioni ambientali e dell’economia circolare.

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Data:

6 Marzo 2024