Traduci

I VINI PASSITI

Siamo in un periodo in cui ci ritroviamo la casa invasa da panettoni, pandori e dolci di varie tipologie, frutto di acquisti, regali, doni ricevuti dai nostri ospiti e così via… E’ il momento di dare ulteriore sfogo ai piaceri della tavola andando a creare quegli abbinamenti che tanto piacciono in questo periodo, perché in un qualche modo abbiamo bisogno di dolcezza e ben venga se proviene dal nostro palato così sempre incline a dare giudizi di piacevolezza o meno.

cms_32988/quali-cibi-abbinare-al-vino-passito.jpg

Prendiamo i nostri dolci e giochiamo con essi cercando di scoprire particolarità che mai avremmo pensato di poter trovare in un prodotto dolciario e lo faremo andando ad abbinare un vino le cui uve, prima di essere vinificate, vengono sottoposte per un periodo di tempo più o meno lungo ad appassimento, cioè a una riduzione o eliminazione dell’acqua dall’acino. Si ottiene in tal modo un vino con tendenza dolce e di buona gradazione alcolica che, per sua proprietà organolettica, ben si sposerà al nostro dolce, andando a rinforzare la piacevole sensazione che ci donano gli zuccheri presenti, donando altresì, struttura, complessità e rigorosa compostezza.

cms_32988/uva-da-sciacchwe-x-int.jpg

Sul nostro territorio insistono diverse tipologie di vino passito, dal più conosciuto e famoso “Passito di Pantelleria” in Sicilia, al “Picolit” tipico della regione Friuli Venezia Giulia, passando per il “Recioto” in Veneto, oppure il più storico e conosciuto “Vin Santo” in Toscana. In Romagna troviamo l’”Albana di Romagna”, mentre in Umbria abbiamo il “Sagrantino Passito”. Nel Lazio il “Cannellino di Frascati” la fa da padrona, mentre la Puglia si presenta con il rinomato “Moscato di Trani”. La Calabria ci dona il “Moscato Passito di Saracena”. Attraversiamo lo stretto e torniamo in Sicilia dove ci vengono incontro lo “Zibibbo Passito” e la “Malvasia delle Lipari”.

cms_32988/differenza-tra-vino-liquoroso-e-passito.jpg

Tutti questi vini presentano una particolarità. La loro produzione non è facile; bisogna attendere del tempo ulteriore oltre alla vendemmia classica, con il rischio che il risultato non sia dei migliori. I Produttori che decidono di dar vita a questi vini sono considerati dei pionieri poiché molteplici sono le difficoltà che possono incontrare. Ma questo è anche il bello del nostro Paese. Persone semplici che dalle loro mani sprigionano capolavori in una simbiosi continua con il territorio e la natura circostante.

cms_32988/0.jpgQuando apriamo una bottiglia, non ci rendiamo conto delle fatiche che i Produttori affrontano per regalarci il loro prodotto ma posso assicurare, avendo vissuto molti anni a contatto con questi Produttori, che non è tutto oro quel che luccica, anzi a volte sconforto, stanchezza e problematiche varie fanno ripensare alle scelte adottate; ma i Produttori hanno una forza di volontà che va oltre le aspettative classiche, sembra quasi una continua sfida nel domare la natura. Ben venga se questi sono i risultati che ognuno di noi può apprezzare nel proprio calice, e allora, tagliamo una fetta di panettone, pandoro o altri dolci della tradizione locale e assaporiamo i profumi che si generano davanti al nostro olfatto, poi alziamo il calice con il nostro passito, facciamoci colpire dai profumi e socchiudiamo per un momento gli occhi, mentre portiamo al palato la nostra fetta scelta degustiamo il passito, sorseggiandolo a più riprese. La sensazione che avremo sarà dettata da un insieme di piaceri che si daranno forza l’un l’altro donandoci emozioni di cui abbiamo sempre bisogno per sentirci al centro del nostro mondo. Sarà un percorso inusuale ma dal quale non torneremo indietro.

Buona degustazione.

Autore:

Data:

2 Gennaio 2024