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IL BARI PERDE ANCORA IN QUESTA “MALEDETTA PRIMAVERA”

Era il 1981 quando Loretta Goggi intonava, al festival di Sanremo, Maledetta Primavera. Eppure, per il Bari e per i suoi sostenitori, questa canzone sembra, quanto mai, di grande attualità. Già, perché in questa primavera il Bari ha conquistato appena 4 punti in 7 partite (una vittoria, un pareggio e cinque sconfitte, Trapani compreso) dilapidando un patrimonio costruito da Colantuono & company in poco più di due mesi (dal 13 novembre, Bari Spezia 1-1 al 27 febbraio, con Bari Brescia, 2-0) che aveva fruttato 27 punti in 15 gare, con 7 vittorie, 6 pareggi e 2 sconfitte. Una incredibile serie positiva che aveva addirittura fatto accarezzare il sogno della promozione diretta. Poi, l’amaro risveglio con l’uscita dai play-off e il rischio di una stagione fallimentare che diventa sempre più concreto. Ma il tecnico del Bari, Colantuono la pensa diversamente.

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Nonostante il momento di difficoltà, io ci credo. Ora, però, dobbiamo concentrarci solo su queste 5 partite che restano da giocare perché abbiamo tutte le chances per restare attaccati alla zona playoff. Questa stagione può ancora dire qualcosa perché siamo vivi e perché stiamo ad un punto dall’ottavo posto.

In effetti, la matematica non condanna ancora il Bari che si trova a 50 punti con Novara e Salernitana, ad un solo punto dall’ottava posizione occupata da Entella e Carpi (51). E’ giusto, in tal senso, provarci fino alla fine. Ma qualcosa dovrà pur cambiare perché questo Bari, nel frattempo, ha iniziato una pericolosa parabola discendente. Si tratta, infatti, della terza sconfitta consecutiva e la quarta nelle ultime cinque gare. Ma ciò che più preoccupa è il morale dei calciatori.

La mia paura è che la squadra possa andare in depressione – continua mister Colantuono nel dopo gara – e, anche oggi, contro il Verona, alcuni errori sono stati determinati dalla voglia di fare bene davanti al proprio pubblico e di uscire da questa situazione. Sono momenti, però, che vanno vissuti con freddezza”.

Colantuono, ancora in emergenza per l’indisponibilità di Romizi, Brienza, Raicevic e Floro Flores, prova il 4-4-1-1 con Martinho alle spalle di Maniero e schiera Micai; Sabelli, Moras, Tonucci, Daprelà; Furlan, Fedele, Greco, Galano; Martinho e Maniero. Il Verona, invece, con il 4-3-3, scende in campo con Nicolas; Romulo, Ferrari, Bianchetti, Souprayen; Zuculini, Fossati, Bessa; Luppi, Pazzini e Siligardi.

Il primo tempo (fino al vantaggio scaligero) scorre su un binario di perfetto equilibrio, ad eccezione di un lungo e sterile possesso palla da parte degli ospiti che produce solo un colpo di testa di Pazzini.

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Poi, al 35’, arriva la rete del solito Pazzini, che conferma le sue doti di rapinatore d’area e che, di fatto, segna l’inizio di una nuova gara. Il vantaggio veronese, infatti, scuote il Bari che reagisce immediatamente. Daprelà mette in area un delizioso pallone che Furlan colpisce di testa, ma Nicolas si distende e nega il gol del pareggio. Nei primissimi minuti della ripresa il Bari sembra diverso e più determinato. Il Verona rimane in 10 per il doppio giallo a Ferrari e i biancorossi spingono in maniera confusa, ma con maggior veemenza alla ricerca del pareggio. Tuttavia, tiri nello specchio della porta non se ne vedono. Aumenta il nervosismo da una parte e dall’altra. Fioccano altri cartellini gialli e viene espulso anche il tecnico gialloblu, Pecchia. Colantuono, allora inserisce forze fresche. Dentro Parigini al posto di un bravo Martinho e, qualche minuto dopo, inserisce anche il giovanissimo attaccante, Portoghese, al posto di Daprelà. Ma la situazione non cambia. Il Verona si abbassa e resta compatto, gestisce la palla cercando di addormentare il gioco e sfrutta le ripartenze. Così, arriva anche la seconda rete del Verona, al 78’, con Zuculini in mischia. E’ notte fonda al San Nicola. Entra anche Macek al posto di Greco, ma è il Verona che sfiora in un altro paio di occasioni il terzo gol, negato, peraltro, dal bravo Micai.

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Inizia, così, negli ultimi minuti, la contestazione dei tifosi della curva Nord che espongono uno striscione con la scritta “Vergognatevi”!

I tifosi sono stati eccezionali – termina Colantuono – e li capisco. Hanno incitato la squadra fino alla fine e poi, negli ultimi dieci minuti, si sono giustamente arrabbiati. Ora bisogna rimettersi in moto. Abbiamo qualche limite, qualche difficoltà, questo è evidente, ma anche un po’ di sfortuna per aver perso diversi calciatori, tra cui Brienza, proprio in questo periodo. Non mi aspettavo di avere tutti questi infortunati tra i nuovi arrivati. Esonero? Non c’è stato alcun esonero. Se avessi notato qualcosa mi sarei tolto di mezzo tranquillamente io”.

Il Verona, dunque, vince meritatamente, dimostrando di avere qualità in mezzo al campo, maggiore compattezza e una buona capacità nella gestione della palla e nell’interpretazione della gara. E’ in netta ripresa e lo testimoniano i risultati delle ultime 10 gare dove ha conquistato 19 punti (5v 4p e 1s) e, nelle ultime 5 trasferte, ben 11 (3v e 2p). E’ una squadra costruita per vincere il campionato e l’attuale secondo posto conferma la bontà del progetto veneto.

Per il Bari, invece, dopo la resa interna con il Verona (terza sconfitta casalinga dopo Cittadella e Benevento), diventa più difficile, a cinque giornate dal termine, recuperare punti. La 37ma giornata di campionato dice, infatti, che probabilmente, cinque squadre, tra cui il Bari, si giocheranno solo l’ultimo posto disponibile. Per questo, ora, è davvero vietato sbagliare.

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Data:

23 Aprile 2017