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IL BARI TORNA ALLA VITTORIA (2-1) E RISALE AL 4° POSTO IN CLASSIFICA

Nel momento più delicato della stagione, il Bari torna alla vittoria dopo un digiuno che durava dal 13 dicembre 2015 (vittoria in casa con il Perugia per 1-0). Batte, al San Nicola, un buon Vicenza (reduce da due vittorie consecutive e ottimamente rinforzato), con il risultato di 2-1 e si ricandida, prepotentemente, per un posto nella zona play-off.

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Ma è, anche, la prima vittoria del neo tecnico, Andrea Camplone: Sono contento per la vittoria – ha dichiarato nel post partita – che fa bene al morale di tutto l’ambiente. Abbiamo giocato bene per un’ora e siamo stati propositivi”.

Ma è stata una partita tutt’altro che facile, considerando le importanti assenze di Gemiti, Valiani, Gentsoglou, Sabelli (ormai in forza al Carpi) e Sansone (lasciato, all’ultimo momento, in tribuna). Camplone, allora, schiera, con il consueto 4-3-3, Contini e Donkor sulle fasce e il giovane Di Noia a centrocampo. Una mossa che paga per tutto il primo tempo e parte del secondo, con il Bari che prende campo, comanda il gioco e, soprattutto non fa giocare il Vicenza che tira, nello specchio della porta, solo con Giacomelli e Raicevic. Quest’ultimo, non approfitta di un clamoroso errore di Donkor (in fase di impostazione) e spedisce la palla, fortunatamente per i tifosi del Bari, sul palo. I galletti, invece, creano diverse palle gol con Rada, Rosina e Contini. Clamorosa l’occasione mancata da Defendi, che lanciato a rete dall’ottimo Rosina, si fa respingere il tiro dal portiere, Vigorito, in uscita.

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Poi, al 44’, Di Cesare, sugli sviluppi di un calcio d’angolo, segna il gol del meritato vantaggio per i padroni di casa. Anche nella ripresa, il Bari inizia bene. Maniero, prima sfiora il gol, e poi, segna, al 60’, il gol del raddoppio, di testa, ottimamente servito da Defendi.

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I galletti sembrano avere in pugno la partita, quando, un altro errore di Donkor (catechizzato, in qualche occasione, dall’esperto Di Cesare), spiana la via del gol a Raicevic. Così, dal 67’, si assiste ad un’altra gara. Sul 2-1, infatti, il match si accende e fioccano le occasioni per entrambe le squadre. Sfiorano la terza rete De Luca e Maniero, ma va, vicino al pareggio, anche l’ex Ebagua per gli ospiti. Bravi i due portieri a neutralizzare le conclusioni. Ma, negli ultimi venti minuti, quanta sofferenza!

I galletti, mettono a dura prova le coronarie dei circa 17.000 tifosi presenti al San Nicola che tremano sugli spalti, non solo per il freddo, ma anche per gli assalti del Vicenza in area di rigore barese. Si è visto, così, anche un Bari capace di soffrire e di lottare su ogni palla, con tutte le forze rimaste, fino al triplice fischio finale. Neppure la superiorità numerica (per l’espulsione di Ebagua) ha tranquillizzato i ragazzi di Camplone che, a tal proposito, ha sottolineato: “Abbiamo commesso tanti errori in uscita e, nel finale, potevamo chiudere la partita. Invece, abbiamo sofferto, anche, per la paura di vincere”.

La squadra, in effetti, nel complesso ha giocato bene, ma ha commesso diversi errori gratuiti, in fase di impostazione, che potevano cambiare il corso della gara. Poi, la paura ha fatto il resto.

Ma, sono tre punti d’oro che permettono, al Bari, di superare Brescia e Novara (fermi entrambi a 38 p.ti) e avanzare, in classifica, al 4° posto (39 p.ti) a ridosso del Pescara, 3°, prossimo avversario dei biancorossi. In ogni caso, resta la vittoria del cuore, del carattere, della qualità e della sofferenza. Ma forse, è anche più bello vincere così!

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Data:

24 Gennaio 2016