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IL BRASILE SOSPENDE TELEGRAM DAI SUOI STORE

cms_30276/000.jpgUn tribunale brasiliano dello stato di Espirito Santo ha ordinato la temporanea sospensione della popolare app di messaggistica istantanea Telegram dagli store per non aver consegnato alle autorità i dati richiesti sui gruppi neonazisti che operano sulla piattaforma. Il giudice Wellington Lopes Da Silva avrebbe preso questa decisione dopo che i gestori di Telegram si sarebbero ripetutamente rifiutati di consegnare tutti i dati in loro possesso riguardanti le informazioni e le attività di due gruppi neonazisti sulla piattaforma. Il social di Pavel Durov si sarebbe giustificato dicendo che i gruppi erano stati cancellati e quindi sarebbe stato impossibile risalire o recuperare i dati. Secondo quanto riportato dal portale “G1”, il giudice Da Silva avrebbe aumentato la sanzione inflitta a Telegram per la mancata consegna dei dati portandola da 100.000 ad 1 milione di Reales al giorno (circa 200 mila dollari al giorno) affinché non darà alle autorità le informazioni richieste su tutti i membri di alcuni gruppi che si ritiene abbiano ispirato alcuni crimini violenti.

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Da Silva avrebbe infine ordinato Google e Apple di bloccare l’app in questione dai loro store localizzati in Brasile e agli operatori di telefonia mobile di bloccarne l’accesso nel paese. I gruppi in questione sarebbero stati ritrovati sullo smartphone di un adolescente accusato di essere il responsabile di due sparatorie di massa avvenute in altrettante scuole di Aracruz a novembre dell’anno scorso. Complessivamente, il ragazzo sarebbe accusato di aver ucciso tre persone e di averne ferite altre 13. Il ministro della Giustizia del Brasile, Flavio Dino, ha annunciato inoltre l’apertura di un procedimento amministrativo contro il social in quanto non ha rispettato il termine dato a tutte le compagnie che gestiscono social network per informare il governo dei meccanismi adottati per identificare e moderare la circolazione di contenuti illegali.

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Ma non è la prima volta che Telegram viene bandito in Brasile. Secondo quando riportato l’anno scorso dal New York Times, infatti, secondo quanto riportato dal New York Times, un giudice della Corte Suprema, Alexandre de Moraes, ordinò il divieto di Telegram perché non aveva risposto pienamente ai precedenti ordini di rimuovere gli account di un importante sostenitore dell’ex presidente Jair Bolsonaro, che diffondeva disinformazione. Tuttavia, il divieto è stato revocato in pochi giorni e Telegram attribuì la mancata conformità alle e-mail perse. La popolarità di Telegram rispetto ad altre app concorrenti come Whatsapp, oltre che al numero delle funzioni in più che offre all’utente, è dovuta anche all’elevato sistema di privacy che l’applicazione offre. Infine, nel caso del Brasile, il divieto temporaneo potrebbe avere un impatto significativo sulla popolarità dell’app nel Paese dimostrando che la compagnia dovrebbe trovare un compromesso nel rispetto delle leggi locali.

Data:

27 Aprile 2023