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IL CALATANESCA DEL MONTE SOMMA

Che cos’è l’amore? Bellissima domanda, sarebbe troppo facile rispondere, “è quel sentimento che senti dentro e che ti fa fare cose fino ad allora impensabili”. Una risposta del genere appare scontata e rende tutto molto semplicistico. Diciamo che l’amore è qualcosa di meraviglioso. La forza che è in grado di trasmettere ad ognuno di noi è qualcosa che non sempre si riesce a spiegare. Ed è quel qualcosa che ti fa mancare il respiro, che ti fa gioire ma anche piangere. Per alcuni può essere una condanna, per altri una liberazione. Ognuno lo percepisce in modo diverso e reagisce a questo ciclone nel modo più congeniale. Questo sentimento può essere accompagnato dalla sensazione della paura di perdere colei o colui che amiamo. Ci mette a nudo, ci fa abbassare le difese, ci confonde, ci manipola, ci entusiasma, ci accende e ci spegne. Un insieme di pensieri che vengono animati da sensazioni molto diverse tra loro, ma pensieri per i quali siamo disposti a cambiare le nostre abitudini, uscire dalla zona di confort, rimetterci in totale discussione. L’amore ci fa vedere diversi ai nostri stessi occhi.

cms_30415/0.jpgLa storia ci racconta da sempre di amori vissuti, a volte follemente, altri con difficoltà. Ma ci sono svariati amori che non hanno mai preso vita ma che hanno generato, loro malgrado, momenti di pura poesia; E’ il caso del Re di Napoli, Alfonso d’Aragona.

Siamo intorno al 1540 ed il Re conosce al “Mercato Angioino”, una bellissima ragazza, Lucrezia d’Alagno. Il Sovrano, ammaliato dalla bellezza di questa fanciulla, cerca di attirare le sue attenzioni con regalie di ogni tipo, tra cui una piccola barbatella di un vitigno ancora sconosciuto, fatto arrivare direttamente dalla Spagna per essere dato in dono alla giovane Lucrezia.

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Il Re mai avrebbe potuto immaginare che questo dono potesse diventare nel tempo espressione del territorio vesuviano data la tale integrazione con il terreno vulcanico. Certo l’amore tra il Re e la fanciulla non ebbe vita facile, anche se Lucrezia d’Alagna fu sempre considerata la vera Regina di Napoli, ma fecero comunque nascere qualcosa che dal 1600 continua ad essere coltivato quasi fosse un segno di gratitudine per questa storia amore così intensa ma al contempo impossibile.

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Si trattava del vitigno “Calatanesca” che solo diversi secoli dopo, esattamente nel 2011, trovò il giusto riconoscimento entrando nell’elenco delle uve da vino e assumendo la denominazione IGT (Indicazione Geografica Tipica) “Calatanesca del Monte Somma”. Praticamente una storia d’amore che dura da oltre 400 anni.

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Questo vitigno è in grado di generare un vino che alla vista si presenta con riflessi giallo paglierino, all’olfatto trasmette note fruttate di albicocca unite alla ginestra, mentre al gusto si presenta fresco con una percezione di mineralità, mai invasiva, buona struttura e persistenza. Si abbina perfettamente a piatti a base di pesce che vanno dagli antipasti di mare ai secondi di spigola e orata.

Che dire, un vino che immancabilmente ci riporta alle sue origini, ci fa vivere in un tempo andato e ci rammenta che l’amore ci rende forti ma anche deboli, ma qualunque sia la conclusione di un amore sarà stato importante ciò che avrà generato nel suo percorso ed in questo caso ci ritroviamo un nettare a nostra disposizione, il vitigno “Calatanesca del Monte Somma”.

Buona degustazione.

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Data:

9 Maggio 2023