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IL CIELO STELLATO E L’ARTE

Da sempre il cielo stellato è stato un soggetto pittorico molto studiato dagli artisti. Sin dall’antichità da sempre le grandi civiltà hanno cercato di rappresentare gli astri nelle grandi opere architettoniche, lo dimostra il caso degli antichi Egizi per esempio che hanno illustrato il viaggio nell’aldilà della regina Nefertari mediante tutta una serie di dipinti tra cui spicca un cielo trapunto di stelle dipinto con un colore blu scuro sul soffitto della tomba. La rappresentazione di questo cielo ha un significato simbolico: l’idea di morte viene espressa come un vero e proprio sonno eterno, dunque come la notte vista come quel luogo in cui i morti vivono. Per gli antichi Egizi la notte viene vista come una vera e propria divinità che deve essere infatti venerata: stiamo parlando della dea Nut, la quale si alterna al giorno donando la notte, l’oscurità.

Nel corso dei secoli sempre più artisti si sono interessati alla rappresentazione del cielo stellato nelle loro opere d’arte. Arrivando ai tempi più recenti vi sono alcuni artisti come James McNeill Whistler, Jean-François Millet, Pieter Paul Rubens che hanno dedicato alcuni dei loro lavori al cielo stellato realizzando dei dipinti bellissimi proprio su questo soggetto pittorico.

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Notturno in nero e oro – Il razzo cadente di James McNeill Whistler

Notturno in nero e oro – Il razzo cadente è un dipinto dell’artista James McNeill Whistler realizzato con la tecnica ad olio nel periodo compreso tra il 1872 e il 1875. L’opera si trova presso il Detroit Institute of Arts.

La scena dipinta è quella ritraente un fuoco d’artificio, di cui si scorgono in maniera nettamente distinta soltanto le scintille dorate nel cielo notturno di Londra che è avvolto nella nebbia. Il luogo in cui si vedono le scintille del fuoco d’artificio è l’area verde londinese dei Cremorne Gardens, che si trovano nei pressi delle rive del fiume Tamigi. La nebbia di Londra viene resa con una sorta di colore perlaceo che ha reso noto nel mondo della pittura James McNeill Whistler conosciuto in ambito artistico come “l’inventore” della nebbia di Londra. In realtà un aspetto molto importante è il fatto che l’artista inglese sia stato in grado di cogliere gli aspetti più misteriosi della realtà fenomenica.

Il merito che si deve a McNeill Whistler è quello di essere riuscito a rappresentare in pittura con dei simboli una realtà fenomenica nascosta, misteriosa. Il Notturno in nero e oro è da considerare come un’opera d’arte che va dichiaratamente alla ricerca del bello aderendo apertamente alla corrente artistica dell’estetismo. L’artista inglese inoltre utilizza per la realizzazione di questo lavoro delle pennellate molto fluide dorate e nere che rendono la scena compositiva preziosa e ricca di simboli e di significato. All’epoca questo dipinto però non fu accolto bene dal pubblico che lo giudicò negativamente.

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Notte stellata di Jean-François Millet

Il dipinto Notte stellata di Jean-François Milllet è stato realizzato in un periodo temporale compreso tra il 1850 e il 1865 mediante la tecnica pittorica dell’olio su tela. Il quadro oggi è custodito presso la Yale University Art Gallery, New Haven, in Connecticut, negli Stati Uniti.

Notte stellata è un quadro che presenta in basso la firma autografa in rosso di Jean-François Millet. Il dipinto ritrae come paesaggio una notte stellata serena che viene resa con il colore blu intenso e con dei colori gialli luminosi che riproducono il riflesso delle stelle; alcune di queste sono delle stelle cadenti di cui si intravede in maniera abbastanza distinta la scia. Il paesaggio circostante sembra essere una sorta di bosco considerata anche la presenza delle piante di cui non si riesce a capire bene il colore considerando che queste ultime sembrano essere delle vere e proprie ombre rese con delle sfumature scure. Anche il terreno circostante viene reso con un colore dalle tonalità scure e cupe.

Da quel che si è scoperto, Millet avrebbe revisionato l’opera circa quindici anni dopo. Potrebbe essere considerato come uno dei lavori più drammatici dell’artista francese considerando i colori usati e anche il soggetto dipinto.

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Nascita della Via Lattea di Pieter Paul Rubens

Nascita della Via Lattea è un quadro realizzato tra il 1636 e il 1638 dall’artista Pieter Paul Rubens con la tecnica pittorica dell’olio su tela. Questa tela sarebbe stata donata dalla duchessa di Pastrana al Museo del Prado nel 1889.

Rubens in questo quadro si rifà alla versione di Igino nel suo “De Astronomia” per raccontare il mito. Rubens rappresenta il dio Zeus che porta il bimbo (Eracle) alla dea Era con lo scopo di dare l’immortalità al neonato, figlio di una donna mortale. In una notte scura in cui si scorgono soltanto le stelle viene inquadrata al centro della scena soltanto la dea Era senza vesti. L’unico elemento che le copre una parte delle gambe è un telo rosso panneggiato che si è appunto impigliato tra le gambe della dea perché mosso dal vento.

Il neonato rappresentato è Eracle che si nutre con il latte della dea Era, i cui zampilli si trasformano quasi in una vera e propria scia di stelle. Alle spalle della dea si scorge il dio Zeus che, seduto in compagnia della sua aquila che stringe un fascio di fulmini, osserva il risveglio del neonato.

Data:

6 Marzo 2024