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IL CILE AL VOTO PER UN DISCUTIBILE NUOVO GOVERNO

Per la seconda volta dalle proteste sociali del 2019, ieri il Cile è stato chiamato a eleggere un’assemblea costituente per redigere un nuovo testo che sostituisca quello esistente approvato sotto la dittatura militare di Pinochet. In questo turno si voterà per eleggere 50 consiglieri (25 donne e 25 uomini) che saranno incaricati di rivedere e modificare la bozza di costituzione da un gruppo di 24 esperti eletti dal parlamento. Gli ultimi sondaggi, oltre a mostrare scarsa partecipazione ed entusiasmo popolare, danno un grande vantaggio ai partiti conservatori (Repubblicani, Seguro Chile e Partido de la Gente), che, anche divisi, potrebbero ottenere il 60% dei voti, con la coalizione di governo (Unidad para Chile) al 25% e la coalizione di centrosinistra (Todo por Chile) intorno al 10%. È un quadro simile a quello che ha portato al fallimento della bozza di Costituzione nel settembre 2022 elaborata dall’assemblea di maggioranza ultra-progressista, insediatasi all’indomani della stagione delle proteste.

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Il rischio in questo caso è che i due partiti che si oppongono apertamente alla nuova costituzione, i Repubblicani e il Partido de la Gente, ottengano i 20 seggi necessari per opporsi al veto e possibilmente far deragliare l’intero processo elettorale. In ogni caso, i consiglieri eletti avranno cinque mesi a partire da giugno per attuare le modifiche al progetto mentre il testo definitivo sarà sottoposto a referendum a dicembre. Un errore, una farsa, un insulto alla democrazia: questi e molti altri, tutti con lo stesso scopo sono i forti termini usati dalle forze di sinistra in Cile per descrivere il processo elettorale dopo la clamorosa bocciatura della nuova Costituzione nel referendum del 4 settembre 2022. E infatti, siamo di fronte a una caricatura grottesca della democrazia che non potrebbe essere più chiara: i 50 membri del Consiglio costituzionale, che saranno scelti oggi con voto obbligatorio sulla base di una lista composta solo da partiti e seguenti lo stesso sostegno, non avrebbero praticamente voce in capitolo.

cms_30405/02.jpgMa non si fa niente – assolutamente niente – per sfuggire al controllo dell’oligarchia (occulta, ma subdolamente presente in quel di Santiago e dintorni): c’è anche un Comitato Tecnico di Accettazione, anch’esso insediatosi il 6 marzo e composto da altri 14 esperti che, con una maggioranza di 4/7, determinerà, articolo per articolo, eventuali contraddizioni con i dodici principi concordati dalle forze politiche nell’ambito del cosiddetto accordo per il Cile, siglato il 12 dicembre da 14 partiti, dall’Udi al Frente Amplio e al Partido. Dodici questioni mantengono l’essenza della Costituzione di Pinochet, sia in termini di modello economico che di sistema politico. A dimostrazione che, forse, a quelle latitudini non si vuole veramente ancora liberarsi dai retaggi del passato. Per il governo progressista del presidente Gabriel Boric potrebbe essere l’ennesima dimostrazione del perdere sempre più consensi da quando è entrato in carica nel marzo 2022.

Data:

7 Maggio 2023