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Il Codacons e l’inquinamento ambientale di Taranto

Nella persona del presidente nazionale dell’associazione, avv. Carlo Rienzi, il Codacons si è fatto portavoce dei tanti cittadini di Taranto affetti da gravi malattie probabilmente causate dall’inquinamento ambientale prodotto dall’azienda ed esclusi da qualsiasi indennizzo. Nel corso di un incontro è stato diffuso un report sul processo penale in corso dinanzi alla Corte d’Assise di Taranto, che dimostra i tentativi di ostacolare il procedimento allo scopo di far scattare la prescrizione.
La conferenza stampa voluta dal Codacons è avvenuta martedì 9 gennaio. In essa sono stati invitati a partecipare il Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, e il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci. Si è messo in luce quel ricorso straordinario al Consiglio di Stato assieme a circa 40 vittime dell’inquinamento ambientale di Taranto, con cui si chiedeva l’annullamento del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 29/09/2017, anche nella parte in cui non erano previste le misure necessarie al ristoro dei danni che i cittadini di Taranto hanno subito e continuano a subire per le emissioni e l’inquinamento causato dall’impianto Ilva.

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Il Codacons ha chiesto pertanto «l’evacuazione immediata del quartiere Tamburi e la collocazione dei residenti in sistemazioni sicure fino a che la situazione Ilva non sarà risolta e l’inquinamento ambientale dell’area del tutto debellati. I cittadini di Taranto non possono più stare a guardare in silenzio mentre il Governo cerca in ogni modo di boicottare le legittime azioni giudiziarie delle amministrazioni locali e di impedire alla Magistratura di svolgere il suo fondamentale compito di controllo». Ciò è quanto sostenuto dall’avv. Saccucci, che porta avanti il ricorso al decreto del presidente del Consiglio dei ministri del 29/09/2017: «I residenti di Taranto intervengono in giudizio per sostenere le ragioni degli enti locali e per dare un segnale affinché questi non desistano dall’azione legale intrapresa a tutela delle collettività che rappresentano».

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Ad opponendum” (al fine di opporsi) all’accoglimento del ricorso, la Provincia di Taranto difende invece il Dpcm (il decreto che contiene il piano ambientale dell’Ilva) al Tar e sostiene che il decreto garantisca l’avvio delle opere di risanamento e di bonifica. Emiliano, nel Consiglio regionale pugliese, ha chiesto di posticipare la discussione sull’Ilva. «Non con l’intenzione di soffocarla, bensì per consentire all’assemblea di esprimersi sulla bozza dell’accordo di programma a cui Regione e Governo nazionale stanno lavorando, prima di procedere alla sua sottoscrizione…in questo momento un voto su provvedimenti che rappresentavano una realtà completamente diversa dall’attuale, sarebbe un ostacolo alla soluzione di una vicenda che è a un passo dall’essere positivamente realizzata».

Data:

10 Gennaio 2018