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“IL COVID? VIENE DALL’ITALIA”…IL NYPOST E L’ “IDEA” DI PECHINO

cms_20072/14_11_2020.jpg“Il Covid? Viene dall’Italia”, il NyPost e l’’idea’ di Pechino

Il Covid 19? Magari viene dall’Italia. Il New York Post, con il consueto stile aggressivo, cavalca la notizia relativa allo studio che ipotizza la presenza del coronavirus in Italia già a settembre 2019. Il lavoro condotto dall’Istituto nazionale tumori (Int) di Milano, in collaborazione con l’università degli Studi del capoluogo lombardo, l’università di Siena e VisMederi srl suscita attenzione dei media di diversi paesi. E spingono il New York Post, sulla base di un articolo del britannico Times, ad affermare -come recita un titolo online- “La Cina suggerisce che l’Italia potrebbe essere il luogo di nascita della pandemia Covid-19”.

“La Cina sta usando un nuovo studio… per sollevare dubbi sulla convinzione che la nazione asiatica sia stata il luogo di nascita della pandemia. A Pechino, funzionari stanno dando risalto ad un nuovo studio. Questo suggerisce che il contagio possa aver avuto origine nella nazione europea (l’Italia, ndr) a settembre, tre mesi prima che venisse confermata la diffusione nella città di Wuhan, a lungo ritenuta l’epicentro”, si legge. Secondo il New York Post, la Cina in passato ha ’candidato’ la Spagna al ruolo di focolaio originale e ha acceso i riflettori anche sull’esercito statunitense, sospettato di aver portato il virus a Wuhan ad ottobre 2019 durante i Giochi mondiali militari. Ora, secondo il Post, tocca all’Italia. Il Times, d’altra parte, ha dato spazio alle parole di Zhao Lijian, portavoce del ministero degli Esteri: “Ancora una volta questo dimostra che tracciare l’origine del virus è una complessa questione scientifica che dovrebbe essere lasciata agli scienziati. E’ un processo fluido che può coinvolgere numerosi paesi”.

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cms_20072/2_Min_Sanita.jpgIn Italia 34.767 contagi e altri 692 morti

Sono 34.767 i nuovi contagi da coronavirus in Italia secondo i dati diffusi nel bollettino dal Ministero della Salute. Da ieri sono stati registrati altri 692 morti, che portano il totale a 49.261 dall’inizio dell’emergenza legata all’epidemia. Nelle ultime ore sono stati processati 237.225 tamponi. I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 3.758, con un incremento di 10 unità. I soggetti guariti nel complesso sono 539.524 (+19.502).

cms_20072/BURIONI.jpgBurioni:”Virus non è più buono, ma le misure funzionano”

“Tra i dati ultimi ne abbiamo uno potenzialmente eccellente: i bilancio delle terapie intensive segna +10 invece del +100 dei giorni scorsi”. E’ quanto scrive in un post su Facebook della pagina ’Medical Facts’ il virologo Roberto Burioni, docente all’università Vita-Salute San Raffaele di Milano.

“Per questo vi sottolineo quanto dichiarato in un post” nell’agosto scorso, “quando colleghi, giornalisti e addirittura economisti dichiaravano con esagerato ottimismo (e senza dati scientifici a supporto delle loro affermazioni) che il virus era diventato più buono, che la malattia era cambiata, che l’emergenza era finita e che potevano stare tranquilli”. “Allora (come oggi) i dati lusinghieri non dipendevano da nessuno di questi motivi: dipendono dalle misure messe in atto per contenere il contagio. Per cui non commettiamo l’errore già fatto di smettere di prendere precauzioni pensando che il problema stia attenuandosi. Si attenua perché prendiamo precauzioni, e se smettiamo di prenderle lo sapete cosa succede”.

cms_20072/pidemiologo_.jpgGreco: “Possibile nuova sferzata Covid a primavera”

Il Covid “continuerà a circolare, forse staremo più tranquilli per Natale, ma non è detto che a primavera non riemerga con la forza di oggi, perché i Coronavirus adorano la primavera. Dunque la parola d’ordine è ’convivenza’” con Sars-Cov-2. Lo ha detto l’epidemiologo Donato Greco, partecipando in diretta streaming su Facebook all’incontro ’Un vaccino per tutti’, secondo appuntamento di ’Internazionale’ a Ferrara. Per questo, secondo Greco – ex direttore generale della Prevenzione al ministero della Salute, per 30 anni del Laboratorio di Epidemiologia dell’Istituto superiore di sanità, e oggi consulente Oms – “di fatto le misure di contenimento messe in campo dovrebbe essere definite misure di mitigazione, perché – osserva – il virus fa i fatti suoi, è molto più forte di noi e delle restrizioni. Per questo la speranza vaccinale è importante, in quanto il virus cammina e noi riusciamo a contenerne sostanzialmente l’impatto”. Greco si dice certo che “non si ripeteranno più le scene di marzo, in quanto la risposto è più organizzata, anche se avremmo potuto fare di più. Ma c’è ancora molto da fare”.

In Italia “abbiamo un eccesso di dati” su Covid-19. “Non si è mai visto un sistema che aggiornasse il Paese con 21 repubbliche sanitarie diverse, quali sono le nostre regioni, che riescono a consegnare i dati, spero veritieri, ogni giorno. Ma l’andamento epidemiologico non è calcolabile giorno per giorno, perché c’è una varianza fisiologica dei numeri, dunque si può vedere solo almeno per settimane”. Greco si dice “molto dispiaciuto che si continui con questo martellamento quotidiano” dei dati “che determina un effetto di comunicazione nefasto. Sarebbe molto meglio – sostiene – valutare i dati a cadenza settimanale come facciamo da 30 anni per l’influenza stagionale”.

Data:

22 Novembre 2020