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IL (DIVERSAMENTE) RED CARPET DEL MET GALA 2023

Il primo lunedì di maggio, per le fashioniste di tutto il mondo, significa una sola cosa: Met Gala, il gala dove si riunisce il gota del fashion system per celebrare la moda, ma soprattutto per finanziare il Metropolitan Museum of Art di New York con il prezzo del biglietto. Quest’anno il costo del biglietto ha raggiunto la cifra record di cinquanta mila dollari, ma questo non è stato un deterrente, il vero ostacolo è stato superare la rigidissima selezione del global editorial director di Vogue, Anna Wintour che, dal 1995, si occupa dell’organizzazione, degli inviti e della mostra collegata al gala più esclusivo del fashion system.

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La temibile direttrice è stata la prima ad arrivare e si è presentata sul red carpet e all’intervistatrice con un long coat della maison Chanel rigorosamente chiuso, così da non svelare il suo outfit. Infatti, durante il gala, è proibito l’uso di smartphone, una scelta che vuole conservare ancora un briciolo di mistero sull’evento, anche se, in passato, alcuni vip si sono immortalati nel più banale dei selfie: davanti allo specchio della toilette. Lo scivolone che non t’aspetti dal megadirettore galattico, parafrasando Fantozzi, è l’abito più lungo del coat, che dire, anche gli dei cadono sulle bucce di banana dello stile! Il Met Gala è famoso anche per il dress code non libero, ma guidato, di anno in anno, dal tema prescelto che, quest’anno, ha voluto rendere omaggio ad un grande del fashion system, Karl Lagerfeld. A lui è dedicata anche una mostra che sarà possibile visitare, sempre al Metropolitan Museum, sino al sedici luglio dal nome: “Karl Lagerfeld: A Line of Beauty” dove sono esposti centocinquanta capi iconici da lui creati e che ripercorrono la sua lunga carriera come direttore creativo di diverse maison come Fendi, Balmain, Chloé, ma soprattutto Chanel.

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Agli invitati è stato consigliato di indossare outfit in onore al lavoro e alla personalità di Lagerfeld, molti si sono attenuti al dress code “imposto” inserendo nei loro outfit alcuni dettagli cari al designer come i guantini in pelle nera senza dita, la camicia bianca, il black and white, le camelie, i fiocchi, le perle, le piume e il cravattino nero emblemi non solo di Lagerfeld, ma anche del mondo Chanel, la maison che più ha incarnato il genio creativo del kaiser del fashion system e che hanno dato vita ad outfit che hanno oscillato tra il wow e il kitsch. L’attore-cantante Jeremy Pope con il suo outfit, realizzato su misura, di Balmain ha calcato il red carpet (che in realtà era color champagne con righe rosse e blu) con una cappa realizzata con dieci metri di chiffon di seta dove è stato dipinto, a mano, un ritratto del designer che lo rappresentava appieno: con il suo codino tiratissimo, con gli occhiali scuri, la camicia bianca con colletto alto e l’outfit black and white che non abbandonava mai. Un outfit, quello di Pope, che merita un deciso wow.

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Anche la cantautrice Janelle Monae sceglie di rendere omaggio al kaiser della moda con un outfit che è un’iperbole dell’iconica giacca in tweed di Chanel che viene destrutturata dando vita ad un outfit ibrido (giacca-abito) che, guardando l’espressione di Janelle, non ha convinto nemmeno lei. I boots stringati, davvero inguardabili, sono la ciliegina su un outfit claunesco che poco ha a che fare con il glamour di Chanel-Lagerfeld. Un outfit davvero kitsch.

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Il capo che non poteva mancare nel gran finale di ogni sfilata di Lagerfeld per Chanel era l’abito da sposa e al Met Gala sono state in molte/i a rendere omaggio al designer indossando un abito da sposa prestati dall’archivio della maison Chanel. L’attrice Penelope Cruz, nonché global ambassador di Chanel, ha calcato il red carpet con un abito da sposa con un velo in stile mantilla, gonna vaporosa e preziosi cristalli, ma il modello vaporoso sembra “ingoiare” la sua body shape. Il mood “madonna portata in processione” non fa centro, sarebbe stato più consono al Met del 2018 dove il tema era il rapporto tra fashion e religione. Ma che dire dell’intervistatrice con gli occhiali da sole?

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L’attrice Elle Flanning, a differenza della Cruz, è una visione eterea con il suo abito da sposa in pizzo stile boho-chic della maison Vivienne Westwood. Per lei solo wow!

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Alton Mason è stato il primo modello di colore ad aver sfilato per Chanel che nel tempo è rimasto un grande amico di Lagerfeld, ma il suo outfit da sposa è stato alquanto di cattivo gusto, in pieno stile Kitsch che il kaiser della moda non avrebbe apprezzato.

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L’attrice Margot Robbie con il suo abito Chanel d’archivio indossato dalla top model Cindy Crawford, nel 1993 durante una sfilata, è davvero splendida. Le uniche pecche sono i capelli lasciati sciolti, quasi mai una buona idea per un outfit da gran soirée, il colore nero non in accordo con il suo sottotono caldo e luminoso per una spring come lei.

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Cardi B ha indossato un abito bustier in tessuto matelassé con colletto bianco, cravattino nero e gonna vaporosa decorata da camelie (il fiore preferito da Coco Chanel). Il fitting è perfetto, come l’aver centrato in pieno il dress code con tanto glamour, peccato per i capelli sciolti e i vistosi orecchini che non esaltano i lineamenti del suo bel viso, mentre i lunghi guanti neri appesantiscono un outfit già di per sé elaborato.

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Tra i pochi outfit fuori dal coro black and white c’è stato quello della semper divinae Naomi Campbell, un abito Chanel del 2010 che sembra disegnato su di lei. Il fitting è perfetto, il colore è perfetto per il suo sottotono, anche se a causa dei flash può sembrare un rosa caldo, perfetta la posa regale a favore di fotografi. Lei è sempre wow!

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La cantante Jennifer Lopez è maestra nel disattendere il dress code, l’abito di Ralph Lauren è molto nelle sue corde, ma di Lagerfeld ha ben poco. Il nero e il rosa baby, entrambi freddi, non rendono giustizia alla sua appartenenza alla stagione cromatica autunno e il fascinator con veletta è più indicato per un matrimonio formale che per una serata di gala.

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Cara Delavingne è stata la top model dell’ultima generazione diventata una musa per il designer e la stessa gli rende omaggio indossando un minidress-camicia e i guantini in pelle nera senza dita. La camicia bianca è stato il capo più amato e reinterpretato da Karl Lagerfeld, ma qualche perplessità sull’outfit è lecita, soprattutto per una serata di gala.

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Lagerfeld è stato un designer geniale, ma anche controverso per molte sue affermazione come quando disse: “nessuno vuol vedere donne formose in passerella, sono solo le donne grasse, quelle che guardano la TV mangiando le patatine, che pensano che le modelle siano odiose”. Vedendo la cantante Lizzo sul red carpet del Met Gala che gli rende omaggio con un abito a tubino profilato da fili di perle sarebbe stato contento? Il kaiser della moda non amava il politically correct, quando collaborò con il colosso del fast fashion H&M per la creazione di una capsule collection, venendo a conoscenza che avrebbero sviluppato i capi della capsule sino alla taglia 48 andò su tutte le furie. Per quanto mi riguarda c’è solo da dire wow, perché il nero è perfetto per il suo sottotono, come il fitting che non nasconde, ma esalta la sua silhouette. Peccato per l’acconciatura che prende le sembianze di un ananas, un classico, ma sempre chic, chignon sarebbe stato perfetto.

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Anna Hathaway omaggia Karl Lagerfeld attraverso l’iconico tessuto tweed, le camelie sul bustier e le perle, ma la forma a sirena dell’abito, i cut-out, il profondo spacco e le spille da balia riportano subito alla mente la maison Versace che ha realizzato l’abito. Una contaminazione wow che rende l’outfit glam-rock perfetto per l’attrice.

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La tennista Serena Williams, fasciata in un abito a sirena della maison Gucci, ha colto l’occasione per annunciare di essere in attesa del suo secondo figlio. L’abito esalta perfettamente la sua silhouette, il black and white e le perle parlano il linguaggio del dress code del Met Gala 2023.

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Kim Kardashian dimentica l’abito a casa, ma in compenso si presenta sul red carpet con chili e chili di perle della maison Schiapparelli. Bella l’acconciatura, ma dopo aver visto l’ennesima reference alle perle una considerazione mi sorge spontanea: “più che un omaggio a Karl Lagerfeld si è trasformato un omaggio a Coco Chanel che adorava le perle come le camelie”.

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L’attrice Nicole Kidman ha indossato un abito creato per lei, correva l’anno 2004, da Lagerfeld per girare lo spot pubblicitario del profumo Chanel N.5. E’ stato l’outfit più centrato sul dress code del gala, peccato solo per l’acconciatura mood “scappata di casa”.

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Fedele al suo nome d’arte Doja Cat, la cantante americana rende omaggio al designer trasformandosi in Choupette, la gatta a cui Lagerfeld ha lasciato buona parte del suo patrimonio. L’abito in micro cristalli modello a sirena possiede anche le orecchie incorporate e un lungo strascico di piume, il make up felino è stato davvero notevole. L’outfit è da wow, peccato che lei risponda alle domande dell’intervistatrice solo con sussurrati miagolii che rendono kitsch la sua presenza.

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L’attrice Glenn Close si è presentata sul red carpet con un outfit total silver spezzato solamente dal colletto e dai polsini bianchi. Il lungo mantello aveva un che di regale, ma nel complesso sembrava una donna intrappolata nel suo outfit.

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Come Jennifer Lopez, anche Salma Hayek è regina dell’infischiarsene del dress code presentandosi da ballerina di Siviglia sul red carpet del Met Gala 2023. L’abito rosso lacca era un tripudio di balze, di tulle, di vinile, un outfit che è apparso incomprensibile ai più.

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Dalla ballerina di Siviglia al torero gotico è un attimo. Jenna Ortega, la Mercoledì della famosa serie Netflix, sfoggia un outfit incomprensibile e caotico. Francamente basta cavalcare il mood gotico che l’ha resa celebre, soprattutto quando non c’entra con l’evento a cui si partecipa. L’essere egoriferiti è sempre kitsch!

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6 Maggio 2023