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Il dossier sul tavolo di Conte

Il dossier sul tavolo di Conte

cms_9344/Conte_fiero_afp.jpgSarà quello delle nomine uno dei primi dossier che il nuovo governo, guidato da Giuseppe Conte, si troverà da subito sul tavolo. Una partita, che, rispetto allo scenario di pochi giorni fa quando all’orizzonte sembrava profilarsi un esecutivo tecnico di breve termine, torna ad allargarsi e ad assumere un più ampio respiro.

Sul piatto, infatti, ci sono sì le scadenze più imminenti, previste dall’agenda delle prossime settimane, del rinnovo dei vertici di Cassa Depositi e Prestiti e della Rai ma sullo sfondo torna ad affacciarsi la grande tornata delle nomine delle grandi aziende pubbliche che avrà il suo clou nel biennio 2019-2020, che con esecutivo tecnico sarebbe stato un capitolo chiuso fin dal principio.

E’ il risiko che coinvolgerà i primari gruppi italiani, da Enel, Eni, Fincantieri a Poste, Leonardo, Enav, Mps passando per Terna, Mps, Snam, Italgas, che dovranno rinnovare i propri consigli di amministrazione. Un giro di poltrone che ’scottano’ visto che ridisegnerà la geografia del potere economico del Paese. E’ stato calcolato che in gioco ci sono 350 incarichi tra consigli di amministrazione e collegi sindacali.

Ma, agenda alla mano, già nelle prossime settimane il governo dovrà affrontare il nodo delle nomine di due aziende di peso, Cassa Depositi e Prestiti e Rai. Per Cdp, i riflettori sono puntati su due date, quella del 20 giugno e del 28 giugno. Sono queste, infatti, le nuove scadenze comunicate, il 15 maggio scorso, da Cassa Depositi e Prestiti la cui assemblea era stata inizialmente fissata per il 23 maggio e il 20 giugno. Un rinvio che sarebbe stato chiesto dall’azionista di riferimento e legato proprio alla formazione del nuovo governo.

Si tratta di vedere quali scelte matureranno, già dai prossimi giorni, per il rinnovo del consiglio d’amministrazione della società, guidata dal presidente Claudio Costamagna e dall’amministratore delegato Fabio Galli. Un’azienda che riveste un ruolo sempre più cruciale e delicato in importanti partite industriali. Soltanto all’inizio di questa settimana, quando l’epilogo della crisi politica sembrava ancora lontano, per la soluzione del rebus delle nomine di Cdp venivano prospettate più soluzioni, come quella di una proroga per alcuni mesi degli attuali vertici o di lasciare l’assemblea aperta. Ma il nuovo ministro dell’Economia, azionista di Cdp potrebbe, invece, decidere un assetto più definitivo.

C’è poi il fronte caldo di Viale Mazzini. Con l’approvazione del bilancio fissata al 30 giugno, a norma di legge, il vertice della Rai guidato dal tandem Monica Maggioni-Mario Orfeo conclude il mandato. La procedura per il rinnovo è già partita e con la nuova legge la scelta del cda è rimessa al Parlamento. Ma l’indicazione del direttore generale e del presidente spetta al Governo.

Ad annunciare la sua candidatura a componente del nuovo cda della Rai è stato Michele Santoro. Due i punti chiave del suo programma: qualunque cosa produca il servizio pubblico, “si deve sapere quanto costa realmente”; il 40% della produzione del servizio pubblico deve andare a produttori indipendenti, fuori da logiche che vedono i giovani “strozzati da questa rete di interessi che governa i mezzi di comunicazione italiani”.

Intanto, i sindacati di categoria Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil e Ugl Informazione hanno comunicato, nei giorni scorsi, di aver la riserva sulla candidatura per l’elezione del consigliere di amministrazione Rai espresso dai lavoratori: di Gianluca de Matteis Tortora, funzionario Rai “con una rilevante esperienza nel settore delle comunicazioni e delle relazioni istituzionali questo nonostante la sua giovane età”, dicono i sindacati. Il cambio della guardia ai vertici della Rai, darà poi il ’la’ al ricambio di altre società come RaiWay.

Cdp e Rai, ma non solo. Sono da rinnovare anche i vertici di Gse e Sogei. E ci sono poi le nomine di cui dovrà occuparsi il nuovo Parlamento. Tra queste, c’è sempre la scelta dei componenti della Consulta, quella relativa al Csm e all’Antitrust, dove il il presidente Giovanni Pitruzzella ha annunciato che lascerà il suo incarico a ottobre, in anticipo sulla scadenza di novembre. Pitruzzella già a ottobre si dovrebbe trasferire alla Corte di Giustizia del Lussemburgo come avvocato generale.

Altra nomina in ballo è quella dell’Autorità dell’Energia. Il 18 aprile, per la seconda volta, il governo Gentiloni ha prorogato, con decreto urgente, il presidente Guido Bortoni e i quattro componenti del consiglio che resteranno i carica, per la sola gestione corrente, fino a 90 giorni dal varo del nuovo governo.

Pil, confermata la crescita

cms_9344/operaio_fabbrica_Fg.jpgNel primo trimestre del 2018 il prodotto interno lordo (Pil), espresso in valori concatenati con anno di riferimento 2010, destagionalizzato e corretto per gli effetti di calendario, è aumentato dello 0,3% rispetto al trimestre precedente e dell’1,4% nei confronti del primo trimestre del 2017. E’ quanto rileva l’Istat, nel confermare così le stime congiunturali e tendenziali diffuse lo scorso 2 maggio.

Il primo trimestre di quest’anno, ricorda inoltre l’istitito, ha avuto tre giornate lavorative in più del trimestre precedente e lo stesso numero di giornate lavorative rispetto al primo trimestre del 2017. La variazione acquisita per il 2018 è pari a +0,8%.

La stima completa dei conti economici trimestrali conferma che “nel primo trimestre il Pil è cresciuto in termini congiunturali dello 0,3%, in leggera decelerazione rispetto al quarto del 2017; l’incremento tendenziale è dell’1,4%, anche esso in rallentamento”. E’ quanto rileva l’Istat, nel commentare i dati appena diffusi sulla crescita economica.

“La crescita del Pil è stata trainata dalla domanda interna (incluse le scorte) mentre quella estera ha fornito un ampio contributo negativo (-0,4 punti percentuali) derivante da un calo delle esportazioni ben più marcato di quello delle importazioni. Sul piano interno, l’apporto dei consumi privati è stato positivo per 0,3 punti e quello degli investimenti negativo per 0,2, mentre un ampio contributo positivo (+0,7 punti) è venuto dalla variazione delle scorte”, continua l’istituto di statistica.

CONSUMI – Nel primo trimestre del 2018, rileva l’Istat, rispetto ai tre mesi precedenti i consumi finali nazionali registrano un aumento dello 0,3%, mentre gli investimenti segnano una diminuzione dell’1,4%. Dal lato degli scambi con l’estero, le esportazioni sono diminuite del 2,1% e le importazioni dello 0,9%.

La domanda nazionale al netto delle scorte ha registrato un contributo nullo alla crescita del Pil, con un contributo positivo di 0,3 punti percentuali dei consumi delle famiglie e delle Istituzioni Sociali Private, nullo della spesa delle Amministrazioni Pubbliche e negativo (-0,2 punti) degli investimenti fissi lordi. La variazione delle scorte ha contribuito positivamente per 0,7 punti percentuali, a fronte di un apporto negativo della domanda estera netta di 0,4 punti percentuali.

In termini di dinamica del valore aggiunto si registrano andamenti congiunturali positivi dell’agricoltura, silvicoltura e pesca (+4,6%) e nell’insieme dei servizi (+0,3%) mentre l’industria segna una piccola diminuzione (-0,1%).

Poste, più caro spedire lettere e pacchi

cms_9344/Poste_ufficio.jpgRincari in vista per raccomandate, assicurate e pacchi dal 3 luglio prossimo. Il sito di Poste italiane, infatti, informa come a partire da quella data sia previsto l’aumento tariffario di alcuni servizi universali di corrispondenza e pacchi.

Le tariffe di Posta 4 (Retail) saranno dunque incrementate in tutti gli scaglioni di peso, ad eccezione di una serie di formati mentre il costo di spedizione di una cartolina o di una lettera fino a 20 grammi varierà da 0,95 euro a 1,10 euro.

Variazioni in vista anche per il costo della Postamail Internazionale che aumenterà in tutti gli scaglioni di peso. In particolare, la tariffa per gli invii fino a 20 grammi per la Zona 1 varierà da 1,00 euro a 1,15 euro. Più ’salato’ anche l’uso di Posta Raccomandata (Retail) che sarà incrementata in tutti gli scaglioni di peso. In particolare, la tariffa per gli invii fino a 20 grammi varierà da 5,00 euro a 5,40 euro. Analogamente saranno incrementate anche le tariffe delle comunicazioni connesse alle notifiche degli Atti Giudiziari.

Tariffe in salita anche per la Posta Raccomandata Internazionale incrementata in tutti gli scaglioni di peso e per tutte le zone tariffarie di destinazione e per tutti i canali di accettazione (fisici ed online). In particolare, la tariffa per gli invii fino a 20 grammi per la Zona 1 varierà da 6,60 euro a 7,10 euro e per la Posta Raccomandata Pro che vede la tariffa per gli invii fino a 20 grammi passare da 3,40 euro a 3,60 euro. Un incremento che sarà applicato, per la componente di recapito, alle tariffe di Posta Raccomandata Online nazionale.

Salgono anche le tariffe della Posta Assicurata che per gli invii di valore fino a 50,00 euro e di peso fino a 20 grammi varierà da 5,80 euro a 6,20 euro e della Posta Assicurata Internazionale che, sempre per invii di valore fino a 50,00 euro e di peso fino a 20 grammi per la Zona 1, varierà da 7,80 euro a 8,30 euro.

Per quel che riguarda i pacchi ordinari la struttura degli scaglioni di peso passerà dagli attuali due (0-10 kg; 10-20 Kg) a tre (0-5 kg; 5-10 Kg; 10-20 Kg) con la rimodulazione delle tariffe: 9 euro tra 0 e 5 Kg; 11 euro tra 5-10 Kg ; 15 euro tra i 10-20 Kg. La tariffa del servizio accessorio Avviso di Ricevimento (singolo) nazionale varierà da 0,95 euro a 1,10 euro mentre la tariffa dell’Avviso di Ricevimento per l’Estero varierà da 1,00 euro a 1,15 euro.

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Data:

1 Giugno 2018