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Il Dragone cinese ha smesso di volare

Il dragone cinese è stato abbattuto. Non vola più. Crollata la borsa di Shanghai. La fiducia degli investitori è al minimo storico. La bolla è scoppiata. La Borsa cinese, che in 12 mesi è cresciuta di oltre il 150% fino al 12 giugno scorso, è ormai esplosa. All’inizio di giugno il listino cinese aveva guadagnato in dodici mesi qualcosa come 6,5 trilioni di dollari. Il Pil nel primo trimestre 2015 è cresciuto “solo” del 7%, il ritmo più blando da almeno sei anni. Segnali di debolezza sono arrivati anche dal mercato immobiliare, un settore chiave per la seconda economia mondiale.

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A spingere la bolla-spiega il Sole 24 ore- (e ora a restarne vittima dell’esplosione) sono proprio i piccoli investitori, la fascia retail, che in Cina “pesa” per ben l’85% sulle transazioni, lasciando ai gestori professionisti le briciole. Il “fai da te” sul listino è dilagato e oggi un esercito di piccoli e inesperti trader (si calcola siano addirittura 90 milioni), con un’idea assai vaga dei mercati finanziari, si è ritrovato a “giocare” in Borsa a ritmi febbrili, in un mercato che saliva, saliva e continuava a salire. I piccoli investitori sono operai, impiegati, contadini, artigiani, tutti preda del grande sogno di arricchirsi a suon di “pasti gratis” nel magico mondo della finanza. Ora diventato un incubo”.

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La Banca Centrale cinese ha annunciato negli ultimi giorni che garantirà la liquidità necessaria per stabilizzare i mercati cinesi e per scongiurare rischi sistemici. Le mosse delle autorità degli ultimi giorni sono da panico irrazionale, con liquidità agevolata di Stato resa disponibile ai broker che hanno prestato ai risparmiatori, creando un “fondo di stabilizzazione” per acquistare azioni e mantenerle in portafoglio. È la stessa Banca Centrale Cinese che sta acquistando titoli, ed obbliga le grandi aziende pubbliche ad acquistare azioni in una sorta di quantitave easing orientale, per tentare di arginare il collasso.

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Nel frattempo, si moltiplicano gli episodi di disperazione di risparmiatori che hanno investito tutti o gran parte dei propri risparmi su singoli titoli. La domanda che tutti si stanno facendo in questi giorni febbrili è questa: il mondo rischia di crollare assieme alla borsa asiatica? La storia ci sta conducendo verso un nuovo devastante “1929”?

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11 Luglio 2015