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IL DUCA BIANCO RISORGE GRAZIE A “LAZARUS”

Se l’intento era quello di far rivivere dal vivo la magia musicale del Duca Bianco, beh quell’intento è riuscito nella quasi sua totalità. “Lazarus”, andato in scena per due sere di seguito (entrambe sold out) sul palco del Teatro Piccinni di Bari, ha suscitato l’entusiasmo del pubblico sin dalle prime battute del musical. L’opera, scritta da Davide Bowie poco prima della sua morte (10 gennaio 2016), insieme al drammaturgo irlandese Enda Walsh, da molti viene definita come il lascito creativo dell’artista inglese. E a mio parere, fermo restando la grandiosità artistica di un personaggio iconico dello show business internazionale, il musical ha lasciato un bel ricordo in eredità a tutti i fan e appassionati di musica di qualità.

L’opera si ispira al racconto di Walter Tevis (1963), “The Man Who Fell To Earth” che narra le vicende di un extraterrestre in missione sulla terra alla ricerca di un posto sicuro per la propria gente in pericolo sul loro pianeta (morente) devastato dalle guerre atomiche. Degno di nota anche il film del 1976 di Nicolas Roeg, tratto dal romanzo di Tevis, in cui David Bowie veste i panni del protagonista, Thomas Jerome Newton. Riguardo alla pellicola del regista londinese, la notizia che suscitò molte polemiche da parte dei fan di Ziggy e della critica, fu l’affidamento della colonna sonora del film a John Phillips, Stomu Yamashta anziché allo stesso Bowie.

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E nel 2015 (mi viene da pensare quasi per ripicca nei confronti di Roeg) arriva “Lazarus” con musiche scritte dal Duca Bianco. Possiamo definirlo come il penultimo (capo)-lavoro dell’artista nato a Londra nel 1947, se consideriamo l’uscita di li a poco del 27° album da studio, “Blackstar”. Si tratta di una continuazione del racconto di Tevis: Newton, interpretato magistralmente da Agnelli, è in preda alla disperazione e all’abuso di alcol per una vita pervasa da allucinazioni che non riesce ad allontanare e da quella gabbia non solo materiale di un pianeta che non gli appartiene. Nel musical è possibile apprezzare alcuni inediti scritti appositamente da Bowie oltre a una serie di storici successi come Absolute Beginners, Hero, Life on Mars, Changes, ecc…, e alla title track, tratta da “Blachstar”, Lazarus che è anche il brano iniziale del musical.

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Nella sua totalità “Lazarus”, nella versione italiana andata in scena al Teatro Piccinni di Bari, è stato quasi perfetto, riuscendo a farmi sorvolare su qualche imperfezione, magari sfuggita ai non addetti ai lavori, considerata l’ottima regia di Valter Malosti, la suggestiva scenografia, le particolari coreografie degli attori non protagonisti (anche se avrei lavorato meglio con i personaggi interpretati da Michela Lucenti e Attilio Caffarena), della superlativa bravura di Manuel Agnelli, e dei musicisti. Una nota parte la riservo a Casadilego, polistrumentista e cantante vincitrice della XIV edizione di X-Factor: le sue doti canore e di strumentista sono indiscutibili, ma le manca ancora un pizzico (a mio parere) per catturare, oltre al cuore, anche l’anima di chi l’ascolta. “Lazarus”, e arrivo alle battute conclusive, nel riarrangiamento italiano scritto con il bene placito di Walsh, è un capolavoro musico-teatrale che ERT / Teatro Nazionale ha adottato come progetto dopo aver ottenuto l’esclusività nazionale dei diritti di messa in scena.

Data:

28 Giugno 2023