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IL GASDOTTO RUSSO FA TREMARE L’EUROPA

Il progetto di realizzazione del South Stream, gasdotto che inizialmente vede protagoniste Italia e Russia, grazie soprattutto alla capacità relazionale in politica estera di Silvio Berlusconi, e che avrebbe dovuto garantire, a costi competitivi, la fornitura di gas naturale all’Europa Occidentale, viene sospeso a dicembre 2014 da Vladimir Putin, Presidente della Repubblica Bielorussa, a seguito della politica di austerità dell’asse europeo e delle sanzioni comminategli. Il gasdotto, nella fase di progettazione vede la realizzazione di una sua parte in territorio ucraino che grida da tempo la sua indipendenza dalla Russia, con forte sostegno dell’Europa e degli Stati Uniti d’America.

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L’ex agente segreto del KGP che ambisce a controllare il mercato di fornitura di gas naturale nell’eurozona si vede costretto a rivedere le sue strategie politiche e di mercato ma anche ad individuare nuovi partner con i quali riprendere il progetto sospeso. Causa la cattiva gestione dei rapporti internazionali commerciali da parte dell’Europa, ma soprattutto dell’incapacità dei suoi rappresentanti nel concludere transazioni ed assumere decisioni rilevanti e determinanti in ambito economico, Vladimir Putin, dopo essersi guardato intorno ha finalmente un nuovo alleato per il suo ambizioso progetto: Aléxis Tsípras che da gennaio 2015 è alla guida della Grecia. Il giovane Primo Ministro è intenzionato infatti, con o senza l’Europa, a portare il suo Paese alla ripresa e stabilizzazione economica. Dopo diversi tentativi falliti da parte dell’Europa per salvare la Grecia, Tsípras ha intrapreso intese e collaborazioni con Putin. Dalle dichiarazioni di quest’ultimo ma soprattutto dai suoi atteggiamenti è possibile prevedere il futuro dei prossimi mesi negli “equilibri” economici internazionali.

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Il progetto sarà ripreso e la realizzazione della grande opera interesserà il territorio ellenico in cambio di ingente liquidità, necessaria per sanare il dissesto economico-finanziario della Grecia. La costruzione del gasdotto sarà completata con buona probabilità prima dell’arrivo della prossima stagione invernale. Risultato ottenuto: illusione dell’indipendenza dell’Ucraina dal “regime democratico” russo ed alla successiva occidentalizzazione che non avverrà mai fino a quando ci sarà lo “zar” Putin il quale dimostra ancora una volta che il denaro è in grado di determinare rapporti politici e socio-economici internazionali. Problema Obama, elegantemente aggirato.

Data:

20 Giugno 2015