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Il mantra di Conte

Il mantra di Conte Il mantra di Conte

cms_9559/conteprimopiano_afp.jpgSuperare Dublino e anche il criterio del ’Paese di primo arrivo’. “Anche questo non è idoneo a gestire i flussi in modo efficace e sostenibile: va affermato il principio che chi sbarca in Italia, o in qualsiasi altro Paese di primo arrivo, sbarca in Europa. Questo principio lo ripeterò come un mantra“. Lo dice il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, intervenendo in Aula alla Camera in vista del Consiglio Ue al via giovedì, snocciolando punto per punto la proposta italiana presentata domenica scorsa al prevertice di Bruxelles.

Quello di Dublino è “un Regolamento che non va riformato ma, ripeto, va superato, perché ormai non ci sono più dubbi sul fatto che sia del tutto inadeguato a gestire i flussi migratori. Dunque, è davvero cruciale superarlo. Lo dico sulla base del fatto che, come attestano i dati statistici, solo il 7% dei migranti sono rifugiati” sottolinea il premier. “Senza intervenire adeguatamente e persistendo su una strada che si è rivelata non essere quella giusta – rimarca – noi rischiamo di perdere la possibilità di adottare uno strumento europeo che sia veramente efficace. L’attuale ’Sistema Comune Europeo d’Asilo’ si fonda su un tragico paradosso: i diritti delle persone che intendono richiedere asilo vengono riconosciuti soltanto nel momento in cui gli interessati riescono a raggiungere le coste dell’Europa. Questo momento va anticipato, anche al fine di tutelare i loro interessi e di garantire più sicurezza al nostro Paese”.

PRIMO ARRIVO – “Va superato anche il criterio del ’Paese di primo arrivo’: anche questo non è idoneo a gestire i flussi in modo efficace e sostenibile. Va infatti affermato il principio che chi sbarca in Italia, o in qualsiasi altro Paese di primo arrivo, sbarca in Europa. Questo principio lo ripeterò come un mantra” dice Conte. “L’ho detto nei miei primi incontri bilaterali di qualche settimana fa – prima a Parigi con il presidente francese Macron e poi a Berlino con la Cancelliera tedesca Angela Merkel – l’ho ripetuto al prevertice di domenica scorsa e lo ripeterò al Consiglio europeo. Le coste italiane, greche, spagnole, sono coste europee. Se davvero esiste un’Europa, l’Europa di Schengen, fondata sul binomio responsabilità-solidarietà, come dicono tutti a parole, allora questo criterio del ’Paese di primo arrivo’ va superato”, rimarca Conte.

IMMIGRAZIONE – “L’Italia – prosegue Conte – con il suo apporto specie in tema di immigrazione, può contribuire a rendere questo appuntamento uno spartiacque, un punto di svolta e di cambiamento per l’Europa, in modo da contribuire a disegnare l’Europa che vogliamo e che intendiamo realizzare nel prossimo futuro”. Il Consiglio Ue “costituisce un momento cruciale per il futuro dell’Unione europea: in agenda prevede temi fondamentali come la migrazione, la sicurezza e la difesa europea, l’innovazione e il digitale, il lavoro, la crescita e la competitività, l’Unione Bancaria e Monetaria, e il prossimo Quadro Finanziario Pluriennale settennale dell’Unione” afferma il presidente del Consiglio.

CONSIGLIO UE – “Questo Consiglio europeo, il primo di questo governo, arriva in un momento in cui è sempre più evidente l’urgenza di rispondere alle aspettative reali dei cittadini con proposte concrete, con l’indicazione chiara di un percorso da seguire e di obiettivi da raggiungere. Senza tentennamenti, senza ambiguità, senza paura” rimarca il premier incassando il primo applauso dall’Aula. “Siamo alla vigilia di un importante e delicato appuntamento e la nostra concentrazione è tutta sugli obiettivi che vogliamo portare a casa e per i quali da tempo stiamo lavorando con la massima concentrazione, notte e giorno. Solo quando li avremo raggiunti allora potremo rivendicarli e potremo dirci soddisfatti. Non per noi, ma per ciò che questo produrrà di buono nella vita degli italiani e anche in quella dei tanti migranti che oggi decidono di mettersi in mare e sfidare la sorte alla ricerca di un futuro migliore e che invece rimediano morte, pericoli vari, frustrazione, emarginazione”.

LA PROPOSTA – “Come sapete – ricorda il premier – abbiamo elaborato una proposta e domenica scorsa l’abbiamo presentata a Bruxelles nel pre-vertice europeo”. Si tratta di “una proposta che punta a offrire una regolamentazione puntuale e una gestione efficace dei flussi migratori anche dal punto di vista dell’interesse del nostro Paese e dei nostri cittadini”.

LE SOLUZIONI – “Siamo riusciti a far accantonare – rivendica – una bozza di proposta, circolata anticipatamente, che risultava chiaramente inadeguata a offrire una efficace soluzione al problema dell’immigrazione. Era una bozza che andava contro gli interessi del nostro Paese: per questa via, ottenendo il ritiro di questo testo, l’Italia ha avuto un riconoscimento e si è ritagliata un ruolo significativo, che in passato ha stentato a ottenere. E’ un primo importante passo, che considero un buon punto di partenza per il Consiglio europeo che ci attende”.

I VALORI – “Sulla migrazione – dice il presidente del Consiglio – sono in gioco i valori dell’Europa unita, e l’Italia – lo dico con orgoglio, da Presidente del Consiglio di un grande Paese fondatore dell’Ue – continuerà a fare la sua parte perché l’Europa sia all’altezza del suo compito”.

Taglio vitalizi, ex parlamentari in rivolta

cms_9559/Roberto_Fico_Camera_deputatiftg.jpgLa sforbiciata è pronta. Roberto Fico ha presentato la delibera per il superamento dei vitalizi presso l’ufficio di Presidenza della Camera: una misura fortemente voluta dal Movimento 5 Stelle che ha rappresentato per anni uno dei suoi cavalli di battaglia, finendo persino nel contratto di governo con la Lega. Sul piede di guerra l’associazione degli ex parlamentari che minaccia una richiesta di risarcimento danni. La delibera, messa a punto dai membri 5S dell’Ufficio di presidenza di Montecitorio, è indirizzata al superamento totale del sistema vitalizi attraverso un ricalcolo col sistema contributivo.

EX PARLAMENTARI IN RIVOLTA– L’associazione degli ex parlamentari si oppone alla delibera sul superamento dei vitalizi e, tramite una diffida formale stragiudiziale inviata a tutti i membri dell’Ufficio di Presidenza, fa sapere che questi ultimi saranno considerati “responsabili” dal punto di vista personale e patrimoniale in caso di approvazione della delibera, con la possibilità di una richiesta di risarcimento danni. L’iniziativa è stata annunciata in conferenza stampa alla Camera da Antonello Falomi – presidente dell’associazione degli ex parlamentari – e Giuseppe Gargani. “Faremo ricorso in sede interna“, ha sottolineato Gargani, ma “valuteremo anche altre strade” perché “l’Ufficio di presidenza risponde personalmente delle sue decisioni”, ha aggiunto. La delibera, ha sottolineato Falomi, è “una vendetta politica” e “un attacco frontale allo Stato di diritto” che ha come obiettivo finale quello di “mettere mano alle pensioni degli italiani”.

QUANTO SI RISPARMIEREBBE – Con il superamento dei vitalizi si risparmierebbero circa 40 milioni di euro. “La proposta che ho presentato prevede il ricalcolo secondo il metodo contributivo dell’attuale sistema di assegni erogati dalla Camera agli ex parlamentari – ha spiegato su Fb il presidente della Camera Roberto Fico-. Parliamo di 1.338 vitalizi che saranno tagliati: per la maggioranza dei casi dal 40 al 60%”.

Il totale dei vitalizi erogati dalla Camera ammonta a 1.405. Come annunciato da Fico, 1.338 saranno ricalcolati e dunque abbassati mentre gli altri 67 non verranno ritoccati. I 67 riguardano i deputati che hanno versato contributi per 4-5 legislature.

“Per costruire questa proposta – ha sottolineato la terza carica dello Stato – abbiamo collaborato con Inps e Istat, in modo da definire il ricalcolo secondo il metodo contributivo nel modo più preciso: gli ex parlamentari riceveranno quanto hanno versato. In questo modo eliminiamo un’ingiustizia. Non solo, dal ricalcolo dei vitalizi potremo risparmiare circa 40 milioni di euro all’anno. Significa 200 milioni di euro a legislatura”.

“Con la riunione di oggi – ha rimarcato Fico – la delibera è stata incardinata. Si procederà adesso all’esame da parte dei membri dell’Ufficio di Presidenza che potranno presentare proposte di modifica entro il prossimo 5 luglio. Poi si passerà alla votazione”. “Questo – ha aggiunto il presidente della Camera – è un ulteriore passo per il superamento definitivo dei privilegi. Un lavoro che continueremo a portare avanti anche su altri temi qui a Montecitorio e su cui vi aggiornerò costantemente”.

Tra le misure è previsto anche un tetto minimo di 980 euro al mese. “L’ammontare dei trattamenti previdenziali rideterminati ai sensi della presente deliberazione – ha spiegato Fico in Ufficio di Presidenza -non può comunque essere inferiore all’importo del trattamento previdenziale maturato da un deputato che abbia svolto il mandato parlamentare nella sola XVII legislatura e che abbia maturato il diritto al compimento del sessantacinquesimo anno età, corrispondente a 980 euro netti mensili. Nel caso cui la rideterminazione del trattamento secondo la proposta di deliberazione sia superiore al 50 per cento di quello in godimento, il limite minimo è aumentato a 1.470 euro”.

QUANDO ENTRERANNO IN VIGORE I TAGLI? – Le nuove norme entreranno in vigore a partire dal primo novembre prossimo, mentre il termine per la presentazione degli emendamenti è stato fissato al 5 luglio. La discussione avrà luogo nella settimana successiva.

“A decorrere dal primo novembre 2018 – si legge nel testo della delibera – gli importi degli assegni vitalizi, diretti e di reversibilità, e delle quote di assegno vitalizio dei trattamenti previdenziali pro rata, diretti e di reversibilità, maturati, sulla base della normativa vigente, alla data del 31 dicembre 2011, sono rideterminati secondo le modalità previste dalla presente deliberazione” .

“La prerogativa della Camera – si legge ancora – di disciplinare la materia dei trattamenti previdenziali dei deputati cessati dal mandato attraverso deliberazioni adottate nell’esercizio dell’autonomia normativa ad essa attribuita dalla Costituzione, ai sensi dall’articolo 64 della carta costituzionale risulta del tutto non controversa e pienamente conforme all’assetto dell’ordinamento giuridico-costituzionale”.

I DUBBI DEI SENATORI– Scetticismo nel merito e stupore per il metodo. E’ questa l’atmosfera che si respira a palazzo Madama fra i senatori che seguono il dossier vitalizi. Lo scetticismo riguarda la fattibilità di una riforma che non tenga nel dovuto conto gli aspetti costituzionali giuridici e di equità, e che perciò sarebbe nel mirino di ricorsi individuali che qualcuno al Senato paventa anche in termini di responsabilità personale. Serpeggia stupore, invece, per la scelta del presidente della Camera di procedere in un modo che viene percepito come unilaterale rispetto all’altro ramo del Parlamento.

SODDISFAZIONE A 5 STELLE – Il taglio dei vitalizi riempie d’orgoglio sia il ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, sia il ministro dei Rapporti col Parlamento, Riccardo Fraccaro, da sempre impegnati in prima linea sulla partita vitalizi. “Iniziamo a togliere un privilegio insopportabile – ha sottolineato il vicepremier – il vitalizio degli ex parlamentari. Lo abbiamo detto e lo stiamo facendo” ha detto, annunciando che i prossimi a finire nella tagliola “saranno i pensionati d’oro”. “L’era dei privilegi – ha scandito – è finita”.

Sulla stessa lunghezza d’onda, Fraccaro. E’ la volta buona per la fine dei vitalizi? “Deve esserlo, ogni promessa è un debito” ha detto ai microfoni di ’Circo Massimo’ su Radio Capital. Roberto Fico presenta il taglio dei vitalizi “in ufficio di presidenza, dove sono stati istituiti”, ha rimarcato Fraccaro, ossia “in una stanza chiusa e non alla luce del sole, e noi in quella stessa stanza chiusa li aboliremo”. Per il ministro è un risultato “oltre che economico, visto che produrrà risparmi per milioni di euro, anche simbolico: l’era dei privilegi è davvero finita”.

Salvini: “Doneremo alla Libia 12 motovedette”

cms_9559/motovedetta_migranti_fg.jpg“E’ necessario un radicale cambio di passo nelle politiche di contenimento dei flussi migratori verso l’Europa, che vanno intercettati nei Paesi di partenza e di transito”. E’ quanto sottolinea il ministro dell’Interno Matteo Salvini che – durante il question time nell’Aula di Montecitorio – annuncia che “se il tempo lo permetterà, nel Consiglio dei ministri di questa sera verranno donate 12 motovedette ai libici, con conseguente formazione dell’equipaggio a cura delle autorità italiane, per continuare a salvare e proteggere vite e il mare Mediterraneo”.

Il titolare del Viminale riferisce che “il centro di assistenza e protezione dei migranti, in via di ultimazione in Libia, è destinato a ospitare già dal prossimo mese di luglio 160 persone per arrivare entro fine anno a una capienza di 1.000 persone, migranti in condizione di vulnerabilità; ed è dotato di centri sportivi, cliniche, centro di assistenza psicologica. Attualmente, sono presenti in Libia 19 centri ufficiali per migranti gestiti dal dipartimento per il controllo dell’immigrazione illegale. Non è invece noto il numero dei centri non ufficiali, spesso gestiti dagli stessi trafficanti di esseri umani e quindi al di fuori di ogni legge”.

Secondo l’Unhcr, informa Salvini, “nel 2018 sono stati condotte in questi centri più di 660 visite di monitoraggio. Sulla base di dati aggiornati a marzo, sono stati identificati in Libia 662.000 migranti, 91% uomini 9% donne e il 10% dei quali minorenni; i migranti in Libia provengono da quasi 40 Paesi prevalentemente africani, le prime nazionalità sono egiziana, algerina, ciadiana e sudanese. I rifugiati richiedenti asilo rifugiati in Libia e registrati dall’Unhcr sono 52.700 circa”.

Poi, lasciando Montecitorio, Salvini a chi gli chiedeva dell’incontro di lunedì sera tra il premier italiano Giuseppe Conte e il presidente francese Emmanuel Macron ha detto: ’’Ognuno va a cena con chi ritiene, ha fatto bene“. Ha fatto bene perché i risultati sono buoni? “Sono buoni – ha tagliato corto il vicepremier – non certo per merito di Macron, nonostante Macron”. “Macron fa il matto – ha continuato – perché è al minimo della sua popolarità nel suo paese”. Siamo di fronte a uno che “accarezza il Papa, è la prima volta che vedo qualcuno che accarezza il Papa”, ha aggiunto.

Parlando del Consiglio europeo che parte domani, il titolare del Viminale si è detto fiducioso: “Conte ha le idee chiare e abbiamo finalmente una proposta italiana“. “L’Italia – ha spiegato – va a sottoporre agli altri le sue proposte e non a commentare quelle degli altri, una cosa mai vista negli ultimi anni”.

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28 Giugno 2018